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		<title>Public Service Broadcasting: la prima intervista italiana!</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo averne trasmesso tutte e undici le tracce, la scorsa settimana, continuiamo a parlare di Inform &#8211; Educate &#8211; Entertain, album di debutto dei londinesi Public Service Broadcasting. Giovedì abbiamo raggiunto la band al telefono, cogliendo J.Willgoose Esquire a Aberdeen, in Scozia: quel giorno il tour britannico faceva tappa lassù, al nord. Nell&#8217;intervista che potete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/psb.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8509" title="psb" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/psb.jpg" alt="" width="401" height="267" /></a></p>
<p>Dopo averne trasmesso tutte e undici le tracce, la scorsa settimana, continuiamo a parlare di <a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/disco-della-settimana-public-service-broadcasting-inform-educate-entertain/" target="_blank"><strong><em>Inform &#8211; Educate &#8211; Entertain</em></strong></a>, album di debutto dei londinesi <a href="http://publicservicebroadcasting.net/" target="_blank"><strong>Public Service Broadcasting</strong></a>. Giovedì abbiamo raggiunto la band al telefono, cogliendo <strong>J.Willgoose Esquire </strong>a Aberdeen, in Scozia: quel giorno il tour britannico faceva tappa lassù, al nord.</p>
<p>Nell&#8217;intervista che potete riascoltare qua sotto non ci siamo limitati al disco: abbiamo chiesto al nostro ospite quando e come ha conosciuto quella che oggi è l&#8217;altra metà dei PSB, <strong>Wrigglesworth</strong>, ma anche della musica che J. ascolta, di come la sceglie. Non potevamo però esimerci dal chiedere come i due lavorano con i <strong>campioni</strong>, appunto, del servizio di trasmissione pubblica. Scoprirete che le <strong>fonti</strong> sono molteplici e che, talvolta, questi frammenti sono <strong>storici</strong>: nel brano che potete ascoltare qua sotto, per esempio, c&#8217;è un campione che proviene dal <strong>1937</strong>, dove il protagonista è <strong>un giornalista della BBC completamente ubriaco</strong>. Infine, una speranza: vedere la band dal vivo in <strong>Italia</strong>. Forse a <strong>settembre</strong>?</p>
<p><br />
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Dopo averne trasmesso tutte e undici le tracce, la scorsa settimana, continuiamo a parlare di Inform &#8211; Educate &#8211; Entertain, album di debutto dei londinesi Public Service Broadcasting. Giovedì abbiamo raggiunto la band al telefono, cogli[...]</itunes:subtitle>
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Dopo averne trasmesso tutte e undici le tracce, la scorsa settimana, continuiamo a parlare di Inform &#8211; Educate &#8211; Entertain, album di debutto dei londinesi Public Service Broadcasting. Giovedì abbiamo raggiunto la band al telefono, cogliendo J.Willgoose Esquire a Aberdeen, in Scozia: quel giorno il tour britannico faceva tappa lassù, al nord.
Nell&#8217;intervista che potete riascoltare qua sotto non ci siamo limitati al disco: abbiamo chiesto al nostro ospite quando e come ha conosciuto quella che oggi è l&#8217;altra metà dei PSB, Wrigglesworth, ma anche della musica che J. ascolta, di come la sceglie. Non potevamo però esimerci dal chiedere come i due lavorano con i campioni, appunto, del servizio di trasmissione pubblica. Scoprirete che le fonti sono molteplici e che, talvolta, questi frammenti sono storici: nel brano che potete ascoltare qua sotto, per esempio, c&#8217;è un campione che proviene dal 1937, dove il protagonista è un giornalista della BBC completamente ubriaco. Infine, una speranza: vedere la band dal vivo in Italia. Forse a settembre?

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		<title>La strana coppia? Teho Teardo racconta Blixa Bargeld e Still Smiling</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo sentito Teho Teardo di recente: gli Elio Petri erano venuti a Maps per fare un&#8217;anteprima live del loro nuovo album in cui suona anche il musicista di Pordenone e noi l&#8217;abbiamo chiamato all&#8217;insaputa della band per fare loro una sorpresa. L&#8217;occasione per sentire Teardo lunedì, però, è stata irrinunciabile. Domani, infatti, sarà al Senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/blixateho.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8491" title="Blixa Theo" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/blixateho.jpg" alt="" width="250" height="355" /></a>Abbiamo sentito <a href="http://tehoteardo.com/it/" target="_blank"><strong>Teho Teardo</strong></a> di recente: gli <strong>Elio Petri</strong> erano venuti a <strong>Maps</strong> per fare un&#8217;anteprima live del loro nuovo album in cui suona anche il musicista di Pordenone e noi <a title="Il nuovo disco degli Elio Petri in anteprima live!" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/il-nuovo-disco-degli-elio-petri-in-anteprima-live/" target="_blank">l&#8217;abbiamo chiamato</a> all&#8217;insaputa della band per fare loro una <strong>sorpresa</strong>. L&#8217;occasione per sentire Teardo lunedì, però, è stata <strong>irrinunciabile</strong>.</p>
<p>Domani, infatti, sarà al <strong>Senza Filtro</strong> insieme a <strong>Blixa Bargeld</strong> per presentare dal vivo il disco firmato con il cantante degli Einstürzende Neubauten, <em><strong>Still Smiling</strong></em>. Si tratta di un album interessante e <strong>profondo</strong>, che riporta alla mente tutta la musica che hanno conosciuto, vissuto e suonato i due autori, senza risultare neanche per un attimo nostalgico o &#8220;fatto alla maniera di&#8221;. Un disco bello anche da <strong>vedere</strong>, grazie alle fotografie di <strong>Thomas Rabsch</strong>. Ascoltate l&#8217;intervista e la traccia di apertura: come ci ha detto Teardo al telefono, non poteva esserci introduzione migliore all&#8217;album, che ha tra i suoi temi anche la <strong>lingua</strong> e le differenze linguistiche.</p>
<p><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/nXzcBpIGKas" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
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		<itunes:subtitle>Abbiamo sentito Teho Teardo di recente: gli Elio Petri erano venuti a Maps per fare un&#8217;anteprima live del loro nuovo album in cui suona anche il musicista di Pordenone e noi l&#8217;abbiamo chiamato all&#8217;insaputa della band per fare loro [...]</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Abbiamo sentito Teho Teardo di recente: gli Elio Petri erano venuti a Maps per fare un&#8217;anteprima live del loro nuovo album in cui suona anche il musicista di Pordenone e noi l&#8217;abbiamo chiamato all&#8217;insaputa della band per fare loro una sorpresa. L&#8217;occasione per sentire Teardo lunedì, però, è stata irrinunciabile.
Domani, infatti, sarà al Senza Filtro insieme a Blixa Bargeld per presentare dal vivo il disco firmato con il cantante degli Einstürzende Neubauten, Still Smiling. Si tratta di un album interessante e profondo, che riporta alla mente tutta la musica che hanno conosciuto, vissuto e suonato i due autori, senza risultare neanche per un attimo nostalgico o &#8220;fatto alla maniera di&#8221;. Un disco bello anche da vedere, grazie alle fotografie di Thomas Rabsch. Ascoltate l&#8217;intervista e la traccia di apertura: come ci ha detto Teardo al telefono, non poteva esserci introduzione migliore all&#8217;album, che ha tra i suoi temi anche la lingua e le differenze linguistiche.

