Era il 1980 quando apriva il Covo: in questi 30 anni il club bolognese, a colpi di concerti, serate danzanti, importanti ospiti internazionali e piccoli e grandi eventi, si è conquistato un posto d’onore tra i luoghi dove si fa musica in città, per approdare presto a una notorietà nazionale.
Proprio in questi giorni lo staff del Covo ha presentato il programma dei festeggiamenti per il trentennale: concerti e djset da fare invidia ai più noti club europei, concentrati in un minifestival a cavallo tra marzo a aprile. In cartellone, tra i tanti nomi, quello di Kip Malone e dei suoi Rain Machine, Massimo Volume e Giardini di Mirò che fanno per intero due loro dischi, una sorta di “battle of the bands” tutta felsinea e… Be’, ascoltate l’intervista a Daniele Rumori, e soprattutto, andate sulla pagina speciale del sito del Covo dedicata al trentennale: foto, elenco dei concerti, pezzi di storia di uno dei luoghi del cuore per chi ama la musica a Bologna.
Nuovo disco per la band torinese Drink to Me, pubblicato da poco dalla Unhip Records. Il titolo non vi inganni: si chiama Brazil, ma non pensate a marciapiedi colorati, cultura carioca e allegria carnevalesca. Come ci ha detto Marco, uno dei membri della band, uno dei riferimenti può essere il film di Terry Gilliam: e in effetti i testi del disco, che si appoggiano su sonorità alla Battles e Animal Collective, non sono poi così allegri…
Scoprite tutto nell’intervista e scaricate uno dei brani del disco, per prepararvi alla data che la band farà al Locomotiv il 13 marzo.
Qui a Maps ci piace farvi scoprire nuove band italiane. Questa volta vi parliamo degli Entourage, di stanza a Messina. Una carriera lunga, segnata come spesso accade da cambi di formazione, e poi il primo disco, Prisma, uscito da pochissimo.
Noi abbiamo parlato con Luciano, che ci ha raccontato anche di come il sole siciliano funzioni sull’umore e sul fisico (e quindi in qualche modo ispiri la musica) della sua band. Insieme all’intervista, una traccia del disco da scaricare. Buon ascolto!
Pensate a una storia che racchiuda un gioco di ruolo totalmente inventato, richiami a dimensioni parallele, alla cabala, al Talmud, al gioco inteso come sistema, alla Seconda Guerra mondiale, il tutto imbevuto in salsa distopica.
Ecco, questa è solo una parte di Esperanto, il nuovo graphic novel di Otto Gabos, uscito per la Black Velvet. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di parlarne con l’autore, che ci ha raccontato i dietro le quinte di questo bellissimo libro.
Senti Come Suona* è una nuova rubrica per Maps. Ogni settimana prendo una canzone, la porto in giro e sento come suona.
Sento come suona e intanto raccolgo storie e tutto quello che gira attorno alla canzone. Registro tutto e in pochi minuti cerco di raccontare come le canzoni si sono affezionate alla persone e ai luoghi e viceversa.
Questa volta la canzone è Am I Gonna Make It? di Nite Funk, progetto a quattro mani di Dam-Funk e Nite Jewel, due simpatiche creature disco che arrivano dalla California.
Si chiama La canzone di Nanda, ed è uno spettacolo diretto da Gabriele Vacis, scritto e interpretato da Giulio Casale, che ha tratto il testo dai diari dell’intellettuale recentemente scomparsa.
In occasione del passaggio bolognese dello spettacolo abbiamo sentito al telefono Casale, che non si occupa solo di teatro, ma è anche uno stimato musicista: basti ricordare il percorso dall’esperienza con gli Estra ai suoi lavori solisti. La chiacchierata è stata lunga e divertente e, come era già successo con i Let’s Wrestle, Casale ha sciolto la sua band. La riformerà? Buon ascolto!
E’ uno dei nomi più importanti della scena dubstep di Los Angeles, ed è stato il protagonista di una serata, non per niente chiamata Evento, che si è tenuta qualche settimana fa allo Scalo San Donato, qui a Bologna.
Grazie alla nostra Elle Solo (Soul Salad, Essi Vivono), Don Froth è venuto nei nostri studi, per parlarci di come è entrato in contatto con la musica che poi l’ha conquistato, delle sue innumerevoli produzioni e di quelli che saranno, a suo parere, gli astri nascenti nel suo campo. Buon ascolto!
E sono arrivati anche da noi gli Heike Has The Giggles, band romagnola che si sta facendo conoscere da un paio di anni per gli innumerevoli live e ora finalmente anche per l’album di debutto intitolato semplicemente Sh!.
I ragazzi non hanno fatto fatica ad abbassare i volumi per i nostri intimissimi studi di via Berretta Rossa e hanno suonato tre canzoni dal disco, l’energia è rimasta intatta insiema alla natura semplice e diretta della loro musica.
Come al solito ecco il servizio completo: mp3, video e intervista!
Se quelli di Nirvana e Charlatans, di cui ci siamo occupati nelle scorse settimane, sono casi di omonimia che coinvolgono band lontane tra loro di almeno un paio di decenni, questa volta ci occuperemo di tre gruppi di fatto contemporanei, provenienti da stati diversi e accomunati tanto dalla ragione sociale quanto dall’appartenenza al macrogenere della psichedelia.
Primi, in ordine di importanza, sono i Kaleidoscope statunitensi, tra i pionieri della contaminazione tra acid rock e istanze musicali esotiche (asiatiche e africane), anticipando di qualche anno le future e fruttuose ibridazioni tra sonorità occidentali e la cosiddetta world music. Qui sotto un estratto dal loro lavoro più celebre, A Beacon From Mars (Epic, 1968):
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