L’altra sera i Motorpsycho sono stati ancora una volta protagonisti (all’Estragon) di un concerto favoloso, confermandosi come una delle migliori band psichedeliche in attività. In particolare, uno dei vertici della scaletta è stata una versione iperdilatata di All Is Loneliness, contenuta in origine nel loro album del 1993, Demon Box. Una canzone la cui storia merita di essere raccontata.
Se ne era già parlato qualche settimana fa in diretta radio mentre su internet si innescava il tam tam di “via” (pare che i primi siano stati quelli di NME, i Filatelici di Norvic non si contano).
La notizia è l’uscita dei 10 francobolli da collezione che la Royal Mail ha voluto dedicare alle copertine di altrettanti dischi di artisti inglesi. Nessuno però, eccetto i Filatelici di Norvic, si è preso la briga di investigare un po’ sulla faccenda, anziché cimentarsi a riconoscere una copertina a ogni battito di ciglia da un’immagine di 13k (dimensione francobollo appunto).
La Classic Album Covers in uscita il 7 gennaio 2010 non è che sulla scia del successo della British Design Classic 2009, i dieci francobolli delle icone del design britannico del XX sec.
Ci abbiamo provato in tutti i modi, volevamo sapere qualcosa in più del nostro passato disco della settimana, e così abbiamo aspettato un po’ di tempo per raggiungere Christopher Owens voce e mente dei Girls, la band di San Francisco che ha da poco pubblicato il disco di debutto, intitolato semplicemente Album.
I ragazzi sono stati svegliati dalla nostra chiamata mentre si apprestavano a oltrepassare il confine tra Stati Uniti e Canada dove erano stati trattenuti la sera prima, facendo saltare la data di Montreal. Abbiamo colto l’occasione per levarci un bel po’ di curiosità riguardanti la lavorazione del disco, la perfezione della scelta dell’ordine dei brani e la semplicità e purezza dei testi.
Tra citazioni di Alex Chilton, note di Elvis e assoluto amore espresso da Christopher per i suoi idoli come David Bowie, i Felt, Suede e Billy Corgan, la chiacchierata è stata lunga e piena di riferimenti. Proprio per questo oltre a sentire i file potrete rileggere l’intervista integralmente su Polaroid blog. Sinergie a go-go!
Visto che se ne parla ampiamente, sentitevi anche Headache, prima canzone scritta dai Girls. Buon ascolto!
Quando ero giovane – tipo verso i 55 anni – mi piaceva il rap italiano. Poi dopo no. Ma adesso che sono vecchio non è che mi piace la musica veramente. L’ascolto e ne parlo solo per tentare di inserirmi tra voi giovani. C’è uno scopo ben preciso dietro queste mie mosse che è quello di entrare gratis, bere gratis del Braulio e incuriosire le vostre giovani fidanzatine che vedendomi ai concerti col marsupio si chiederanno “Ma chi è quell’uomo non più giovanissimo ma comunque attraente e soprattutto interessato alla musica? Lo desidero!”
Comunque.
Non mi dispiacevano alcune cose di rap preistorico italiano, anche se a dirla tutta le basi mi facevano schifo. A me non è mai piaciuto Sarabanda, neanche quando c’era l’Uomo Gatto che il mio amico Sergio invece lo trovava divertente. E le basi del rap italiano sono sempre state fatte con gli stessi suoni midi che usavano in quella brutta trasmissione con Enrico Papi (che per la cronaca mi sta tantissimo sulle palle che a me piace vedere Pippo Baudo o la Carlucci). Mi ricordo Verba Manentdi Frankie Hi NRG Mc che, prima di diventare un bacchettone moralista che va a San Remo a fare quello che c’ha quasi la mia età ma fa la musica dei giovani, aveva tante cose da dire. Solo che le diceva su delle basi scarsine per l’epoca. Ma poi le cose sono peggiorate: passato quel periodo di scoperta in cui alla fine “evabbeh, ma siamo in Italia… fra un po’ ce la faremo anche noi” le basi sono sempre rimaste brutte brutte. Passano gli anni, passano i governi, ma quelle basi proprio non s’ascoltano. Roba che piuttosto mi ascolto gli Enigma.