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		<title>Elio e le storie tese: è arrivato L&#8217;album biango</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella sua seconda stagione Maps ha intervistato gli Elio e le storie tese a proposito dell&#8217;uscita di Studentessi; era il 2008 e, in questi cinque anni, la storica band ne ha fatte di cose: tra tour a non finire e presenze a teatro e in tv, il tempo è passato. Ma martedì scorso è arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/elioalbum.jpg"><img class=" wp-image-8497 aligncenter" title="elioalbum" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/elioalbum.jpg" alt="" width="402" height="161" /></a></p>
<p>Nella sua seconda stagione <strong>Maps</strong> ha intervistato gli <strong><a href="http://elioelestorietese.it/" target="_blank">Elio e le storie tese</a> </strong>a proposito dell&#8217;uscita di <a title="Elio: come nasce un disco degli EELST" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/elio-come-nasce-un-disco-degli-eelst/" target="_blank"><em><strong>Studentessi</strong></em></a>; era il 2008 e, in questi cinque anni, la storica band ne ha fatte di cose: tra <a title="Elio e Faso: alle donne piace l’uomo falso" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/elio-e-faso-alle-donne-piace-luomo-falso/" target="_blank">tour a non finire</a> e presenze a teatro e in tv, il tempo è passato. Ma martedì scorso è arrivato finalmente <strong><em>L&#8217;album biango</em></strong>, il nuovo disco di Elio e soci.</p>
<p>Proprio nel giorno della sua uscita abbiamo intervistato <strong>Elio </strong>e il chitarrista <strong>Cesareo</strong>, sfumando in entrata la canzone che trovate qua sotto. Un album per certi versi distante dagli altri: la forma dell&#8217;<strong>invettiva</strong>, di cui abbiamo parlato a lungo, è molto <strong>più presente qui</strong> che in altri dischi. &#8220;Ma&#8221;, ci ha detto Elio, &#8220;non va presa sul serio: semplicemente<strong> fa ridere</strong>&#8220;. Così come sono particolarmente divertenti (per i fan di lunga data) i richiami ai <strong>primissimi album</strong> della band, disseminati tra una traccia e l&#8217;altra e presenti, ovviamente nel <strong>titolo</strong>. Premete play, abbiamo chiacchierato anche di questo.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5Kq-2iWSi3U" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
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Nella sua seconda stagione Maps ha intervistato gli Elio e le storie tese a proposito dell&#8217;uscita di Studentessi; era il 2008 e, in questi cinque anni, la storica band ne ha fatte di cose: tra tour a non finire e presenze a teatro e in tv, il[...]</itunes:subtitle>
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Nella sua seconda stagione Maps ha intervistato gli Elio e le storie tese a proposito dell&#8217;uscita di Studentessi; era il 2008 e, in questi cinque anni, la storica band ne ha fatte di cose: tra tour a non finire e presenze a teatro e in tv, il tempo è passato. Ma martedì scorso è arrivato finalmente L&#8217;album biango, il nuovo disco di Elio e soci.
Proprio nel giorno della sua uscita abbiamo intervistato Elio e il chitarrista Cesareo, sfumando in entrata la canzone che trovate qua sotto. Un album per certi versi distante dagli altri: la forma dell&#8217;invettiva, di cui abbiamo parlato a lungo, è molto più presente qui che in altri dischi. &#8220;Ma&#8221;, ci ha detto Elio, &#8220;non va presa sul serio: semplicemente fa ridere&#8220;. Così come sono particolarmente divertenti (per i fan di lunga data) i richiami ai primissimi album della band, disseminati tra una traccia e l&#8217;altra e presenti, ovviamente nel titolo. Premete play, abbiamo chiacchierato anche di questo.

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		<title>Il sogno dei Brothers in Law</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Li avevamo conosciuti all&#8217;epoca del primo ep: Grey Days era stato presentato in un periodo nevoso, come si confà all&#8217;inverno, e  a febbraio del 2012 avevamo parlato della prima uscita dei marchigiani Brothers in Law. Poco più di un anno dopo ritroviamo la band, entusiasta per l&#8217;uscita di Hard Times for Dreamers, primo &#8220;full length&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/bil1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8466" title="bil" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/bil1.jpg" alt="" width="400" height="297" /></a></p>
<p><a title="Cognati veramente: i Brothers in Law" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/cognati-veramente-i-brothers-in-law/" target="_blank">Li avevamo conosciuti</a> all&#8217;epoca del primo ep: <em><strong>Grey Days</strong></em> era stato presentato in un periodo nevoso, come si confà all&#8217;inverno, e  a febbraio del 2012 avevamo parlato della prima uscita dei marchigiani <a href="http://www.facebook.com/brothersinlaw" target="_blank"><strong>Brothers in Law</strong></a>. Poco più di un anno dopo ritroviamo la band, entusiasta per l&#8217;uscita di <strong><em>Hard Times for Dreamers</em></strong>, primo &#8220;full length&#8221;, che ha portato il gruppo anche al <strong>South by Southwest</strong> in tempi recentissimi.</p>
<p>Nel giorno del loro live al <strong>Covo</strong> con <a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/dediche-e-auguri-di-compleanno-intervista-con-mac-demarco/" target="_blank"><strong>Mac DeMarco</strong></a>, abbiamo sentito i &#8220;cognati&#8221; nella persona di <strong>Andrea Guagneli</strong>, che ci ha raccontato l&#8217;ultimo periodo della band, tra <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>video</strong> e <strong>vinili</strong> di cui questa volta la neve non ha ostacolato produzione e consegna. Per voi, come sempre, intervista e canzone.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/o9xHC17YpMw" frameborder="0" width="400" height="300"></iframe></p>
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Li avevamo conosciuti all&#8217;epoca del primo ep: Grey Days era stato presentato in un periodo nevoso, come si confà all&#8217;inverno, e  a febbraio del 2012 avevamo parlato della prima uscita dei marchigiani Brothers in Law. Poco più di un anno[...]</itunes:subtitle>
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Li avevamo conosciuti all&#8217;epoca del primo ep: Grey Days era stato presentato in un periodo nevoso, come si confà all&#8217;inverno, e  a febbraio del 2012 avevamo parlato della prima uscita dei marchigiani Brothers in Law. Poco più di un anno dopo ritroviamo la band, entusiasta per l&#8217;uscita di Hard Times for Dreamers, primo &#8220;full length&#8221;, che ha portato il gruppo anche al South by Southwest in tempi recentissimi.
Nel giorno del loro live al Covo con Mac DeMarco, abbiamo sentito i &#8220;cognati&#8221; nella persona di Andrea Guagneli, che ci ha raccontato l&#8217;ultimo periodo della band, tra Stati Uniti, video e vinili di cui questa volta la neve non ha ostacolato produzione e consegna. Per voi, come sempre, intervista e canzone.

