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Archivio - Categoria ‘Podcast’

La lista di Jonathan

I dieci dischi del 2009

in ordine alfabetico…

Animal Collective – Merriweather Post Pavillion (Domino)
Atlas Sound – Logos (Kranky/4AD)
Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle (Drag City)
Desolation Wilderness – New Universe (K Records)
Dirty Projectors – Bitte Orca (Domino)
Girls – Album (True Panther/Fantasy Trashcan/Turnstile)
Grizzly Bear – Veckatimest (Warp)
Here We Go Magic – s/t (Western Vinyl)
Mount Eeerie – Wind’s Poem (Tomlab)
The Smith Westerns – s/t (Hozac)

I cinque dischi che… non ce l’hanno fatta
Ganglians – Monster Head Room (Woodsist)
Kurt Vile – Child Prodigy (Matador)
The Mantles – s/t (Siltbreeze)
Phoenix – Wolfgang Amadeus Phoenix (V2)
Real Estate – s/t (Woodsist)

Cinque canzoni
1. Deerhunter – Rainwater Cassette Exchange
2. Spectrals – Keep Your Magic Out Of Your House
3. Washed Out – I Feel It All Around
4. Papercuts – Future Primitive
5. Beach Fossils – Time

Cinque concerti del 2009
Atlas Sound (Music Hall Of Williamsburg, New York, CMJ 2009)
David Byrne (Teatro Comunale, Modena, 22.10.09)
Grizzly Bear + Beach House + Pete & the Pirates + Dinosaur Jr. (Cedar St Courtyard, Austin, SXSW 2009)
Women + These Are Powers + Foreign Born (The Mohawk, Austin, SXSW 2009)
The Smith Westerns + Beach Fossils (Bruar Falls, New York, CMJ 2009)

Il migliore live@MAPS del 2009
DM Stith

Miglior artwork
Flaming Lips – Embryonic

I tre “music moments” del 2009
Ovverosia, tre momenti particolarmente emozionanti legati alla musica
1. Vedere tutta la gente all’Handmade Festival 2009 a Guastalla (RE)
2. L’arrivo all’aereoporto di Austin per il SXSW 2009
3. Victoria Legrand che canta con i Grizzly Bear “Two Weeks”.

Video del 2009

Jonathan | 11:55 | Tuesday 29 December 2009 | Comments Off
Mp3, News, Podcast, Speciali

La lista di Francesco

I dieci dischi del 2009
1. Dirty Projectors – Bitte Orca (Domino)
2. Grizzly Bear – Veckatimest (Warp)
3. The Flaming Lips – Embryonic (Warner Bros)
4. Animal Collective – Merriweather Post Pavillion (Domino)
5. Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle (Drag City)
6. Soap and Skin – Lovetune for Vacuum (Couch/PIAS)
7. Zu – Carboniferous (Ipecac)
8. Fuck Buttons – Tarot Sport (ATP)
9. Fever Ray – ST (Rabid Records)
10. Girls – Album (True Panther/Turnstile)

I cinque dischi che… non ce l’hanno fatta
Acoustic Ladyland – Living with a Tiger (Strong&Wrong)
PJ Harvey & John Parish – A Woman A Man Walked By (Island)
Leonard Cohen – Live in London (Columbia)
The Horrors – Primary Colors (XL)
Mariposa – ST (Trovarobato)

Cinque canzoni
1. Grizzly Bear – Two Weeks
2. Dirty Projectors – Useful Chamber
3. Animal Collective – My Girls
4. The Flaming Lips – Watching the Planets
5. PJ Harvey & John Parish – Black Hearted Love

Cinque concerti del 2009
The Death of Anna Karina + Jesus Lizard (Locomotiv Club, Bologna 20.09.09)
Lamb (Magazzini Generali, Milano 02.10.09)
Massive Attack (Palasharp, Milano, 07.11.09)
Fuck Buttons (Locomotiv Club, Bologna 19.10.09)
Battles (Warp20, Coronet Theatre, Londra 05.12.09)

Il migliore live@MAPS del 2009
Calibro 35

Miglior artwork
Le riedizioni dei dischi della EMI dei Radiohead

I tre “music moments” del 2009
Ovverosia, tre momenti particolarmente emozionanti legati alla musica
1. Vedere Mike Watt agitarsi sul palco
2. Cantare una canzone sul palco insieme agli Oxford Collapse
3. Cantare a Londra (come pubblico del loro concerto) con gli Alice in Chains

Video del 2009

 

Francesco | 12:12 | Monday 28 December 2009 | 3 Commenti »
Mp3, News, Podcast, Speciali

Concept Album

Cos’hanno in comune i Green Day, i Pink Floyd, i Beatles, Fabrizio De Andrè e gli Osanna? Hanno tutti fatto, nella loro carriera, almeno un concept album. Il termine compare nel giornalismo musicale decine di anni fa, ma periodicamente ritorna, anche associato ad artisti di oggi, un’epoca in cui solo apparentemente il formato-album è tramontato.

