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Proiettili buoni: ritrovare dischi nel cassetto

A volte l’espressione “disco nel cassetto”, non è metaforica. Proprio grazie all’apertura di un cassetto, e al ritrovamento al suo interno di un cd con dei brani risalenti ad anni prima, è (ri)nato il progetto di Marco Parente, Paolo Benvegnù, Andrea Franchi e Gionni Dell’Orto, chiamato Proiettili Buoni.
Perseguendo l’incoerenza, come dicono i membri stessi della band, l’idea di un “gruppo con le ore contate” si è trasformata in alcune date in giro per l’Italia lo scorso inverno e, quindi, in un disco, in uscita nelle prossime settimane.
Marco, Paolo e Andrea sono stati nei nostri studi in occasione del primo appuntamento con Magazzeno Bis, che li ha visti protagonisti, e ce ne hanno raccontate di tutti i colori, facendo divertire noi in radio prima di tutto.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Un video tratto dalla performance della band a Magazzeno Bis
Gender Bender e Maps: una coppia (di fatto) vincente
Anche quest’anno torna Gender Bender, vetrina internazionale dedicata ai nuovi panorami culturali a cui identità e generi, slittando e sovrapponendosi, danno origine. Quest’anno, la sesta edizione del festival mette sul piatto quanto di meglio danza, teatro, cinema e arti visive hanno prodotto ripensando i corpi e i generi.Le immagini della campagna pubblicitaria hanno sempre giocato su originali interpretazioni degli stereotipi di genere, con una sana vocazione all’ironia e alla graffiante filosofia camp. Quest’anno a darci il benvenuto c’è un calciatore con tacchetti sfacciatamente alti.
Ecco che Gender Bender si rivolge a voi, amici di Maps, con un indovinello da risolvere divertendosi a scartabellare tra le vecchie campagne di comunicazione. La domandona è:
Quali sono state le immagini e i claim delle edizioni precedenti, dal 2005 al 2007?
Al dito più veloce che darà la risposta esatta, mandando una mail a maps@radiocittadelcapo.it, il festival offre nella giornata di sabato 1 novembre libero accesso a tutte le proiezioni cinematografiche del festival al Cinema Lumiére (basta presentarsi col nominativo alla cassa accrediti) e l’ingresso al party serale del Cassero tra suoni elettronici con i dj resident del Berghain, mecca Techno berlinese. Il vincitore troverà il suo nome in lista che sarà valida entro l’01:30. Si entra con la tessera Arcigay.
In bocca al lupo! E, anche se andava messa all’inizio… sigla!
Punto su di voi #3: Desolation Wilderness

Era da un po’ che non ci affezionavamo così ad un disco della K Records. Arriva senza tanti clamori il debutto dei Desolation Wilderness, trio che prende il nome da un luogo sperduto tra le montagne della Sierra Nevada e per una volta basta questo a spiegare la musica che fanno. Il progetto inizialmente solo di Nicolaas Zwart utilizza delay a nastro, vibrafoni e chitarre per creare un mondo riverberato lontano parente di quello che si potrebbe trovare sulla costa opposta, ovvero a NYC. Qua l’atmosfera è rurale, gli spazi sono aperti ed il tocco è gentile e sognante. White Light Strobing è un album che conquista piano piano e va ascoltato possibilmente all’alba. Ecco la bellissima canzone d’amore (?) Come Over In Your Silver Car ed il video che l’accompagna. Buon ascolto.
…e se ancora non ne avete abbastanza:
Soldati e fede: il nuovo disco di Blessed Child Opera

Soldiers and Faith è sicuramente un titolo spiazzante. Beh, i Blessed Child Opera l’hanno scelto per il loro nuovo album, in uscita in questi giorni.
Si tratta di un disco intenso e sorprendente, capace di passare da momenti estremamente cupi a sprazzi di luce e poi di tornare giù nel’oscuro.
Con Paolo Messere, leader della band, abbiamo parlato della storia di Blessed Child Opera e, ovviamente, delle nuove canzoni che potremo ascoltare presto.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace di Blessed Child Opera
Amycanbe: the acoustic session
Arrivano a trovarci in studio dritti dalla Romagna gli Amycanbe. La band ha inaugurato la stagione del Locomotiv Club in una serata pienissima di gente. Nel pomeriggio ci hanno regalato tre bellissimi brani in acustico che documentano il percorso della band dai primi EP fino all’album di debutto Being A Grown-Up Sure Is Complicated. Canzoni che funzionano benissimo anche così spoglie e suonate nelle ore pomeridiane… quelle di solito dedicate a prendere il tè ed i biscotti.
Francesca, Paolo e Mattia ci hanno raccontato l’emozione di suonare per la prima volta in tour a Londra e si sono sbizzariti nel scegliere i loro “dischi da isola deserta”.
Video + mp3. Buon ascolto!
What is your “Beautiful Disco”?

Ammettiamolo: una delle domande più frequenti che si fanno per conoscere una persona riguarda i suoi gusti musicali. Forse non si arriva alla rischiosissima “qual è il tuo disco preferito”, ma il fotografo torinese Luca Saini chiede a noi tutti proprio questo.
Il suo progetto My Beautiful Disco, infatti, consiste proprio nell’invitare nel suo studio o in “studi mobili” in giro per l’Italia persone comuni e VIP, che si possono vestire come vogliono, ma che sono costretti a posare con il loro disco preferito, rigorosamente in vinile.
Luca ci racconta meglio il suo progetto, e ci narra di un curioso ed emozionante incontro: l’abbiamo sentito al telefono in occasione del suo passaggio al negozio Disco d’Oro di Bologna, diventato per un weekend il set del progetto.
Weezer da record
Già con il video di “Pork and Beans”, primo singolo del loro ultimo lavoro (già disco della settimana di Maps) i Weezer ci avevano divertiti, come è loro abitudine.
Lo spirito cazzone della band di Cuomo, però, questa volta si supera. Per “Troublemaker”, prima traccia del loro “Red Album”, la band ha girato un video con lo scopo di infrangere record come “suonare la batteria più piccola del mondo”, “organizzare la più affollata partita di palla avvelenata” o “radunare il maggior numero di persone che fanno air guitar”!
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Scoprite gli altri record infranti nel video
Il MySpace dei Weezer
The Banshee: oltre il punk-funk

Insieme a Tiger! Shit! Tiger! Tiger! sono stati i primi ospiti della serata WhiteOut! al Suono Club di Gualdo, in provincia di Ferrara. Stiamo parlando di una delle band rivelazione italiane, The Banshee.
Il gruppo viene da Genova, ma ha il cuore rivolto alla Gran Bretagna, per i suoni dei loro pezzi e anche, più materialmente, per la produzione tutta inglese dell’ultimo fortunato disco Your Nice Habits, pubblicato quest’anno.
Abbiamo raggiunto Jago e abbiamo parlato con lui della band, delle influenze che ispirano i suoi componenti e delle possibili collocazioni di The Banshee nella scena europea.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace di The Banshee
Disco della settimana: Public Service Broadcasting – Inform – Educate – Entertain
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