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		<title>Raudo live: Gazebo Penguins a Maps</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di certezze nella vita ne abbiamo poche: ma siamo felicemente sicuri che, quando esce un nuovo disco dei Gazebo Penguins, la band verrà a presentarlo dal vivo a Maps. I Gazebo sono venuti per The Name Is Not the Named, hanno fatto tutto Legna in una manciata di minuti, ci hanno regalato due inediti, sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/gazeboraudo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8451" title="gazeboraudo" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/gazeboraudo.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Di certezze nella vita ne abbiamo poche: ma siamo felicemente <strong>sicuri</strong> che, quando esce un nuovo disco dei <a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/?s=gazebo+penguins" target="_blank"><strong>Gazebo Penguins</strong></a>, la band verrà a presentarlo dal vivo a <strong>Maps</strong>. I Gazebo sono venuti per <a title="Gazebo Penguins nel nostro acquario" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/gazebo-penguins-nel-nostro-acquario/" target="_blank"><em><strong>The Name Is Not the Named</strong></em></a>, hanno fatto tutto <a title="From Gazebo Penguins with Love" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/from-gazebo-penguins-with-love/" target="_blank"><em><strong>Legna</strong></em></a> in una manciata di minuti, ci hanno regalato <a title="Un inedito (anzi due) dei Gazebo Penguins: cosa non si fa per Abbassa!" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/un-inedito-anzi-due-dei-gazebo-penguins-cosa-non-si-fa-per-abbassa/" target="_blank"><strong>due inediti</strong></a>, sempre dal vivo e, due martedì fa, ci hanno portato <strong><em>Raudo</em></strong>, proprio nel giorno in cui il nuovo album veniva reso disponibile in <strong>free download</strong> <a href="http://www.gazebopenguins.com/raudo/" target="_blank">sul sito della band</a>.</p>
<p>Il live è stato trasmesso in diretta streaming video (grazie a <strong>Damiana&amp;Max</strong>), ma potete rivedere e riascoltare tutto. <strong>Tre</strong> canzoni e, in mezzo, dissertazioni varie sui concetti di <strong>collettività e tempo</strong> e altre cose ancora. Insomma, un buon modo per prepararsi alla data di domani sera al <strong>TPO</strong>, qui a Bologna. Basta parole scritte: siamo felici, ancora una volta, di lasciare spazio alla band che ha firmato uno dei nostri ultimi <a title="Disco della settimana: Gazebo Penguins – Raudo" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/disco-della-settimana-gazebo-penguins-raudo/" target="_blank">dischi della settimana</a>. Sono là nella foto che ridono, insieme al fonico <strong>Andrea Suriani</strong> e al quarto pinguino <strong>Raffaele Marchetti</strong>.</p>
<p></p>
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Di certezze nella vita ne abbiamo poche: ma siamo felicemente sicuri che, quando esce un nuovo disco dei Gazebo Penguins, la band verrà a presentarlo dal vivo a Maps. I Gazebo sono venuti per The Name Is Not the Named, hanno fatto tutto Legna in un[...]</itunes:subtitle>
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Di certezze nella vita ne abbiamo poche: ma siamo felicemente sicuri che, quando esce un nuovo disco dei Gazebo Penguins, la band verrà a presentarlo dal vivo a Maps. I Gazebo sono venuti per The Name Is Not the Named, hanno fatto tutto Legna in una manciata di minuti, ci hanno regalato due inediti, sempre dal vivo e, due martedì fa, ci hanno portato Raudo, proprio nel giorno in cui il nuovo album veniva reso disponibile in free download sul sito della band.
Il live è stato trasmesso in diretta streaming video (grazie a Damiana&#38;Max), ma potete rivedere e riascoltare tutto. Tre canzoni e, in mezzo, dissertazioni varie sui concetti di collettività e tempo e altre cose ancora. Insomma, un buon modo per prepararsi alla data di domani sera al TPO, qui a Bologna. Basta parole scritte: siamo felici, ancora una volta, di lasciare spazio alla band che ha firmato uno dei nostri ultimi dischi della settimana. Sono là nella foto che ridono, insieme al fonico Andrea Suriani e al quarto pinguino Raffaele Marchetti.



