Venerdì all’Estragon si è svolto l’unico concerto italiano del tour di Infinite Arms dei Band of Horses. La band, recentemente passata alla Columbia, sta avendo un successo enorme con l’ultimo disco: le file fuori dal locale, qualche giorno fa, ne sono state la prova.
Dopo un non entusiasmante inizio con Mike Nooga, scelto come supporto, sono saliti sul palco Ben Bridwell e Tyler Ramsey per una delicata versione a due voci e chitarra acustica di “Evening Kitchen”. Poi sono arrivati gli altri tre membri della band ed è partita “Bats”, un inedito. E quindi il resto della scaletta, ben distribuito sui tre dischi in studio finora firmati dai Band of Horses. Un bel concerto, insomma, ma del resto ce lo potevamo aspettare: nel pomeriggio di venerdì, infatti, siamo riusciti a fare una breve ma intensa intervista con il tastierista Ryan Monroe. Sentitela e convenite con noi che l’entusiasmo è palpabile e ben assimilabile a quello che si è visto venerdì all’Estragon!
Una nuova sensazione si sta facendo largo tre le riviste e webzine musicali di mezzo mondo, e al momento anche in Europa con un furgoncino. Stiamo parlando de La Sera, nuovo progetto di pop old fashioned proveniente da Brooklyn, meglio conosciuto come “la nuova band della bassista delle Vivian Girls“, Katy Goodman.
L’album omonimo esce in questi giorni e, raggiunta da Maps al suo telefono satellitare nel bel mezzo della Svezia, la gentile Katy ci ha assicurato che lo potremo già comprare al banchetto Domenica 13 Febbraio, quando suonerà dal vivo al Mattatoio di Carpi. Poi dopo essersi avvalsa della facoltà di non rispondere alla domanda sul suo misterioso nickname “Kickball”, la rossa bassista ha spiegato, tra le altre cose, il motivo che si cela dietro la scelta del bellissimo nome del gruppo e chi, oltre lei, ne fa parte.
Come sempre poi, abbiamo invitato l’artista a scegliere una canzone dal nuovo album da suonare in diretta. Katy ha scelto “Hold”. Volete sapere per quale motivo? Ascoltate l’intervista e lo saprete!
Lo sappiamo, lo sappiamo, il video l’avevate già visto tutti. Proprio per questo Maps ha voluto intervistare la regista di Razzi Arpia Inferno e Fiamme per saperne un po’ di più sulla realizzazione del videoclip che ha aperto le danze visive di Wow con il primo singolo. Ivana Smudja e i Verdena hanno scelto di cambiare radicalmente la linea stilitica dei passati video, sarà il basso budget, sarà la maggior serenità sonora dell’ultimo album (dovuta anche al passaggio di Alberto dalle chitarre al piano). Fatto sta che il falegname a cui si è rivolta Ivana per alcuni oggetti scenografici, vedendola così volonterosa e capace nell’arte del bricolage, le avrebbe addirittura chiesto di andare a lavorare per la sua ditta.
Abbiamo lasciato passare qualche mese dall’uscita di Vivere negli anni X, il secondo disco del duo Il Genio, per parlarne. L’occasione è l’uscita del singolo “Tahiti Tahiti”: perché non intervistare Alessandra Contini, ci siamo detti? E infatti, qualche giorno fa, l’abbiamo raggiunta al telefono a Milano, mentre… Be’, lo scoprirete ascoltando la chiacchierata che abbiamo fatto.
Alessandra ci ha fatto capire che il modo in cui lei e Gianluca De Rubertis scrivono le canzoni è rilassato a dir poco: un processo creativo calmo che è riuscito a vincere la naturale pressione che si è creata intorno alla band dopo l’exploit del disco di debutto. Abbiamo anche parlato di “Roberta”, il brano con cui Il Genio ha partecipato a una raccolta ispirata alla serie Romanzo Criminale. E anche qua c’è un aneddoto gustoso. Insomma, premete play e poi rilassatevi con un viaggetto tropicale. Buon ascolto!
Li aspettavamo da anni e finalmente sono tornati. Stiamo parlando dei Godspeed You! Black Emperor, una band-collettivo canadese, vero e proprio culto per moltissimi. I Godspeed hanno calcato il palco dell’Estragon di Bologna, una delle date della parte italiana del loro tour, mercoledì della scorsa settimana, accolti da un migliaio di persone.
