Sono in quattro, sono giovani e hanno un modo tutto loro di intendere il jazz, che ci ha affascinato al primissimo ascolto. Ecco a voi i Bad Uok, chitarra, piano/tastiere, batteria e trombone, con un disco in uscita a gennaio, intitolato Enter. E voi direte: allora (ri)ascoltiamo e (ri)vediamo, grazie alla premiata coppia Max&Damiana, le versioni live di quelle canzoni.
E invece no, perché la band ha voluto regalarci ben due inediti per festeggiare al meglio quello che crediamo sia il primo live jazz registrato a Maps. Un jazz elettrico e scuro, giocato sulle tonalità basse e cupe, eppure dinamico e nervoso. Insomma, ecco tutto il pacchetto: chiacchiere, foto, video, audio.
Qualche giorno dopo avere raccontato ai nostri microfoni il suo ultimo disco, Alessandro Grazian ce l’ha portato in studio. Sfruttando la vicinanza dei nostri studi alla stazione ferroviaria, il musicista padovano si è fermato a Bologna andando da Roma a Milano, per suonare tre canzoni del suo Armi davanti ai nostri microfoni e obiettivi.
Non sentirete solo musica, però: abbiamo infatti approfondito ancora il discorso sul disco, facendoci spiegare da Alessandro contro chi sono sguainate le armi che gli danno il titolo, quale concetto ci sia dietro all’ordine scelto per le tracce e con quale formazione Alessandro si appresti a girare per l’Italia. E non solo: dai nostri ascoltatori sono arrivate domande e ipotesi sull’età di Grazian. Ecco per voi audio e video, grazie alle riprese di Damiana&Max!
Uscito a settembre, Silent Revolution è il nuovo disco di Massimiliano Morini, la cui band è chiamata Moro. In dodici canzoni dolci e basate su un suono di chitarra acustica pulito e preciso, i Moro confezionano un disco che, secondo noi, merita di essere scoperto.
Quindi, come spesso facciamo, abbiamo invitato Massimiliano e il suo chitarrista Lorenzo Gasperoni nei nostri studi per uno dei nostri live. Se ieri non eravate all’ascolto di Maps, ecco per voi quello che ci siamo detti e che i ragazzi hanno suonato. Un assaggio della “rivoluzione silenziosa” che passa da riferimenti espliciti agli anni ’60 (intesi sia per una forma di folk pop che come era di sperimentazione e creatività in tanti campi diversi), a momenti più cupi e introspettivi.
La nostra prima volta con i Criminal Jokers dal vivo era stata nello scorso gennaio: la band toscana, infatti, accompagnava Nada nel suo tour ed era passata anche dai nostri studi per un bellissimo live.
Il tempo è passato e, alla fine del mese scorso, è uscito per la 42Records un album chiamato Bestie. Dieci tracce cantate in italiano, che parlano delle bestie interiori, come ci ha detto Francesco Motta, che ha anche prodotto il disco.
Di questo abbiamo parlato venerdì 12 ottobre durante la puntata che ha avuto la band ospite di un live, trasmesso anche in streaming video: godetevi due brani tratti dall’ultimo disco e le chiacchiere fatte tra un pezzo e l’altro. E grazie ancora una volta a Damiana e Max per le riprese!
Non potevamo esimerci dal dare un titolo del genere a questo post, avendo sbagliato in onda il nome dell’ultimo disco di Dimartino: ma capirete che Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile è un insieme di parole che si presta a errori, per quanto sia un titolo bellissimo.
Tuttavia, ci ha raccontato il nostro musicista, poche ore prima dell’appuntamento live con Salotto Muzika al BenTiVoglio Club, il disco in realtà parla principalmente del tempo, ed è stato concepito in quasi assoluta solitudine in una casa in campagna, dove un misterioso orologio…
Ma non vogliamo rovinarvi le sorprese di questa intervista e live, perché sono nascoste ovunque: pensate che Dimartino e il suo musicista classico sono stati talmente gentili e disponibili da regalare a un ascoltatore un fuori programma…
Quest’estate in onda e in rete vi abbiamo segnalato un bel disco, uscito a luglio per Bella Union: The Sparrow è il terzo disco di James Milne, in arte Lawrence Arabia, un talentuoso musicista neozelandese. Un album intenso, raffinato negli arrangiamenti e nei colori e legato alla tradizione britannica folk pop senza esserne un’imitazione.
Lo scorso mese James è passato da Bologna per un concertino casalingo alla Maison Ventidue e, la mattina successiva, è passato nei nostri studi per un live acustico all’interno di Aperto per Ferie. Il risultato? Giudicatelo voi: un concerto breve ed emozionante, inframmezzato da chiacchiere che ci hanno portato alla scoperta del mondo musicale e interiore di questo “uomo degli antipodi”. Siamo certi che ci ricorderemo di questo live per un bel po’: eccolo, tutto per voi.