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		<title>Il nuovo disco dei Phinx: tra analogico e digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama Hòltzar, una parola cimbra, propria di una zona dell&#8217;alto Veneto: i Phinx tornano con un nuovo disco, che viene presentato questa sera in Zona Roveri. Un album che mischia suoni di foggia, forma, natura e provenienza diversa, portando ancora più in là l&#8217;eclettismo della band. Una band, come tutte, spesso in viaggio: e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/phinx.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8338" title="phinx" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/phinx.jpg" alt="" width="400" height="295" /></a></p>
<p>Si chiama <strong><em>Hòltzar</em></strong>, una parola cimbra, propria di una zona dell&#8217;alto Veneto: i <a href="http://www.phinx.eu/phinx/Home.html" target="_blank"><strong>Phinx</strong></a> tornano con un nuovo disco, che viene presentato questa sera in <strong>Zona Roveri</strong>. Un album che mischia suoni di foggia, forma, natura e provenienza diversa, portando ancora più in là l&#8217;<strong>eclettismo</strong> della band. Una band, come tutte, spesso in viaggio: e infatti abbiamo colto <strong>Francesco Fabris</strong> (voce e chitarra della band) ieri sulla strada per Roma, che ha ospitato la prima data del nuovo tour.</p>
<p>Con Francesco abbiamo parlato di cosa vuol dire <strong>sperimentare</strong> per la band: un&#8217;attitudine che non tocca solo i suoni scelti, ma anche gli <strong>ambiti</strong>. Del 2011 è una collaborazione con un festival di <strong>danza</strong> del Trentino, per fare un esempio. Ma nell&#8217;ultimo album si sente davvero che la spinta a cercare<strong> nuove soluzioni</strong> è forte, anche a costo di sbagliare. In attesa del live di stasera, ecco intervista e il nuovo video per la traccia &#8220;Ministry of Fog&#8221;.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VuRWWlJ6zMQ" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
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Si chiama Hòltzar, una parola cimbra, propria di una zona dell&#8217;alto Veneto: i Phinx tornano con un nuovo disco, che viene presentato questa sera in Zona Roveri. Un album che mischia suoni di foggia, forma, natura e provenienza diversa, portan[...]</itunes:subtitle>
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Si chiama Hòltzar, una parola cimbra, propria di una zona dell&#8217;alto Veneto: i Phinx tornano con un nuovo disco, che viene presentato questa sera in Zona Roveri. Un album che mischia suoni di foggia, forma, natura e provenienza diversa, portando ancora più in là l&#8217;eclettismo della band. Una band, come tutte, spesso in viaggio: e infatti abbiamo colto Francesco Fabris (voce e chitarra della band) ieri sulla strada per Roma, che ha ospitato la prima data del nuovo tour.
Con Francesco abbiamo parlato di cosa vuol dire sperimentare per la band: un&#8217;attitudine che non tocca solo i suoni scelti, ma anche gli ambiti. Del 2011 è una collaborazione con un festival di danza del Trentino, per fare un esempio. Ma nell&#8217;ultimo album si sente davvero che la spinta a cercare nuove soluzioni è forte, anche a costo di sbagliare. In attesa del live di stasera, ecco intervista e il nuovo video per la traccia &#8220;Ministry of Fog&#8221;.

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		<title>Gli Ornaments ci regalano una canzone inedita dal vivo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attesa, talvolta, ripaga. E il rischio anche. Non siamo diventati una trasmissione di autoaiuto, ci stiamo riferendo a cose molto concrete intorno agli Ornaments: abbiamo aspettato tanto per il disco e poi Pneumologic è arrivato (e ne abbiamo parlato qua). In occasione dell&#8217;uscita del disco, la band ci aveva promesso un live in studio: una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/ornaments.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8244" title="ornaments" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/ornaments.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>attesa</strong>, talvolta, ripaga. E il <strong>rischio</strong> anche. Non siamo diventati una trasmissione di autoaiuto, ci stiamo riferendo a cose molto concrete intorno agli <a href="http://www.ornamentsmusic.com/" target="_blank"><strong>Ornaments</strong></a>: abbiamo aspettato tanto per il disco e poi <strong><em>Pneumologic</em></strong> è arrivato (e ne abbiamo parlato <a title="Finalmente, gli Ornaments!" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/finalmente-gli-ornaments/" target="_blank">qua</a>).</p>
<p>In occasione dell&#8217;uscita del disco, la band ci aveva promesso un live in studio: una promessa <strong>non semplice</strong> da mantenere, considerando i suoni che si dipanano, <strong>oscuri</strong> ed elettrici, tra le tracce dell&#8217;album. Ma Davide Gherardi, Alessandro Zanotti, Enrico Baraldi e Riccardo Bringhenti hanno portato nei nostri studi (nel pomeriggio del live al <strong>Locomotiv Club</strong>) qualcosa di più. Quello che potete sentire e vedere qua sotto è un brano <strong>scritto apposta per Maps</strong>, o quasi: gli hanno dato un nome in diretta, &#8220;333&#8243;. Scoprite perché ascoltando l&#8217;intervista.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/z2s5NNXWoXs" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
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L&#8217;attesa, talvolta, ripaga. E il rischio anche. Non siamo diventati una trasmissione di autoaiuto, ci stiamo riferendo a cose molto concrete intorno agli Ornaments: abbiamo aspettato tanto per il disco e poi Pneumologic è arrivato (e ne abbia[...]</itunes:subtitle>
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L&#8217;attesa, talvolta, ripaga. E il rischio anche. Non siamo diventati una trasmissione di autoaiuto, ci stiamo riferendo a cose molto concrete intorno agli Ornaments: abbiamo aspettato tanto per il disco e poi Pneumologic è arrivato (e ne abbiamo parlato qua).
In occasione dell&#8217;uscita del disco, la band ci aveva promesso un live in studio: una promessa non semplice da mantenere, considerando i suoni che si dipanano, oscuri ed elettrici, tra le tracce dell&#8217;album. Ma Davide Gherardi, Alessandro Zanotti, Enrico Baraldi e Riccardo Bringhenti hanno portato nei nostri studi (nel pomeriggio del live al Locomotiv Club) qualcosa di più. Quello che potete sentire e vedere qua sotto è un brano scritto apposta per Maps, o quasi: gli hanno dato un nome in diretta, &#8220;333&#8243;. Scoprite perché ascoltando l&#8217;intervista.

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		<title>Suz, live!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 08:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo avere parlato con lei di One Is a Crowd, l&#8217;abbiamo voluta in studio: e Suz, puntualmente, è arrivata giovedì 7 marzo nella sede di Radio Città del Capo, per un live che vi abbiamo trasmesso in diretta audio e video, grazie alla premiata coppia Damiana&#38;Max. La musicista non era sola: con lei Mannaman al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/suz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8218" title="suz" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/suz.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Dopo avere parlato con lei di <a title="One Is a Crowd: Suz ci racconta il suo nuovo disco" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/one-is-a-crowd-suz-ci-racconta-il-suo-nuovo-disco/"><em><strong>One Is a Crowd</strong></em></a>, l&#8217;abbiamo voluta in studio: e <a href="http://www.shapeofsuz.it/category/home/" target="_blank"><strong>Suz</strong></a>, puntualmente, è arrivata giovedì 7 marzo nella sede di <strong>Radio Città del Capo</strong>, per un live che vi abbiamo trasmesso in<strong> diretta audio e video</strong>, grazie alla premiata coppia <strong>Damiana&amp;Max</strong>. La musicista non era sola: con lei <strong>Mannaman</strong> al basso e <strong>Michelino Pardo</strong> dei Casino Royale ai macchinari.</p>
<p>Nella mezz&#8217;ora insieme, la band non solo ci ha regalato <strong>quattro canzoni</strong> in versione live solo per <strong>Maps</strong>, tutte tratte dall&#8217;ultimo disco, ma anche delle belle chiacchiere, con un&#8217;<strong>ospite</strong> a sorpresa: a un certo punto, lo sentirete, è intervenuta al telefono <strong>Angela Baraldi</strong>, una delle &#8220;guest star&#8221; presenti sull&#8217;album. Quando <strong>Maps </strong>(nonostante la caratura degli ospiti) si trasforma in show nazionalpopolare del sabato sera&#8230;</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/h8IjicSNqjo" frameborder="0" width="400" height="300"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/E4Cl_pW5Gic" frameborder="0" width="400" height="300"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/4M0l1b0Pz6I" frameborder="0" width="400" height="300"></iframe></p>
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Dopo avere parlato con lei di One Is a Crowd, l&#8217;abbiamo voluta in studio: e Suz, puntualmente, è arrivata giovedì 7 marzo nella sede di Radio Città del Capo, per un live che vi abbiamo trasmesso in diretta audio e video, grazie alla premiata [...]</itunes:subtitle>
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Dopo avere parlato con lei di One Is a Crowd, l&#8217;abbiamo voluta in studio: e Suz, puntualmente, è arrivata giovedì 7 marzo nella sede di Radio Città del Capo, per un live che vi abbiamo trasmesso in diretta audio e video, grazie alla premiata coppia Damiana&#38;Max. La musicista non era sola: con lei Mannaman al basso e Michelino Pardo dei Casino Royale ai macchinari.
Nella mezz&#8217;ora insieme, la band non solo ci ha regalato quattro canzoni in versione live solo per Maps, tutte tratte dall&#8217;ultimo disco, ma anche delle belle chiacchiere, con un&#8217;ospite a sorpresa: a un certo punto, lo sentirete, è intervenuta al telefono Angela Baraldi, una delle &#8220;guest star&#8221; presenti sull&#8217;album. Quando Maps (nonostante la caratura degli ospiti) si trasforma in show nazionalpopolare del sabato sera&#8230;

