Da quanto la Rete si è messa in mezzo, il mondo della musica non è più stato lo stesso: è un dato di fatto. Su come sia cambiato si può discutere – e si discute - molto. Le multinazionali della musica guardano al mondo del download come un grumo di banditi e criminali, accusando chi scarica dell’alto prezzo dei cd, degli scarsi introiti, di aver perso di vista il senso stesso della musica, ecc.
C’è al contrario chi sostiene che la musica è stata finalmente liberata (o che almeno la tendenza è quella). Io non so come stiano le cose. So che per quanto riguarda gli ascoltatori, gli appassionati di musica, la Rete a messo a disposizione un territorio sconfinato dove si trovano auto-produzioni che ricordano i tempi eroici delle cassettine, si incontrano alfieri della libertà di espressione che rifiutano il copyright come scelta politica. Ci si imbatte anche in chi crede che si possa passare dalla Rete e costruire sul passa parola il nucleo di fan necessario a fare il salto anche nel mondo mainstream (anche se qualcuno mi deve spiegare quale sia oggi la differenza con quello indie…). In questo mio piccolo spazio, che mi piace comincia a essere abitato in primavera (per me marzo è primavera!), lungi da me l’idea di esaurire con una guida esastiva tutto quello che di bello passa per le nostre adsl emancipate dal diritto d’autore convenzionale. Mi accontento di dare qualche suggerimento (e magari di riceverne), in un luogo “tenuto bene”.
Cominciamo con segnalare il nuovo lavoro di Carbon/Silicon, l’ultima creatura di Mick Jones, già chitarrista dei Clash e dei Big Audio Dynamite. Il grande vecchio ha sposato la causa della diffusione gratuita su Internet, qualcuno sostiene perché dimenticato ingiustamente dalle case discografiche. Non so come stiano davvero le cose. Di sicuro The Carbon Bubble contiene alcune canzoni bellissime, tra cui questa ballata dolente e sofferta che fa pensare a una città inglese mentre le lacrime si confondono alla pioggia.
Domenica scorsa, alla Cineteca di Bologna, è stata proiettata una puntata inedita della serie tv L’ispettore Coliandro, dal titolo “666″. Alla presenza dei registi, i Manetti Bros., dell’ideatore della serie, Carlo Lucarelli, e del protagonista principale della fiction, Giampaolo Morelli, i fan del poliziotto di stanza nella nostra città si sono ritrovati… per una forma di protesta.
Eh già, perché dopo tre stagioni su RaiDue con buoni ascolti, la quarta serie de L’ispettore Coliandro è stata tolta dalla programmazione della seconda rete nazionale per il 2010, nonostante due puntate siano state già girate.
Noi di Maps ne abbiamo parlato proprio con Giampaolo Morelli.
Ed ecco che è venuto a trovarci Nicola Manzan aka Bologna Violenta. Il musicista di casa nella nostra città suona ne Il Teatro degli Orrori, nei Baustelle, nei 4fioriperZoe, con Alessandro Grazian e collabora con… No ok, ci fermiamo qui, ma insomma avete capito: fa 5000 cose diverse e nonostante ciò trova tempo il suo ottimo progetto personale.
E’ uscito da pochissimo per Bar La Muerte l’album intitolato Il Nuovissimo Mondo e noi abbiamo avuto la fortuna di avere Nicola in studio per 5 canzoni, 5 schegge velocissime. Ci siamo fatti raccontare un po’ la gestazione del lavoro e come nascono delle canzoni così brevi e, appunto, violente.
Abbiamo parlato molte volte della 42 Records, un’etichetta che abbiamo seguito fin dai suoi primi passi. L’abbiamo vista mettere il suo primo dentino e, prima che ce ne potessimo rendere conto… ha figliato.
Ebbene sì, perché è nata la 24 Records, che è una sorta di “collana tascabile” della 42, con ep in download, da tenere sempre con noi. Ne abbiamo parlato, come al solito, con Emiliano Colasanti, che ci ha anticipato le prossime uscite della neonata label.
Per la prima volta un italiano a Gods of Mainstream. Questo è un evento epocale, il mondo non sarà più lo stesso e infatti anche io ho deciso di iscrivermi in palestra.