Il suo Disco interno è uscito alla fine del 2011 e, da allora, l’interesse per il suo cantautorato ironico e “lo-fi” è cresciuto proporzionalmente man mano che anche gli ascolti aumentavano. Così, visto che per l’ultima puntata della prima parte di Granita Metropolitana di venerdì avevamo il desiderio di offrire un live di qualità e chiacchiere interessanti ai nostri ascoltatori, abbiamo obbligato (senza fargli male, lo giuriamo) Lorenzo Maffucci, in arte Mangiacassette, a fare una piccola deviazione del percorso che da Pistoia, città natale e di residenza, lo avrebbe portato a Santarcangelodi Romagna, dove avrebbe dovuto esibirsi la sera seguente, all’interno del Festival Internazionale del Teatro in Piazza.
Lorenzo ha accolto l’invito e ne ha approfittato per lanciare un appello di raccolta diapositive per l’esibizione del giorno seguente, mentre noi ne abbiamo approfittato per fargli un po’ di domande sulla natura delle sue canzoni e del disco tutto, sul nome che ha scelto per il suo progetto e sull’utilizzo dell’oggetto in questione (il mangiacassette, appunto) che effettivamente fa. Ne è venuta fuori una mezz’ora esilarante, che potete riascoltare e scaricare qua sotto – insieme alle tre canzoni che Lorenzo ha eseguito live – e che, oltre a rendere l’idea di quello che c’è dietro il suo lavoro, mette all’erta gli ascoltatori riguardo l’esistenza di idee per il prossimo album.
Granita Metropolitana, quindi, vi lascia con questo bel live per l’estate, vi augura buone vacanze, si raccomanda che aspettiate di digerire la frittura di pesce prima di fare il bagno e vi dà appuntamento a settembre.
Se siete in Brasile e sentite canticchiare “La canzone intelligente” di Cochi e Renato, non preoccupatevi, non siete vittime di allucinazioni uditive da caldo. Probabilmente, invece, colui che celebra il duo meneghino è stato al concerto dei Selton, band di quattro ragazzi brasiliani di Porto Alegre, stabilitisi da circa cinque anni a Milano. La domanda che sorge spontanea è “chi ve l’ha fatto fare”, e noi abbiamo avuto l’opportunità di chiederlo a Ramiro, Ricardo, Daniel ed Eduardo proprio quando sono venuti a trovarci per un live all’interno di Granita Metropolitana.
I ragazzi, dal canto loro, ci hanno detto che a farglielo fare sono stati Gaetano Capa e Marco Drago dell’istituto Barlumen che ha prodotto il loro primo disco, Banana à Milanesa. E qua si svela il mistero di Cochi e Renato trasportati in Brasile: l’album è infatti un omaggio al duo comico milanese e ad Enzo Jannacci. I quattro, giunti nel capoluogo lombardo, si sono innamorati della sua tradizione comico-musicale e l’hanno trasportata all’interno della loro musica (e quindi anche in giro per il mondo).
A questo primo disco, poi, è seguito nel 2010 un omonimo che li ha visti impegnati per la prima volta in lavori originali, tutti cantati in italiano e contraddistinto da un pop allegro e di qualità: da allora i Selton – come ci hanno anche detto in puntata – hanno iniziato un tour pressoché perenne, che li ha portati fino ai giardini del Baraccano di Bologna e, nelle ore precedenti, nei nostri studi di Mura di Porta Galliera. Qua sotto potete ascoltare e scaricare, insieme alle chiacchiere, i due brani tratti dal loro ultimo disco che hanno eseguito live e anche un inedito in lingua inglese, “Across the sea“.
A questo punto, non ci resta che augurarvi buon ascolto e buona allegria!
Venerdì 29 c’è stata l’ultima puntata della quinta stagione di Maps e abbiamo davvero concluso con il botto. I tre conduttori in studio, infatti, oltre ad avere il piacere di chiacchierare con i Fine Before You Came, hanno anche avuto l’onore e il privilegio di avere i Ronin lì, oltre il vetro, intenti in un minilive splendido.
La band, con cui avevamo già parlato a lungo di Fenice, l’ultimo album che è stato anche nostro disco della settimana, ha rivelato altri retroscena della registrazione del disco. E poi ha tratto dallo stesso tre brani che sono stati riproposti in studio per il nostro e il vostro piacere, poche ore prima del bellissimo concerto al BOtanique. Godete forte!
Musica e parole, come in tutte le canzoni? Non proprio: perché gli E.D.G.A.R. considerano le parole in maniera assai particolare, a partire dal nome/acronimo letterario tratto da un romanzo di Herta Müller. Con i due membri del gruppo, che muove i suoi passi tutto sommato di recente, abbiamo chiacchierato in maniera non troppo seriosa dei loro intenti, di come intendono il genere spoken che praticano e anche di morte, ebbene sì. Il tutto, come si diceva, legato alla parola e alla sua concezione.
Ma non pensate che di colpo Maps si sia trasformato in un’austera “terza pagina”: ascoltando l’intervista insieme al live, capirete che i due membri della band, Pocosapiens e Trif_o, sanno anche prendersi in giro. Pronti, via!
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