All’inizio del mese è uscito il nuovo disco degli Arbe Garbe. La formazione friulana, sulle scene da quindici anni, è partita con una propria versione di folk per approdare poi, nel corso del tempo, a diverse musiche e stili.
Dall’incontro con il mitico Eugene Chadbourne è nato The Great Prova, registrato dal vivo il 27 febbraio scorso. Noi ne abbiamo parlato con Federico, fisarmonicista e voce della band, che ci ha raccontato delle ultime novità e, ovviamente, del nuovo album. Oltre all’intervista, in omaggio, una traccia per voi.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace degli Arbe Garbe
In occasione dell’edizione 2010 del Biografilm Festival, abbiamo ospitato al telefono lo sceneggiatore e regista Charlie Kaufman.
La sua ultima fatica, Synecdoche, New York, prima prova da regista, non ha avuto successo, a differenza delle sue sceneggiature. Cosa sta facendo una delle menti più creative di Hollywood ora? Ascoltate l’intervista per saperlo!

Il 1 giugno ha chiuso, per questa stagione, il nostro amato Locomotiv Club, e ha terminato con il botto: sono arrivati nel club di via Serlio i Lali Puna, per un concerto affollatissimo e indimenticabile.
Prima del concerto, Valerie Trebeljahr e Markus Acher sono passati dai nostri studi per un’intervista. Ovviamente la prima cosa che abbiamo chiesto ha riguardato il lungo periodo trascorso tra Faking the Books e l’ultimo Our Inventions: cos’hanno fatto i Lali Puna in quei sei anni? Scopritelo ascoltando l’intervista e, già che ci siete, assaggiate il nuovo disco con “Remember”, la seconda traccia della tracklist.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace dei Lali Puna
Partiamo da un titolo: Dementia. Un film che forse non vi dice niente, ma che ha un culto, dovuto anche al fatto che compare nel celeberrimo The Blob – Il fluido che uccide. E’ un film muto, che racconta (chi l’avrebbe mai detto) una storia di follia, e che è stato proiettato in diversi festival. Abbiamo intervistato i Junkfood, promettente combo jazz (e non solo) che viene da Imola, proprio a proposito della sonorizzazione del film in questione. Simone, il bassista della band, ci ha raccontato la storia dei Junkfood e di come siano arrivati a questo compito particolare.
Come al solito, non vi diamo solo l’intervista, ma anche un brano (“Maciste”) saggio delle capacità dei quattro. Attendiamo il loro disco, che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno.
Prima si chiamavano De Seekas e facevano stoner. Poi, complice un “pianoforte da saloon”, hanno deciso di cambiare musica, e di cambiare anche nome, apposta per il disco appena uscito, Alle basi della Roncola, di cui vi facciamo vedere la copertina qui sopra. I Sakee Sed sono in due, vengono da Bergamo e si chiamano Marco Ghezzi e Gianluca Perucchini. Con loro, sull’album, hanno suonato a vario titolo diversi musicisti, chiamati “The Family”.
Vi sembra tutto bizzarro? Ascoltate l’intervista, e capirete che siamo solo agli inizi. Del resto, con una canzone come “Cenami il cefalo”, che ci aspettiamo, la sanità mentale? Evviva i Sakee Sed!

L’australiano Ned Collette non nasconde le sue influenze: più che rifarsi alla furia poetica del suo connazionale Nick Cave, preferisce dimensioni più intime, alla Cat Power o Leonard Cohen. Samuele dei The Calorifer is very Hot! ci ha portato in studio Collette e i due musicisti con cui ormai Ned suona in studio e dal vivo. E’ proprio della coesione tra i tre, e dal passaggio da solista a band, che abbiamo parlato in studio, in occasione di una vacanza/tour che il gruppo ha fatto in Italia, nella seconda metà di maggio. Ovviamente la passione per gli autogrill (e quando mai) è presenta anche nei tre ragazzi, che sono rimasti particolarmente colpiti dai cuochi (veri o presunti) che popolano i ristoranti delle stazioni di servizio italiane.
Non solo chiacchiere, ma anche musica, con due brani eseguiti dal vivo apposta per noi, tratti da due dischi di Collette. Buon ascolto!
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace di Ned Collette

Che bell’incontro, quello che Maps ha fatto con i Wolf Eyes. La band era in città per un concerto al Locomotiv Club, e ci ha fatto una sorpresa passando dai nostri studi. A volte, quando arrivano gruppi che hanno un suono così aggressivo, siamo inconsciamente intimoriti che i membri siano anch’essi “cattivi”. E invece i tre statunitensi sono stati simpatici e divertenti.
Siamo partiti diligentemente dai loro dischi, dal modo che hanno di proporsi dal vivo, per poi scoprire che sono dei “movie freak” e che, addirittura, pensano ai loro album come possibili colonne sonore per film, magari italiani e di serie B! Su, cliccate su play e scoprite anche qual è il segretissimo metodo di lavorazione dei Wolf Eyes e chi è il loro “guilty pleasure”. In più, la traccia che apre l’ultimo disco, Always Wrong.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace dei Wolf Eyes

Sono in giro da un paio di anni, e da poco è uscito il loro primo disco, dopo un ep: si chiama Rubberized, ed è stato accolto molto bene dalla critica. D’altro canto i due componenti (chitarra e batteria) dei Sorry Ok Yes, cioè Davide Materazzi e Simone Ferrari, hanno calcato ormai un sacco di palchi, aprendo per band di livello, in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Dopo una serie di tentativi non riusciti, ce l’abbiamo fatta finalmente a raggiungere Simone al telefono, che ci ha raccontato tutto della band. Insieme all’intervista, come di consueto, un brano tratto dal disco. E daje.
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Il MySpace di Sorry Ok Yes
E dopo gli HEALTH, continuiamo a parlare dell’appuntamento di Murato del 24 maggio con i Japandroids. La band canadese ha riscosso un bel successo col primo disco, Post Nothing, che ha attirato l’attenzione di pubblico e critica su questo duo chitarra/batteria. Il disco, seguito dalla raccolta No Singles, ha dato il nome a un tour che dura da quasi un anno, e che ha fatto toccare il suolo italico per la prima volta ai due musicanti.
E’ con questa emozione che ha risposto alle nostre domande Brian King, che ci ha svelato un lato poco noto della band: amici di Maps, i Japandroids non si fermano mai! Ascoltare l’intervista per credere. La traccia che vi regaliamo è l’ultima bellissima canzone di Post Nothing.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace dei Japandroids
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