Spiega bene tutto questo Daniele Follero nel suo libro Concept Album, uno dei primi titoli della collana Odoya Cult Music. L’abbiamo intervistato per voi proprio ieri…

Francesco | 10:24 | Wednesday 23 December 2009 | 1 Commento »
Interviste, Mp3, Podcast

L’enciclopedico Pasini

Siete in cerca di un regalo di Natale originale per un vostro amico appassionato di musica? Non siate banali, non donategli un lettore mp3. Pensate invece al caro vecchio libro, magari alla nuovissima edizione dell’Enciclopedia del Rock, edita da Arcana. L’opera, iniziata da Riccardo Bertoncelli a metà degli anni ’80, è ora arrivata a 1600 pagine, con migliaia e migliaia di schede su dischi, artisti, discografici e tanti altri nomi del gotha della musica internazionale.

E che godimento sapere che questa nuova edizione è stata curata e aggiornata dal nostro Aurelio Pasini, critico musicale, giornalista, conduttore radiofonico e prestigiosissimo collaboratore di Maps! Abbiamo intervistato Aurelio al telefono: tra un colpo di tosse e l’altro (signora mia, il freddo…) abbiamo parlato del volume in sè, delle scoperte che si fanno lavorandoci e del senso che ha un libro così ai tempi di internet.

Francesco | 10:58 | Tuesday 22 December 2009 | Comments Off
Interviste, Letture, Podcast

Il Teatro degli Orrori: a sangue… caldo

In occasione del concerto che Il Teatro degli Orrori ha tenuto all’Estragon di Bologna, abbiamo fatto una bella chiacchierata con il cantante della band, Pierpaolo Capovilla. Mentre era in viaggio con gli altri musicisti verso la nostra città, abbiamo parlato del nuovo disco A Sangue Freddo, di cosa vuol dire fare musica impegnata oggi e dei cambiamenti che la band ha avuto nella sua tutto sommato breve vita.

Abbiamo anche tentato di incastrare Capovilla in una classifica dei dischi migliori del 2009, ma, con molto savoir faire, ha declinato, preferendo non fare nomi. Come al solito, intervista e mp3. Enjoy!

… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace de Il Teatro degli Orrori

Foto di BloodRedBird

Francesco | 15:50 | Friday 18 December 2009 | Comments Off
Interviste, Mp3, Podcast

I Monotonix non intendono calmarsi

Li avevamo intervistati qualche mese fa: sono tornati da poco a esibirsi in Italia e non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di scambiare due parole con la band israeliana più pazza del momento, i Monotonix. Ai nostri microfoni Ami ci ha raccontato le ultime novità della band: non preoccupatevi, loro col tempo non si calmano, anzi, rimangono degli scalmanati sul palco, anzi, come è stato giustamente specificato, in mezzo alla gente, perché è lì che la band allestisce il suo set.

Ami non è andato troppo nel dettaglio, ma ci ha fatto intuire che presto i Monotonix avranno delle nuove uscite, con puntatine qua e là nell’America del Nord e anche in quella del Sud, per non farsi mancare niente. Buon ascolto!

Foto di Lorenzo Priori

Francesco | 10:45 | Thursday 17 December 2009 | Comments Off
Interviste, Mp3, Podcast

Uochi Toki go prog!

Torniamo ancora una volta su una band davvero sui generis, i Uochi Toki. Il successo del loro ultimo disco Libro Audio, non si spegne, e già ne avevamo parlato con Napo. Nel giorno del loro concerto al Locomotiv Club abbiamo raggiunto la band sulla strada per Bologna e abbiamo parlato al telefono di quello che stanno combinando. Sorpresa: nonostante un po’ di confusione nel definire quando inizia o finisce un anno (ascoltare l’intervista per credere), la strada che i Uochi Toki stanno battendo è quella del progressive: niente più basi con pattern definiti, ma in evoluzione. E niente più testi normali, ma narrazioni aperte.

Che cosa vorrà dire? Ci toccherà aspettare il prossimo disco. Nel frattempo ecco a voi intervista e un’altra traccia da Libro Audio.

Foto di E.V.H.

Francesco | 12:51 | Wednesday 16 December 2009 | 1 Commento »
Interviste, Mp3, Podcast

TUTTO QUELLO CHE NON VI E’ MAI FREGATO DI CHIEDERE SUL METAL / II

Scusate l’assenza ma è passato il mio amico col pollice verde e mi stava spiegando come far crescere il muschio psichedelico dietro la lavatrice, così nessuno lo vede.

Mentre parlavo con Ettore, il mio amico col pollice verde, gli ho menato il torrone su quale fosse il disco metal-non-metal più figo del 2009. Lui a un certo punto m’ha fermato e mi fa: “E il secondo?”. E io: “Cazzo te ne frega tu non ascolti metal, fattene bastare uno.” E lui: “Si ma a Maps hai promesso il PODIO e sul podio ce ne sono TRE. Uno l’hai già detto, ma prima del primo gli devi dire il secondo.” Bel precisino del cazzo, il mio amico spa… giardiniere.

