Sono in tre: violino, pianoforte e batteria, e hanno già una belle serie di date negli Stati Uniti, a cavallo della fine dell’anno. Si chiamano VeryShortShorts e hanno appena fatto uscire un disco per Bar La Muerte intitolato Background Music for Bank Robberies.
La musica di Stefan Manca, Stefano Roveda e Jeremy Thòma si muove tra rock e jazz, ma con un’energia e un approccio alle strutture dei brani quasi punk. Noi abbiamo parlato con Stefan, pianista e compositore dei brani, per capire di più di questa nuova, interessante band. E per non farvi mancare nulla, una traccia del disco per voi.
Conosciamo Bonnot soprattutto per il lavoro che ultimamente ha fatto con gli Assalti Frontali: ma Walter Buonanno, questo il suo vero nome, ha deciso di non limitarsi a delle collaborazioni o a dare il suo aiuto ad arrangiamenti, beat e produzioni varie.
E’ uscito qualche mese fa Intergalactic Arena, l’esordio solista di Bonnot, che è stato presentato in città sabato scorso al TPO. Nelle quattordici tracce del disco, che si richiamano fondamentalmente all’hip-hop ma non disdegnano contaminazioni variopinte, trovano spazio le rime di Boikutt dei Ramallah Underground, la tromba di Paolo Fresu, gli amici di sempre Assalti Frontali, le rime di Caparezza e i contributi di tantissimi altri ospiti. E Bonnot suona tutto, dalle tastiere al contrabbasso al mandolino!
Oltre alla chiacchierata con Bonnot, vi regaliamo anche un brano del disco. E daje!
In occasione del loro concerto di venerdì al Covo, abbiamo fatto una chiacchierata al telefono con Enzo degli A Toys Orchestra. La band ha avuto un numero crescente di consensi con il loro Midnight Talks, uscito quest’anno e, come ci ha raccontato il frontman, ha girato in lungo e in largo quest’estate.
Ma i ragazzi vengono dalla Campania e abbiamo colto l’occasione per allontanarci almeno un po’ dalla musica per parlare di politica e criminalità organizzata: un’esagerazione? No, forse è esagerato parlare sempre e solo di musica…
Ieri hanno infiammato il Bronson di Ravenna con un live eccellente, e qualche ora prima di salire sul palco i Black Mountain hanno parlato con noi di Maps: gli autori del nostro disco della settimana, e in particolare Josh, ci hanno raccontato tutto di Wilderness Heart.
Il modo di comporre le canzoni, un senso più pop su alcuni pezzi, uno squalo sulla copertina, lo spirito dei Black Sabbath, i consigli per gli ascolti. Tutto questo e molto di più se premete play. E vi regaliamo anche la title-track del disco!
E sì e no e poi anche e forse. L’appartenenza è un atto politico.
Tipo da noi c’è un locale, io sto a Cesena e il locale sta a Rimini, che per un certo periodo ospitava almeno un concerto dei Motorpsycho all’anno. Facevano della bella gente e continuava a incrementare consensi.
Iniziavano a girare voci del tipo che i Motorpsycho non si sarebbero imbarcati in un tour nel sud dell’Europa se non fossero riusciti a infilarci una data al Velvet, cosa di cui a posteriori probabilmente riuscirei a dubitare MA che ha permesso alla band di farsi uno zoccolo duro di fans romagnoli più numeroso di quello degli Screaming Trees (si fa per dire).
I Motorpsycho erano un gruppo stoner, diciamo così: un po’ pop un po’ grunge un po’ psichedelia vintage un po’ qualcos’altro. Erano affezionati al loro giro, pubblicavano dischi a ruota e se te li beccavi dal vivo potevi stare davanti al palco anche per tre ore.
A un certo punto della loro carriera hanno mollato le asperità e hanno inventato una formula trasversale, ci hanno lavorato per un po’, hanno tirato fuori qualche disco memorabile. Uno di questi si chiama Timothy’s Monster, che assieme a Demon Box è probabilmente la loro opera più citata e/o migliore.
Si chiama Ventriloquizzinged è in uscita il prossimo gennaio: si tratta del nuovo disco di Fujiya&Miyagi, una band che fa sempre saltellare noi di Maps.
Per voi un’anticipazione del disco, da ascoltare, scaricare e saltellare. Ehm. Eccoi a voi “16 Shades of Black&Blue”. Daje.
Aveva detto che si sarebbe preso una pausa dai NIN, e così ha fatto, ma si è subito gettato a capofitto nella nuova band “familiare” How to Destroy Angels. Ma a Trent Reznor fare musica non basta mai: quindi, insieme al fido Atticus Ross, ha composto la colonna sonora per uno dei film più attesi dell’anno: The Social Network, di David Fincher.
Al solito la parola d’ordine è gratis (come per Maps): qui potete scaricare un sampler di cinque tracce che anticipa la colonna sonora, in uscita proprio in questi giorni. Qua sotto, invece, un’altro brano ancora (“In Motion”), da ascoltare in streaming.
Mancavano da qualche anno dalla nostra città, ma l’altroieri sono arrivati al Locomotiv Club i Melt-Banana. Una delle band più rappresentative della musica veloce e urlata (chiamatela core vi pare!) è stata in tour in Italia e ha inaugurato la stagione 2010-11 di Murato.
Abbiamo colto al telefono la leader Yasuko Onuki che, sebbene non sia stata di molte parole, ci ha raccontato qualcosina a proposito dei nuovi progetti della band, ma anche di come scelgono le canzoni da stravolgere sotto forma di cover e…
L’ultimo disco dei Blonde Redhead segna un cambio nella band attiva ormai da quasi vent’anni: tutti quelli che hanno ascoltato Penny Sparkle, uscito per la 4AD una decina di giorni fa, hanno notato come i tre membri della band abbiano flirtato molto con l’elettronica, lasciando un po’ perdere il suono di chitarra che li ha sempre contraddistinti.
Abbiamo chiacchierato anche di questo con Amedeo Pace, cantante e chitarrista della band, in occasione del loro concerto all’Estragon. E, oltre all’intervista, per voi anche un estratto dal disco.
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