Vasco Brondi, noto anche come Le luci della centrale elettrica, è sicuramente uno dei nomi più chiacchierati del panorama musicale degli ultimi anni. Il suo disco d’esordio Canzoni da spiaggia deturpata ha avuto un successo pazzesco, replicato dai numerosissimi live che Vasco ha portato in giro per l’Italia.
Ma con lui, questa volta, abbiamo parlato relativamente di musica: già, perché è uscita, per la Baldini, Castoldi e Dalai, una riedizione di Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, stampato grazie al benemerito Modo Infoshop e subito esaurito nella sua prima tiratura di mille copie. Vasco, influenzato, ci ha raccontato cosa c’è di nuovo in questa riedizione e cosa sta ascoltando in questo momento di relativa pausa.

Dieci anni di carriera, da qualche anno la formazione dei The Marigold si è stabilizzata: fanno parte della band Stefano Micolucci, Giovanni Lanci e Marco Campitelli, che abbiamo sentito al telefono.
Ci siamo fatti raccontare la storia della band e tutto sul nuovo disco, Tajga, uscito di recente: partendo dal curioso e freddo artwork, perfetto contraltare dei suoni cupi del gruppo, siamo finiti a parlare delle opportunità musicali nell’Italia del centro e del sud.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace dei Marigold

Sfogliando la pagina di Wikipedia dedicata al britannico Patrick Wolf ci sarebbe bisogno di una ridefinizione dell’aggettivo “precoce”: Patrick ha iniziato a suonare, registrare e fare concerti da adolescente, quindi non ci stupisce il fatto che, a meno di trent’anni, abbia già un buon numero di album nel suo curriculum.
Patrick Wolf viene spesso in Italia, e noi l’abbiamo intercettato mentre si recava a Firenze, dove ha tenuto un concerto all’interno del Festival della Creatività. Tra una domanda e l’altra, Wolf ci ha raccontato perché non prova più i nuovi pezzi dal vivo, ci ha raccontato il progetto legato al suo ultimo disco The Bachelor e ci ha svelato quali sono i suoi cinque dischi dell’isola deserta…
Foto di Eleonora Birardi

Sono giovani, marchigiani e simpatici: qualche giorno fa sono stati a Bologna per una data al Locomotiv Club. Lo scopo? Presentare Crippled Cute, il loro nuovo disco. Stiamo parlando, ormai l’avrete capito, dei Damien, che forse pronunciate “demien” e magari avete visto il nome della band scritto con un asterisco alla fine. Quanti misteri, eh! Ma noi siamo qui per risolverli.
Insieme alla band abbiamo parlato del disco, il secondo, molto diverso dal primo, abbiamo fatto loro i complimenti per un premio che ritireranno alla prossima edizione del MEI di Faenza e abbiamo commentato qualche canzone del nuovo album. Una, “Confidants” la trovate bella pronta da scaricare!
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il documentario del making of di Crippled Cute (via Polaroid Blog )

Il loro ultimo disco ci ha accompagnati per tutta la scorsa settimana: abbiamo ascoltato con attenzione le tracce che scorrono, una dopo l’altra, e siamo stati rapiti dai suoni di questo lavoro completamente strumentale. Stiamo parlando dei Ronin e della loro uscita più recente, L’ultimo re.
Mercoledì, proprio a metà della settimana in cui era disco della settimana, abbiamo sentito uno dei membri della band, Chet Martino, con il quale abbiamo chiacchierato a lungo dell’album, ma anche delle dinamiche della band, di come nascono le canzoni tra di loro, di cosa significa provarle in studio… o non provarle affatto.
Come al solito, intervista e canzone!
… e se ancora non ne avete abbastanza:
L’ultimo re ascoltabile interamente in streaming!

Dieci anni di carriera, i consueti cambi di formazione, le discussioni iniziali su che musica fare, e poi… I Cosmetic vengono da Rimini e, pur mantenendo un’attitudine pop, creano canzoni che hanno molto a che fare con alcune band USA dalla chitarra distorta degli anni ’90.
L’uscita del loro nuovo disco, Non siamo di qui, edito dall’ormai onnipresente La Tempesta, è l’occasione per fare due chiacchiere con Simone, chitarrista della band, sulla seconda giovinezza dei Cosmetic…
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace dei Cosmetic

E’ così che spiega tutte le cose che gli sono successe negli ultimi anni Davide Combusti, in arte The Niro . Il musicista romano, che ha cominciato suonando la batteria, ha fondato poi una band e infine ha deciso per una carriera solista, ci ha raccontato – all’interno di Pigiama Party – la sua carriera musicale, in occasione del concerto che ha tenuto domenica scorsa all’Arteria.
Tra un aneddoto e l’altro ci ha anche rivelato che la scadenza per il prossimo album, successore del fortunato debutto omonimo dell’anno scorso, è vicina, molto vicina. Nonostante questo, The Niro non perderà l’occasione di esibirsi a Los Angeles. Riuscirà il nostro eroe…?
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace di The Niro
Foto di The Lady of Sweets

Sing Along to Songs You Don’t Know è il titolo del sesto album in studio, in meno di dieci anni, della band islandese múm. Un disco molto più dolce e pacato dei precedenti, che ha entusiasmato critica e pubblico. Non era scontato, perché i múm hanno cambiato formazione, lasciandosi alle spalle numerosi membri che hanno preferito intraprendere nuove strade.
Abbiamo parlato del nuovo disco, dei misteriosi posti in cui è stato registrato e della storia recente della band con Örvar Þóreyjarson Smárason, uno dei membri fondatori.
… e se non ne avete ancora abbastanza:
Il MySpace dei múm

Iniziamo subito con una precisazione: il nome della band di Francesco Bottai e Tommaso Novi non ha nulla a che fare con barbare pratiche di sezionamento felino. “Mézzi”, nel vernacolo pisano, vuol dire “zuppi”, “bagnati”. Il vostro conduttore ha scazzato miseramente. Ma poi la chiacchierata con Tommaso è andata avanti senza troppi problemi, per fortuna.
Abbiamo parlato delle origini della band, della loro idea di recuperare la lentezza, e abbiamo scoperto a cosa si riferisce il titolo del disco de I Gatti Mèzzi, cioè Struscioni. Come al solito, intervista e mp3. Buon ascolto!
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