Per alcuni era la prima volta; altri, come chi vi scrive e Jukka Reverberi, chitarrista dei Giardini di Mirò, avevano un ricordo netto di questa band peculiare e unica nel suo genere. Abbiamo proprio chiacchierato al telefono con Jukka, il giorno dopo l’esibizione all’Estragon, di questo gruppo per il quale i Giardini hanno aperto diverse date.
Che bella chiaccherata abbiamo fatto con elio p(e)tri! Ehi, osservate bene come l’abbiamo scritto: è importante, per dissolvere ogni dubbio di poteri medianici, estranei alla redazione di Maps. Usando le minuscole e le parentesi, infatti, Emiliano Angelelli e Matteo Dainese hanno voluto omaggiare il grande regista italiano senza “mancargli di rispetto”.
Nell’intervista che trovate qui sotto, Emiliano ci ha raccontato la genesi (piuttosto complessa) dell’esordio Non è morto nessuno, di cui vi regaliamo la prima traccia, ma affronta anche una questione spinosa: perché ormai si parla di “progetti” e non di band, combo, gruppi, orchestrine? La risposta di Emiliano è adottata come ufficiale da noi di Maps!
Dopo il post sui Prince Rama, concludiamo il nostro breve excursus sull’undicesima edizione di Netmage con due interviste a due ulteriori protagonisti del festival che si è chiuso da qualche giorno.
I Barokthegreat sono un duo che ha presentato, insieme al musicista Michiel Klein, uno spettacolo intitolato Russian Mountains. Si tratta di una performance audiovisiva, come ci ha spiegato Leila, ispirata appunto alle montagne russe.
Bruce McClure, invece, ha proposto al pubblico di Netmage una performance di live cinema intitolata Se Volessi Fare Un Fuoco Che Seza Dano Infuocherebbe Una Sala, Farai Cosi (sic), che consiste… esattamente in quello che il titolo dice.
Siete incuriositi? Non vi rimane altro che ascoltare le interviste!
Si è appena conclusa l’undicesima edizione del festival Netmage, un appuntamento internazionale fondamentale per gli appassionati di sperimentazioni a cavallo tra la musica, il suono e il video. Nel fittissimo programma di tre giorni, dal 20 al 22 gennaio, sono stati moltissimi gli ospiti del festival.
Oggi vi facciamo riascoltare l’intervista con i Prince Rama, un trio statunitense adocchiato dagli Animal Collective e recentemente messi sotto contratto dalla loro etichetta Paw Tracks. Abbiamo raggiunto in albergo Taraka che ci ha raccontato tutto sulla storia e la musica di questa band, in equilibrio tra elettronica e psichedelia spinta. D’altro canto, così dice la leggenda, i tre si sono conosciuti nella più grande comunità hare krishna degli USA e non fanno uso di droghe. Il che, sentendo il brano che vi diamo insieme all’intervista, è davvero incredibile!
Voi direte: di santi in Italia ce ne sono abbastanza. E invece no: o almeno, così pensano gli Ardecore, di cui parliamo nuovamente un anno dopo il live che hanno fatto nei nostri studi.
Questa volta la band non è passata da Via Berretta Rossa: abbiamo solo sentito al telefono Giampaolo Felici, perché ci raccontasse tutto del sontuoso e ambizioso nuovo album (doppio) intitolato, appunto, San Cadoco. E, ovviamente, perché ci dicesse chi è questo santo.
Il suono del gruppo, questa volta, osa molto: il primo disco ha un suono spesso e compatto, e tende talvolta all’hard rock: un bel cambiamento rispetto alle dimensioni folk del primo album degli Ardecore. Il secondo disco, invece, definito dagli stessi musicisti più “lunare” e “femminile”, si libra su timbri più lievi ed eterei.
Noi, oltre alla chiacchierata, vi regaliamo anche un brano. Buon ascolto!
Se c’è un disco di cui si è davvero parlato tanto (e bene, nella maggior parte dei casi) in queste prime settimane del 2011, be’, è Wow dei Verdena. La band è arrivata al quinto disco in studio… ed è un doppio. Vi rendete conto? Un doppio nel 2011!
E infatti Roberta Sammarelli, bassista del gruppo, ci ha detto che le cose non sono state facili, sia dal punto di vista artistico che discografico. Eppure la band si è riuscita ad imporre, creando un album che, come ci ha detto Roberta stessa, sta avvicinando ai Verdena nuovi fan di tutte le età.
Oltre alla chiacchierata, com’è d’uso a Maps, un brano del disco. Buon ascolto!
Last.fm
Facebook
Flickr