&#160;



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		<title>&#8220;Il rumore dell&#8217;oceano alla radio&#8221;: John Grant ci parla di Pale Green Ghosts</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;abbiamo scoperto (un po&#8217; in ritardo) con il meraviglioso Queen of Denmark. L&#8217;abbiamo poi visto due volte, a Bologna, e John Grant ci ha conquistato anche dal vivo. Aspettavamo, come tanti, il seguito dell&#8217;album suonato con i Midlake (di cui avevamo parlato tempo fa con il musicista): ma quando i primi segnali del nuovo disco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/John-Grant-008.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8224" title="John Grant" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/John-Grant-008.jpg" alt="" width="400" height="240" /></a></p>
<p>L&#8217;abbiamo scoperto (un po&#8217; in ritardo) con il meraviglioso <strong><em>Queen of Denmark</em></strong>. L&#8217;abbiamo poi visto due volte, a Bologna, e <strong><a href="http://johngrantmusic.com/" target="_blank">John Grant</a> </strong>ci ha conquistato anche <strong>dal vivo</strong>. Aspettavamo, come tanti, il seguito dell&#8217;album suonato con i <strong>Midlake</strong> (di cui avevamo parlato <a href="http://francescolocane.wordpress.com/2012/06/11/ora-so-chi-sono-intervista-a-john-grant-novembre-2011/" target="_blank">tempo fa</a> con il musicista): ma quando i primi segnali del nuovo disco sono comparsi, siamo rimasti <strong>spiazzati</strong>. L&#8217;<strong>elettronica</strong> e John Grant? Eppure la prima traccia di <strong><em>Pale Green Ghosts</em></strong>, la title-track oltretutto, è spiazzante: i <em>beat</em> di <strong>Biggi Veira</strong> (del collettivo islandese Gus Gus) immergono il disco in un&#8217;atmosfera completamente diversa, <strong>cupa</strong>, pulsante e <strong>dura</strong>.</p>
<p>Eppure l&#8217;album <strong>conquista</strong>: il livello di scrittura di Grant è <strong>elevatissimo</strong> e la presenza di alcuni timbri &#8220;inediti&#8221; non tocca la <strong>coerenza</strong> dell&#8217;autore che racconta, ancora una volta, di se stesso e dell&#8217;amore, spesso perduto e fonte di <strong>dolore</strong>.<br />
Lunedì John Grant era in Italia per la promozione del disco, uscito quel giorno: l&#8217;abbiamo chiamato al telefono per saperne di più dell&#8217;album, ma anche della <strong>nuova fase</strong> della vita che il nostro sta affrontando. In attesa della data del 13 aprile a Bologna, l&#8217;intervista è qua, per voi: se volete leggerla, la trovate <strong>in forma scritta</strong> <a href="http://francescolocane.wordpress.com/2013/03/15/dellaccettazione-della-vita-intervista-a-john-grant-su-pale-green-ghosts/" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Ux1fglC0aT0" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
<p style="text-align: right;"><em>Grazie a Simone Sabattini per avere doppiato la voce di John Grant.</em></p>
]]></content:encoded>
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L&#8217;abbiamo scoperto (un po&#8217; in ritardo) con il meraviglioso Queen of Denmark. L&#8217;abbiamo poi visto due volte, a Bologna, e John Grant ci ha conquistato anche dal vivo. Aspettavamo, come tanti, il seguito dell&#8217;album suonato con[...]</itunes:subtitle>
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L&#8217;abbiamo scoperto (un po&#8217; in ritardo) con il meraviglioso Queen of Denmark. L&#8217;abbiamo poi visto due volte, a Bologna, e John Grant ci ha conquistato anche dal vivo. Aspettavamo, come tanti, il seguito dell&#8217;album suonato con i Midlake (di cui avevamo parlato tempo fa con il musicista): ma quando i primi segnali del nuovo disco sono comparsi, siamo rimasti spiazzati. L&#8217;elettronica e John Grant? Eppure la prima traccia di Pale Green Ghosts, la title-track oltretutto, è spiazzante: i beat di Biggi Veira (del collettivo islandese Gus Gus) immergono il disco in un&#8217;atmosfera completamente diversa, cupa, pulsante e dura.
Eppure l&#8217;album conquista: il livello di scrittura di Grant è elevatissimo e la presenza di alcuni timbri &#8220;inediti&#8221; non tocca la coerenza dell&#8217;autore che racconta, ancora una volta, di se stesso e dell&#8217;amore, spesso perduto e fonte di dolore.
Lunedì John Grant era in Italia per la promozione del disco, uscito quel giorno: l&#8217;abbiamo chiamato al telefono per saperne di più dell&#8217;album, ma anche della nuova fase della vita che il nostro sta affrontando. In attesa della data del 13 aprile a Bologna, l&#8217;intervista è qua, per voi: se volete leggerla, la trovate in forma scritta a questo link.