L’unico che invece mi sembrava uno serio era Bassi Maestro. Che infatti non si è mai fatto tentare da robe eccessivamente commerciali fino a quando ha fatto le robe coi Crookers, ma stiamo parlando dei Crookers… Mica pizza e fichi. Mica gli Articolo 31 in tag team con gli Extrema. E infatti se ne devono essere accorti anche in America che Bassi Maestro è uno che ne sa. Ma con sei anni di ritardo.
Cosa sarà mai successo? Nel 2003 Bassi va in America, un po’ come fece prima di lui Mauro Repetto, a cercar fortuna. Lascia in giro cd con i suoi beat a gente che conta. Nessuno va a suonare alla sua porta per dirgli che è un figo. Però poi… Oggi, sul suo blog c’è scritto che Rakim, uno grossissimo del mercato USA, pare gli abbia rubbato una sua base del 2003. Non un campione, non una robina piccola come usano fare questi qui del rap. No! Proprio la stessa base uguale uguale. Manco si sono messi a riprodurla o a farci dei manini. Volete le prove, vero?
Presa, utilizzata, ciao e manco grazie. Ecco, infatti pare che sul disco di Rakim, The Seventh Seal, il buon Bassi non sia manco menzionato. Questo è a quanto pare, quello che c’è scritto sul cd che trovate nei negozi di dischi. La fonte non è mia. Non è che sono uscito a comprare il CD di Rakim… Cicci, qui fa freddo e ho mal di schiena.
9 WORKING FOR YOU
Additional writing by William Bell and Booker T.
Performance by Robert Cray Band
Ovvero viene citata la fonte del sample ma non chi ha fatto la base. Anche se, a dirla tutta, con una semplice ricerchina su altri siti (vedi per esempio la pagina wiki), il suo nome viene fuori. Per cui il problema alla fine qual è: Bassi Maestro non sarà coperto di milioni di dollari come dovrebbe essere. E questo ci dispiace.
Lo scorso mese è uscito Revenge of Doormats and Coasters, il secondo disco degli Action Dead Mouse.
La band, che si definisce semi strumentale, non con poca fatica ha licenziato l’album con l’etichetta francese Greed Recordings, ma non si è accontentata di questo. Nelle immediate vicinanze di un tour francese, gli ADM hanno lanciato una curiosa iniziativa: mettere in contatto i fan che vogliano seguirli in una o più date, creando (magari) amicizie e (perché no) amori nuovi.
Ci ha spiegato tutto Filippo, nell’intervista che potete ascoltare e/o scaricare qua sotto. E in omaggio una traccia del disco!
Da Pitchfork, una nuova canzone per gli autori del bellissimo Devotion, tratta dal disco di prossima uscita Teen Dream, per il quale dovremo aspettare la fine di gennaio (ma la copertina è questa qui a fianco).
Noi ne avevamo già postato un video, ma… Ecco a voi Norway!
Hanno scelto un nome tale per cui la domanda sulla sua origine è scontata: e così, già dal primo botta-e-risposta, abbiamo messo in crisi i genovesi Japanese Gum! Il duo è in giro da qualche anno, e ha appena pubblicato un album del titolo evocativo Hey Folks! Nevermind, We Are All Falling Down! Ovviamente il disco è stato pubblicato anche in Giappone…
Abbiamo sentito Davide, in rappresentanza anche di Paolo, l’altro membro della band, a pochi giorni dal concerto che i Japanese Gum avrebbero tenuto come spalla di Martyn, al Link di Bologna. Emozioni palpabili, sia nel file dell’intervista che nella canzone che potete sentire, scaricare, eccetera.
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