L’ho fatto per seguire l’esempio di Tiziano Ferro, l’ ospite della nostra puntata, il quale non ha indugiato quando si è trattato di diventare bello per fare successo, e dai suoi celeberrimi 111 kili, è diventato il bel ragazzone che conosciamo. Con Francesco abbiamo omaggiato il TZN nazionale che, da bravo giovanotto della porta accanto, non è uno dai mille scandali e non passa da una ragazza all’altra. Anzi non se n’è mai vista una di ragazza.
A questo punto si insinua in noi di Maps un terribile dubbio: sarà forse gay? Nel podcast troverete i dieci motivi secondo i quali Tiziano Ferro sarebbe omosessuale, ascoltateli e poi fateci sapere cosa ne pensate riguardo a queste validissime tesi.
Per il resto, come abbiamo precedentemente detto, non c’è la solita valanga di gossip piccanti riguardanti il ragazzo. L’unica gaffe di TZN è stata dire per sbaglio quella frase sulle messicane baffute, un equivoco che però è stato subito risolto…
Del resto come puoi resistere a un ragazzo che ti dice Xdono in quel modo?
Hanno preso il nome da uno dei mille aforismi di Oscar Wilde, in cui si diceva che solo le persone noiose sono interessanti a colazione. Non sappiamo cosa pensano di Wilde i Brilliants at Breakfast, ma dall’ascolto del loro album di esordio Romy’s Garden si capisce che la band siciliana ha una passione per il cinema.
Di questo e di tante altre cose abbiamo parlato con il batterista del gruppo, Mauro: la band ha le idee chiare per le prossime uscite, i prossimi concerti e il possibile futuro. Qui sotto intervista e singolo!
Com’è abitudine di Maps, ci siamo fatti una bella chiacchierata con Daniele, il quale ci ha dato una boccata d’aria e unpo’ di speranza. Forse i tempi cupi sono finiti. In ogni caso poche persone come Luttazzi riescono a mettere a nudo il mondo contemporaneo, secondo le quattro grandi direttrici sesso, politica, religione e morte. Del resto, gente, questa è la satira, non scordiamocelo: quella di qualità.
Il 20 febbraio scorso, al Vox di Nonantola, i Wolther Goes Stranger hanno aperto un concerto per i Port-Royal: non siamo riusciti ad avere il folle duo ospite in studio, come era successo quasi un anno fa, ma abbiamo fatto volentieri due chiacchiere con Luca, uno dei due Wolther.
Luca ci ha raccontato della data al Vox, ma anche del modo in cui i Wolther affrontano le cover di altre band (qui sotto potete scaricare la “copertura” dei The xx). E poi ha anticipato qualche novità nel futuro dei Wolther Goes Stranger. Insomma, buon ascolto!
Se questo titolo non vi dice nulla, vuol dire che non avete mai visto neanche una puntata della più bella serie televisiva italiana, Boris. Altrimenti sapreste che Renè e Duccio sono, rispettivamente, regista e direttore della fotografia del set rappresentato nella fiction.
In attesa della terza serie, che inizia proprio oggi su FX, abbiamo avuto al telefono gli attori che interpretano questi personaggi, Francesco Pannofino e Ninni Bruschetta. Insieme al loro abbiamo cercato di saperne di più di Medical Dimension, la “rivoluzionaria” serie che è al centro della nuova stagione di Boris, e di come Francesco (detto “Cicciuzzo”) e Ninni (detto “Ninnuzzo”, ascoltare per credere) hanno conosciuto i loro personaggi.
Era il 1980 quando apriva il Covo: in questi 30 anni il club bolognese, a colpi di concerti, serate danzanti, importanti ospiti internazionali e piccoli e grandi eventi, si è conquistato un posto d’onore tra i luoghi dove si fa musica in città, per approdare presto a una notorietà nazionale.
Proprio in questi giorni lo staff del Covo ha presentato il programma dei festeggiamenti per il trentennale: concerti e djset da fare invidia ai più noti club europei, concentrati in un minifestival a cavallo tra marzo a aprile. In cartellone, tra i tanti nomi, quello di Kip Malone e dei suoi Rain Machine, Massimo Volume e Giardini di Mirò che fanno per intero due loro dischi, una sorta di “battle of the bands” tutta felsinea e… Be’, ascoltate l’intervista a Daniele Rumori, e soprattutto, andate sulla pagina speciale del sito del Covo dedicata al trentennale: foto, elenco dei concerti, pezzi di storia di uno dei luoghi del cuore per chi ama la musica a Bologna.
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