La scorsa settimana a Bologna sono arrivati gli Electric Wizard, per una data al Locomotiv Club. La band, che ha quasi vent’anni di carriera alle spalle, ha pubblicato alla fine dell’anno l’acclamato, oscuro e pesantissimo Black Masses: una summa del metal doom, con brani lunghissimi fatti di musica durissima e testi ispirati a droghe, l’horror in tutte le sue forme e la stregoneria. Mica male, no?
Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche battuta con il leader e membro fondatore della band, Jus Oborn, mentre era con gli altri sul tourbus da qualche parte sulle Alpi. La conversazione che ne è seguita è stata, in un certo senso, quasi surreale, ma dominata da una passione quasi religiosa che condividono Jus e chi vi scrive: i Black Sabbath. La band di Tony Iommi, come sentirete, ricorre spesso e volentieri nell’intervista. E per concludere, vi regaliamo un brano del disco.
Non potendoci stupire con altre storie sataniste, i My Awesome Mixtape hanno fatto nuovamente capolino a Maps, come si dice, “dall’altra parte del vetro”, in pochi: 15.000.
E proprio fra quei 15.000, c’erano anche alcuni membri di Spaghetti Bolognese, che avrebbero poi suonato assieme ai Mam la stessa sera in quel posto tanto conosciuto ai lettori del nostro blog denominato Locomotiv.
La verità è che sapendo già tutto di loro, abbiamo deciso di puntare sul cazzeggio e sul live massiccio!
Alcuni giorni fa abbiamo sentito al telefono Michele Camorani, batterista dei La Quiete, in occasione del loro concerto al Covo Club.
E’ stata una telefonata interessante, avvenuta in concomitanza con una grande nevicata caduta sull’Emilia-Romagna, ed in particolare su Forlì, da dove il nostro Michele, appunto, proviene.
Abbiamo fatto due chiacchiere con lui proprio mentre si trovava in difficoltà con il parcheggio, occupato abusivamente da alcuni icebergS, ma siamo riusciti a parlare anche di altro, per esempio di un nuovo album dei La Quiete, da farsi in una settimana, e del loro rapporto con le performances live.
Per saperne di più, ascoltatevi l’intervista, all’interno della quale si tratteranno ulteriori argomenti quali: Asia, Smart Cops, Taranto, serpenti e ancora icebergS e glaciazioni!
Lucidissimo, bevuti sei caffè senza aver mangiato, svegliatosi da poco più di 3 ore e reduce dal live al Locomotiv in compagnia degli Offlaga Disco Pax, Iosonouncane ci racconta un po’ del recente concerto e di altre storie.
Proprio durante questo la chitarra esplode in mille pezzi colpendo il pubblico in pieno volto (non è vero), per cui il signor Incani sarà costretto ad eseguire tutti i suoi brani con un set completamente elettronico (questo è vero). In più, a conclusione della performance, un brano a cappella!
Prima di lasciarvi al meritato riposo del weekend, vi regaliamo tre preziose anticipazioni.
La prima riguarda i Battles: eravamo tutti preoccupati per le loro sorti dopo la dipartita di Tyondai Braxton, ma la band è pronta per il nuovo disco. Gloss Drop esce per la Warp in giugno e il singolo “Ice Scream” è la prima anticipazione dell’album. Alla voce Matias Aguayo, che di certo conosce bene gli Animal Collective. Staremo a vedere.
Disco in vista anche per gli Explosions in the Sky: tra un mese circa uscirà Take Care, Take Care, Take Care, sesto album in studio per i texani. “Trembling Hands” ha una durata decisamente inferiore alla media dei loro brani e ci regala ottime speranze per ciò che verrà dalla band.
Terzo e ultimo pezzo, “Caffeinated Consciousness”, che sarà la canzone di chiusura di Nine Types of Light, l’album che i TV on the Radio dovrebbero fare uscire a metà aprile. In questo caso, anche dopo l’ascolto di “Will Do”, un’altra anticipazione del disco, siamo un po’ confusi. Dove vogliono andare a parare i TVOTR? Lo sapremo solo vivendo.
Si è chiusa da pochi giorni l’edizione 2011 di BilBolBul, il festival di fumetti che da anni è diventato un punto di riferimento assoluto per gli appassionati di comics nel nostro Paese.
Dopo avere parlato di Alessandro Baronciani, oggi vi presentiamo una vecchia conoscenza di Maps: abbiamo infatti già ospitato nei nostri studi, tempo fa, Giacomo Nanni. Il fumettista è intervenuto all’edizione 2011 del festival per coordinare un laboratorio per bambini. Ci siamo fatti spiegare direttamente da lui che cosa erano le sue intenzioni e, ovviamente, l’abbiamo coinvolto nel tema del giorno e altre mille amenità!
Si è chiusa da pochi giorni l’edizione 2011 di BilBolBul, il festival di fumetti che da anni è diventato un punto di riferimento assoluto per gli appassionati di comics nel nostro Paese.
Anche a Maps ci siamo occupati del festival, parlando innanzitutto con Alessandro Baronciani che, come sapete, non si occupa solo di fumetti, ma anche di musica con i suoi Altro. E in qualche modo con lui abbiamo parlato di entrambe le discipline, grazie a un libro Tiamotti, edito da Arcana, a cui Alessandro ha partecipato: presentato anche in occasione del festival, si tratta di una raccolta di racconti brevi a fumetti ispirati a canzoni del pop italiano.
L’inizio della chiacchierata che trovate qua sotto, però, è dedicato a un altro volume di Alessandro, Le ragazze dello studio di Munari, edito da Black Velvet: un volume ricco e che sta avendo successo. Anche questo ha avuto la sua presentazione al festival bolognese, con una modalità molto particolare, come lo stesso Alessandro ci ha raccontato.
Denise arriva da noi con un folto gruppo di suonatori. Dalla sua passione per l’archeologia l’intervista degenera fino a parlare di Templari e del caro Giacobbo. Per fortuna che in pochi minuti tutto si placa…
Abbiamo parlato della situazione musicale salernitana, che a quanto pare è più movimentata di quella milanese; e ovviamente sentito racconti di giovini cantanti in erba, come la nostra protagonista di oggi, che devono, fra le altre cose, addomesticare la propria band.
Reggio Emilia e dintorni, primi anni ’80. La provincia, la fine dei sogni degli anni ’70, il cosiddetto “riflusso”, i comunisti che diventano socialisti, i resti del punk. Da tutto questo nasce un gruppo fondamentale per la musica italiana, i CCCP – Fedeli alla linea.
I primi anni della band sono ripercorsi in un bel libro edito da Shake: grazie alle immagini (eccezionali) e ai ricordi di Umberto Negri, bassista e membro fondatore del gruppo, rimasto con Ferretti e Zamboni fino al 1985, anno in cui i CCCP firmarono con la Virgin, dopo il successo del primo disco.
Proprio di Io e i CCCP abbiamo parlato con Umberto, al telefono. E, insieme alla lunga chiacchierata, uno dei brani più famosi e, a quanto scritto sul libro, anche più tipici del periodo, “Live in Punkow”.
Questa sera all’Estragon fa tappa il tour invernale di Le luci della centrale elettrica. L’ultimo disco, Per ora la chiameremo felicità, viene portato in giro nei club dopo qualche data teatrale.
Abbiamo sentito Vasco Brondi, che ci ha raccontato tutto del disco, di cui non avevamo ancora parlato insieme, del live e di come ha preso le critiche (talvolta negative) al suo secondo album. E in più vi regaliamo una traccia del disco.
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