Grazie a Simone Sabattini per avere doppiato la voce di John Grant.</itunes:summary>
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		<title>Lo show più stupido (e divertente) del mondo: Kid Koala a Murato!</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 08:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci permetteremmo mai di definire il suo Vinyl Vaudeville in questo modo, ma è stato lo stesso Kid Koala (all&#8217;anagrafe Eric San) a dare il sottotitolo allo spettacolo che ha portato venerdì al Locomotiv per l&#8217;appuntamento con Murato. Tre ballerine, pupazzi, robot, burattinai e, come è ovvio, tutta la sbalorditiva bravura che il musicista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/kidkoala-1.jpg"><img class="size-full wp-image-8210 aligncenter" title="kidkoala-1" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/kidkoala-1.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Non ci permetteremmo mai di definire il suo <strong>Vinyl Vaudeville</strong> in questo modo, ma è stato lo stesso <strong><a href="http://www.kidkoala.com/" target="_blank">Kid Koala</a> </strong>(all&#8217;anagrafe Eric San) a dare il sottotitolo allo spettacolo che ha portato venerdì al <strong>Locomotiv</strong> per l&#8217;appuntamento con <a href="http://www.facebook.com/pages/Murato/126716284103467" target="_blank"><strong>Murato</strong></a>. Tre <strong>ballerine</strong>, <strong>pupazzi</strong>, <strong>robot</strong>, <strong>burattinai</strong> e, come è ovvio, tutta la sbalorditiva bravura che il musicista mette nel creare canzoni con tre <strong>giradischi</strong>, qualche <strong>loop</strong> e dei <strong>campionatori</strong>.</p>
<p>Nel pomeriggio dell&#8217;8 Kid Koala è passato dai nostri studi insieme a <strong>Giovanni Gandolfi</strong>, per raccontare (senza rovinare la sorpresa) cos&#8217;è il live e per parlarci dell&#8217;ultimo <em><strong>12 Bit Blues</strong></em>, uscito a settembre per la <strong>NinjaTune</strong>. Scoprite anche voi come si fa a fare un pezzo <strong>a chilometro zero</strong> e cosa c&#8217;entra l&#8217;insalata caprese in questo senso ascoltando l&#8217;intervista qua sotto.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/tqTZFNvzELs" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
<p><em>Foto di Emanuele Rosso: il set della serata è <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.503960802993618.1073741825.243626569027044&amp;type=1" target="_blank">qua</a>.</em></p>
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Non ci permetteremmo mai di definire il suo Vinyl Vaudeville in questo modo, ma è stato lo stesso Kid Koala (all&#8217;anagrafe Eric San) a dare il sottotitolo allo spettacolo che ha portato venerdì al Locomotiv per l&#8217;appuntamento con Murato.[...]</itunes:subtitle>
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Non ci permetteremmo mai di definire il suo Vinyl Vaudeville in questo modo, ma è stato lo stesso Kid Koala (all&#8217;anagrafe Eric San) a dare il sottotitolo allo spettacolo che ha portato venerdì al Locomotiv per l&#8217;appuntamento con Murato. Tre ballerine, pupazzi, robot, burattinai e, come è ovvio, tutta la sbalorditiva bravura che il musicista mette nel creare canzoni con tre giradischi, qualche loop e dei campionatori.
Nel pomeriggio dell&#8217;8 Kid Koala è passato dai nostri studi insieme a Giovanni Gandolfi, per raccontare (senza rovinare la sorpresa) cos&#8217;è il live e per parlarci dell&#8217;ultimo 12 Bit Blues, uscito a settembre per la NinjaTune. Scoprite anche voi come si fa a fare un pezzo a chilometro zero e cosa c&#8217;entra l&#8217;insalata caprese in questo senso ascoltando l&#8217;intervista qua sotto.


Foto di Emanuele Rosso: il set della serata è qua.</itunes:summary>
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		<title>Appino fa testamento</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 08:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Zen Circus hanno annunciato per tempo la loro pausa: da molto le comunicazioni della band toscana riportavano che quest&#8217;anno sarebbe stato sabbatico per il trio. Ma per il trio in quanto tale, perché singolarmente i componenti del gruppo si sono dati molto da fare: il chitarrista e cantante, Appino, ha pubblicato per esempio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/appino.jpg"><img class="size-full wp-image-8186 aligncenter" title="appino" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/appino.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Gli <strong>Zen Circus</strong> hanno annunciato per tempo la loro pausa: da molto le comunicazioni della band toscana riportavano che quest&#8217;anno sarebbe stato <strong>sabbatico</strong> per il trio. Ma per il trio in quanto tale, perché <strong>singolarmente</strong> i componenti del gruppo si sono dati molto da fare: il chitarrista e cantante, <a href="http://www.facebook.com/andreaappino" target="_blank"><strong>Appino</strong></a>, ha pubblicato per esempio il suo <strong>esordio solista</strong> proprio in questa settimana (e lo presenta con uno showcase alla Feltrinelli di Porta Ravegnana tra qualche ora).</p>
<p>Ma come mai chiamare <strong><em>Il Testamento</em></strong> un esordio? E come mai i suoni sono spesso <strong>distanti</strong> da quelli a cui gli Zen Circus ci hanno abituato? Le quattordici tracce del disco sono spesso <strong>dure</strong> nei suoni e nei toni e &#8220;non la mandano a dire&#8221;. Un <em>j&#8217;accuse</em> in cui, nonostante si parli della famiglia del musicista, il primo a essere messo alla sbarra è <strong>Appino stesso</strong>. Per sapere di più del disco e anche dell&#8217;omaggio &#8220;dylaniano&#8221; della canzone qua sotto&#8230; sapete che fare.</p>
<p></p>
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Gli Zen Circus hanno annunciato per tempo la loro pausa: da molto le comunicazioni della band toscana riportavano che quest&#8217;anno sarebbe stato sabbatico per il trio. Ma per il trio in quanto tale, perché singolarmente i componenti del gruppo [...]</itunes:subtitle>
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Gli Zen Circus hanno annunciato per tempo la loro pausa: da molto le comunicazioni della band toscana riportavano che quest&#8217;anno sarebbe stato sabbatico per il trio. Ma per il trio in quanto tale, perché singolarmente i componenti del gruppo si sono dati molto da fare: il chitarrista e cantante, Appino, ha pubblicato per esempio il suo esordio solista proprio in questa settimana (e lo presenta con uno showcase alla Feltrinelli di Porta Ravegnana tra qualche ora).
Ma come mai chiamare Il Testamento un esordio? E come mai i suoni sono spesso distanti da quelli a cui gli Zen Circus ci hanno abituato? Le quattordici tracce del disco sono spesso dure nei suoni e nei toni e &#8220;non la mandano a dire&#8221;. Un j&#8217;accuse in cui, nonostante si parli della famiglia del musicista, il primo a essere messo alla sbarra è Appino stesso. Per sapere di più del disco e anche dell&#8217;omaggio &#8220;dylaniano&#8221; della canzone qua sotto&#8230; sapete che fare.