Comunque.
Per chi volesse ammantare il proprio Santo Natale di un tono di pesantezza superflua, il SECONDO disco quasi-metal più figo dell’anno di Satana 2009 è

BLUE ALBUM
dei
BARONESS

che è uscito da poco tempo per Relapse.

E perchè mai? Vado per punti perchè così posso permettermi di deconcentarmi fra una motivazione campata per aria e quella successiva:
1. La copertina. Stile liberty + metal = Bello
2. Il nome del gruppo. Un po’ di par condicio anche nel metal. (Questa non regge)
3. Il motivo vero è che Blue Album ti permette, allo stesso tempo, di darti un tono da fine estimatore delle discipline post-metalliche e di fare il tamarro con il pacchetto di paglie arrotolato sotto la manica, i camperos e la Fiesta Abarth perché alla fine, sotto sotto (ma sotto proprio eh, non per dire), c’è una melodicità hard rock a un passo dal glam che all’inizio non ti spieghi… Ma che dopo un par de birre ti spieghi, eccome. Il pezzo che ascoltate qui sopra o qui sotto vi spiega meglio di qualsiasi stronzata che possa dire io, quello è il punto.

Nota male: l’edizione limitata contiene un bonus CD con l’intero set che i Baroness hanno suonato al Roadburn quest’anno. A proposito: SoloMacello ha preso i biglietti per il Roadburn. Fra un po’ ve ne si parla.

PS: I Baroness hanno anche fatto un video per questo pezzo ma siamo alle solite: un gruppo metal che becchi un video decente, semplicemente, devono ancora inventarlo. Se proprio ci tenete lo vedete qui .

SoloMacello | 10:20 | Tuesday 15 December 2009 | Comments Off
Mp3, Podcast

Three Gigs in London – 3. Melvins

Nonostante la trasmissione andasse avanti durante il ponte dell’8 dicembre, metà della redazione di Maps è andata a Londra in quei giorni e ha seguito dei concerti anche per voi. Miracoli dei voli low cost o della registrazione audio digitale?

King Buzzo

Martedì 8 dicembre 2009, Relentless Garage: Melvins
Se non fosse stato per il Warp20, la tre giorni di concerti sarebbe stata legata a doppio filo agli anni ’90. La band di King Buzzo e compagnia, che ha un suono così suo e caratteristico, è comunque connessa a quella decade, o ai suoi primi anni, nonostante festeggi nel 2009 il venticinquennale della formazione.
Il Relentless Garage è un posto abbastanza piccolo a Islington, con pavimento di legno e appiccicosissimo, e un pubblico piuttosto eterogeneo, che va da giovinetti alle prime scoperte dei suoni distorti a quarantenni che, chissà, hanno fatto le scuole medie con Buzzo. Prima dei Melvins suonano i Witch, che sembrano i Black Sabbath con pochissima convinzione, e hanno alla batteria uno che assomiglia a J. Mascis. Ah, no: è J. Mascis. Mah. Dimenticabili.
Poi, i Melvins: iniziano con chitarra e batteria. Dopo qualche problema tecnico, e una manciata di pezzi, Buzzo e Willis vengono affiancati anche da Crover e Warren. I Melvins sono al completo, e si lanciano in un’orgia di violenza, un po’ ristretti nelle piccole dimensioni del palco del garage.
Momenti rock totali, quando una ragazza si mostra alla band in topless e Buzzo dice: “Oh, it’s like staring at the sun”. Ma, alla fine, che dire? Che non mi hanno convinto del tutto. Raccontatemi com’è andata all’Estragon, su.

Fine

Francesco | 11:12 | Sunday 13 December 2009 | 1 Commento »
Mp3, News, Podcast, Speciali

Three Gigs in London – 2. Alice in Chains

Nonostante la trasmissione andasse avanti durante il ponte dell’8 dicembre, metà della redazione di Maps è andata a Londra in quei giorni e ha seguito dei concerti anche per voi. Miracoli dei voli low cost o della registrazione audio digitale?

Jerry Cantrell

Lunedì 7 dicembre 2009, Brixton Academy: Alice in Chains
Sono nato nel 1978. Capite, quindi che l’esplosione del grunge (chiamiamolo così) ha coinciso con la mia formazione. E la trimurti Nirvana, Pearl Jam e Alice in Chains è stata per me come Padre, Figlio e Spirito Santo. Non in quest’ordine. Comunque, quando ho saputo che gli AIC si stavano formando e avevano trovato un altro cantante, ho avuto un moto di orrore e sconforto. Nonostante questo, mi sono fatto coraggio e ho ascoltato il loro Black Gives Way to Blue: ehi, non è mica male! Siamo dalle parti della pesantezza dell’ultimo disco in studio della band, quell’album “self titled” con cane a tre zampe in copertina. Ma soprattutto non si prova fastidio ascoltando la voce di William DuVall. Insomma, decido di andarli a vedere.

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Francesco | 15:20 | Saturday 12 December 2009 | 1 Commento »
Mp3, News, Podcast, Speciali