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		<title>Il punk agreste di TheShak&amp;Speares</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono in quattro e vengono da Pompei. Giocano non solo con il nome dell&#8217;immortale bardo, ma anche con quello di un suo coevo: TheShak&#38;Speares, infatti. pare che siano quattro fratelli, di cognome Marlowe. Certo è invece il titolo dell&#8217;album di debutto, intitolato Gagster e uscito poco più di un mese fa. Proprio del disco, presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/theshakandspeares.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8119" title="theshakandspeares" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/theshakandspeares.jpg" alt="" width="400" height="284" /></a></p>
<p>Sono in quattro e vengono da <strong>Pompei</strong>. Giocano non solo con il nome dell&#8217;immortale bardo, ma anche con quello di un suo coevo: <strong>TheShak&amp;Speares</strong>, infatti. pare che siano quattro fratelli, di cognome <strong>Marlowe</strong>. Certo è invece il titolo dell&#8217;album di debutto, intitolato <em><strong>Gagster</strong></em> e uscito poco più di un mese fa.</p>
<p>Proprio del disco, presentato venerdì all&#8217;<strong>Arteria</strong>, abbiamo parlato con il bassista <strong>Al</strong>, al quale abbiamo subito rivolto la domanda sul significato dell&#8217;espressione <strong>&#8220;punk agreste&#8221;</strong>, che campeggia sul comunicato diffuso insieme al disco. Abbiamo però anche discusso il curioso metodo <strong>promozionale</strong> usato dalla band, consistito nel fare uscire <strong>tre videoclip</strong> (non tre canzoni su YouTube: li trovate qua sotto) prima ancora che l&#8217;album esistesse. Questo e altro ancora premendo play!</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2z4SHB_p8Pk" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/JSNct-eTtow" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
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Sono in quattro e vengono da Pompei. Giocano non solo con il nome dell&#8217;immortale bardo, ma anche con quello di un suo coevo: TheShak&#38;Speares, infatti. pare che siano quattro fratelli, di cognome Marlowe. Certo è invece il titolo dell[...]</itunes:subtitle>
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Sono in quattro e vengono da Pompei. Giocano non solo con il nome dell&#8217;immortale bardo, ma anche con quello di un suo coevo: TheShak&#38;Speares, infatti. pare che siano quattro fratelli, di cognome Marlowe. Certo è invece il titolo dell&#8217;album di debutto, intitolato Gagster e uscito poco più di un mese fa.
Proprio del disco, presentato venerdì all&#8217;Arteria, abbiamo parlato con il bassista Al, al quale abbiamo subito rivolto la domanda sul significato dell&#8217;espressione &#8220;punk agreste&#8221;, che campeggia sul comunicato diffuso insieme al disco. Abbiamo però anche discusso il curioso metodo promozionale usato dalla band, consistito nel fare uscire tre videoclip (non tre canzoni su YouTube: li trovate qua sotto) prima ancora che l&#8217;album esistesse. Questo e altro ancora premendo play!



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		<title>Tamaryn: &#8220;Non chiamateci derivativi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tour legato al secondo disco Tender New Signs, uscito per la Mexican Summer nello scorso autunno, ha portato Tamaryn al Covo, venerdì scorso. Noi abbiamo sentito al telefono la musicista neozelandese, ma trapiantata in California, qualche giorno fa, &#8220;da qualche parte a lato di una strada&#8221;, come ci ha detto. Nell&#8217;intervista che potete sentire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/tamaryn-at-mic-1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8085" title="tamaryn-at-mic-1" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/tamaryn-at-mic-1.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Il tour legato al secondo disco <em><strong>Tender New Signs</strong></em>, uscito per la Mexican Summer nello scorso autunno, ha portato <a href="http://tamarynmusic.com/" target="_blank"><strong>Tamaryn</strong></a> al <strong>Covo</strong>, venerdì scorso. Noi abbiamo sentito al telefono la musicista neozelandese, ma trapiantata in California, qualche giorno fa, &#8220;da qualche parte a lato di una strada&#8221;, come ci ha detto.</p>
<p>Nell&#8217;intervista che potete sentire qua sotto, Tamaryn ha parlato con noi del passaggio dal debutto<strong> <em>The Waves</em></strong> a questo nuovo album, del modo che hanno di collaborare lei e <strong>Rex John Shelverton</strong>, della tourband che ha calcato le assi del palco del club di viale Zagabria e non solo. &#8220;Sono stanca di sentirmi dire che facciamo <strong>shoegazing</strong>, che siamo <strong>derivativi</strong>: noi stiamo andando avanti<strong> per la nostra strada</strong>&#8220;, ci ha detto. Comunque noi un parere sull&#8217;ultimo disco dei <strong>My Bloody Valentine</strong> l&#8217;abbiamo voluto: sentite cosa ci ha risposto, prima di scegliere la <strong>canzone</strong> per chiudere l&#8217;intervista, &#8220;The Garden&#8221;, che trovate sempre qua in basso.</p>
<p></p>
<p><iframe width="400" height="225" src="http://www.youtube.com/embed/zzuf2P7cjmo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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Il tour legato al secondo disco Tender New Signs, uscito per la Mexican Summer nello scorso autunno, ha portato Tamaryn al Covo, venerdì scorso. Noi abbiamo sentito al telefono la musicista neozelandese, ma trapiantata in California, qualche giorno[...]</itunes:subtitle>
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Il tour legato al secondo disco Tender New Signs, uscito per la Mexican Summer nello scorso autunno, ha portato Tamaryn al Covo, venerdì scorso. Noi abbiamo sentito al telefono la musicista neozelandese, ma trapiantata in California, qualche giorno fa, &#8220;da qualche parte a lato di una strada&#8221;, come ci ha detto.
Nell&#8217;intervista che potete sentire qua sotto, Tamaryn ha parlato con noi del passaggio dal debutto The Waves a questo nuovo album, del modo che hanno di collaborare lei e Rex John Shelverton, della tourband che ha calcato le assi del palco del club di viale Zagabria e non solo. &#8220;Sono stanca di sentirmi dire che facciamo shoegazing, che siamo derivativi: noi stiamo andando avanti per la nostra strada&#8220;, ci ha detto. Comunque noi un parere sull&#8217;ultimo disco dei My Bloody Valentine l&#8217;abbiamo voluto: sentite cosa ci ha risposto, prima di scegliere la canzone per chiudere l&#8217;intervista, &#8220;The Garden&#8221;, che trovate sempre qua in basso.

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		<title>Nuovi strumenti e strutture: Matt Lamkin ci racconta l&#8217;ultimo disco di The Soft Pack</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 08:00:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tre anni fa, in occasione dell&#8217;uscita del loro album &#8220;self titled&#8221;, vi avevamo parlato di The Soft Pack, band di San Diego che è passata da Bologna venerdì per un live al Covo Club. In occasione di quel concerto, abbiamo raggiunto il cantante e chitarrista Matt Lamkin, appena arrivato in albergo, per farci raccontare qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/TheSoftPack-500x311.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8053" title="TheSoftPack-500x311" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/TheSoftPack-500x311.jpg" alt="" width="401" height="249" /></a></p>
<p><a title="Una giornata con i Soft Pack" href="https://maps.rcdc.it.000000.it/archives/una-giornata-con-i-soft-pack/" target="_blank">Tre anni fa</a>, in occasione dell&#8217;uscita del loro album &#8220;self titled&#8221;, vi avevamo parlato di <a href="http://thesoftpack.tumblr.com/" target="_blank"><strong>The Soft Pack</strong></a>, band di San Diego che è passata da Bologna venerdì per un live al <strong>Covo Club</strong>. In occasione di quel concerto, abbiamo raggiunto il cantante e chitarrista <strong>Matt Lamkin</strong>, appena arrivato in albergo, per farci raccontare qualcosa del <strong>nuovo disco</strong>, uscito a settembre.</p>
<p>Proprio sulle differenze tra il lavoro precedente e l&#8217;ultimo <strong><em>Strapped</em></strong> si è concentrata l&#8217;intervista: Matt ci ha detto che l&#8217;uso di <strong>nuovi strumenti</strong> (sassofono e tastiere in particolare) è stato quasi <strong>liberatorio</strong> e potrebbe tracciare la <strong>nuova strada musicale</strong> della band. Sono venuti fuori prepotentemente gli <strong>anni &#8217;70</strong>: nell&#8217;intervista hanno trovato posto citazioni degli <strong>Stones</strong> e dei <strong>Funkadelic</strong>. Non vi anticipiamo nulla: cliccate play e godetevi, oltre alla chiacchierata in onda, anche un live allo storico <strong>Amoeba Records</strong> di San Francisco.</p>
<p></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/LYY1WY6KOLk" frameborder="0" width="400" height="225"></iframe></p>
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Tre anni fa, in occasione dell&#8217;uscita del loro album &#8220;self titled&#8221;, vi avevamo parlato di The Soft Pack, band di San Diego che è passata da Bologna venerdì per un live al Covo Club. In occasione di quel concerto, abbiamo raggiunto il cantante e chitarrista Matt Lamkin, appena arrivato in albergo, per farci raccontare qualcosa del nuovo disco, uscito a settembre.
Proprio sulle differenze tra il lavoro precedente e l&#8217;ultimo Strapped si è concentrata l&#8217;intervista: Matt ci ha detto che l&#8217;uso di nuovi strumenti (sassofono e tastiere in particolare) è stato quasi liberatorio e potrebbe tracciare la nuova strada musicale della band. Sono venuti fuori prepotentemente gli anni &#8217;70: nell&#8217;intervista hanno trovato posto citazioni degli Stones e dei Funkadelic. Non vi anticipiamo nulla: cliccate play e godetevi, oltre alla chiacchierata in onda, anche un live allo storico Amoeba Records di San Francisco.

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		<title>Howe Gelb: un live audio e video nei nostri studi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al nome di Howe Gelb come ci si fa a non emozionare? Il musicista statunitense ci ha regalato (con diversi nomi, band e album) un corpus di canzoni eccezionali, di storie indimenticabili raccontate in decine di dischi negli ultimi trent&#8217;anni o quasi. Gelb è stato lunedì al Chet&#8217;s Club, per una data del suo tour [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/howegelb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8042" title="howegelb" src="https://maps.rcdc.it.000000.it/wp-content/uploads/howegelb.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Al nome di <a href="http://www.howegelb.com/" target="_blank"><strong>Howe Gelb</strong></a> come ci si fa a non emozionare? Il musicista statunitense ci ha regalato (con diversi nomi, band e album) un corpus di <strong>canzoni eccezionali</strong>, di <strong>storie indimenticabili</strong> raccontate in decine di dischi negli ultimi trent&#8217;anni o quasi.</p>
<p>Gelb è stato lunedì al <strong>Chet&#8217;s Club</strong>, per una data del suo tour solista: nel pomeriggio di quel giorno è passato a <strong>Maps</strong> per un live che sulle prime doveva essere acustico, ma poi si è trasformato quando il nostro ospite ha iniziato a tirare fuori dai suoi bagagli una serie di pedali e controlli inondando di <strong>effetti elettrici</strong> l&#8217;etere.</p>
<p>Ancora una volta, vi abbiamo portato il concerto <strong>a casa</strong>: oltre ad ascoltare le chiacchiere fatte sull&#8217;ultimo disco solista, del 2011, e su quella &#8220;country rock opera&#8221; licenziata l&#8217;anno scorso sotto il &#8220;marchio&#8221;<strong> Giant Giant Sand</strong>, potrete anche vedere i video delle tre canzoni eseguite a <strong>Maps</strong>. Mettetevi comodi: ne vale la pena.</p>
<p></p>
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Al nome di Howe Gelb come ci si fa a non emozionare? Il musicista statunitense ci ha regalato (con diversi nomi, band e album) un corpus di canzoni eccezionali, di storie indimenticabili raccontate in decine di dischi negli ultimi trent&#8217;anni [...]</itunes:subtitle>
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Al nome di Howe Gelb come ci si fa a non emozionare? Il musicista statunitense ci ha regalato (con diversi nomi, band e album) un corpus di canzoni eccezionali, di storie indimenticabili raccontate in decine di dischi negli ultimi trent&#8217;anni o quasi.
Gelb è stato lunedì al Chet&#8217;s Club, per una data del suo tour solista: nel pomeriggio di quel giorno è passato a Maps per un live che sulle prime doveva essere acustico, ma poi si è trasformato quando il nostro ospite ha iniziato a tirare fuori dai suoi bagagli una serie di pedali e controlli inondando di effetti elettrici l&#8217;etere.
Ancora una volta, vi abbiamo portato il concerto a casa: oltre ad ascoltare le chiacchiere fatte sull&#8217;ultimo disco solista, del 2011, e su quella &#8220;country rock opera&#8221; licenziata l&#8217;anno scorso sotto il &#8220;marchio&#8221; Giant Giant Sand, potrete anche vedere i video delle tre canzoni eseguite a Maps. Mettetevi comodi: ne vale la pena.



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