
Già, chi è Max Stirner? Per saperlo, l’abbiamo chiesto a… Max Stirner. Confusi? Ma no: Max Stirner è lo pseudonimo scelto da Manuele Fusaroli, prolifico produttore di alcuni dei maggiori dischi indie italiani dell’ultimo anno, nonché anima (insieme a Jack Tormenta) di Don Vito e i Veleno (il loro disco Hellmundo! si scarica gratis da qui).
Abbiamo parlato del disco, della band, di altri lavori, della musica oggi… ma soprattutto Max Stirner ci ha detto che Max Stirner non era il vero nome di Max Stirner, ma era uno pseudonimo. Di quel Max Stirner.
Oh, sentite: premete play qua sotto e ascoltate. Poi ce lo spiegate, eh.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il MySpace di Don Vito e i Veleno
La pagina di Wikipedia di Max Stirner (il filosofo)

Ha scelto il suo nome d’arte molti anni fa. E di anni non ne ha molti. Stiamo parlando di Samuel Katarro , nato Alberto Mariotti in quel di Pistoia, che ha deciso che la sua musica è il blues. Un blues stralunato, psichedelico, storto e strambo, ma, allo stesso tempo, legato alle radici di uno dei modi ancestrali dell’espressione musicale moderna.
Samuel ha vinto concorsi, ha visto testate cartacee e web parlare (molto bene) delle sue canzoni, ed è venuto ospite a Maps, per chiacchierare della sua terra, dei dischi del cuore, ma soprattutto per suonare due sue canzoni. Enjoy.

Prima dello strepitoso concerto che i Battles hanno tenuto all’Estragon qualche giorno fa, abbiamo avuto l’onore di avere in onda Tyondai Braxton, chitarrista e adesso anche “voce” della band. Ci ha chiarito alcuni misteri sul processo di scrittura, su come i quattro in sala prove compongono i brani e su come spesso sono i loop a far scaturire il tutto e non la batteria. Non potevamo non fare la classica domanda sui dischi da isola deserta ; ne viene fuori un quadro rassicurante: Tyondai si porta Stravinsky e Morricone.
Ascoltate:

In occasione di una puntata di Magazzeno Bis tutta dedicata alla new wave fiorentina degli anni ’80, abbiamo intervistato al telefono Federico Fiumani: con i suoi Diaframma è stato uno dei protagonisti di quell’epoca e di quell’ambiente. E continua a fare musica, con i Diaframma e da solo.
Abbiamo iniziato la chiacchierata con lui proprio chiedendogli com’era la Firenze di vent’anni fa.

Questo è il titolo, forte e violento, di un cofanetto appena uscito per Feltrinelli. Nel libro, intitolato Ho il cuore nero, c’è un’antologia di scritti sull’estrema destra italiana e sui movimenti musicali nazionalisti (e spesso dichiaratamente fascisti e nazisti) nel nostro paese e in Europa.
Nel dvd un documentario, Nazirock, appunto, in cui il regista e giornalista Claudio Lazzaro mostrava i risultati della sua inchiesta: un viaggio all’interno degli ambienti politici e musicali dell’estrema destra italiana.E da qui, il casino: diffide di Forza Nuova al regista e al Policlinico Fandango, che doveva proiettarlo con regolarità ai primi di aprile, e un attacco hacker pesantissimo al sito ufficiale del film.
Abbiamo parlato del documentario con Claudio Lazzaro.

Un cd, ma anche un dvd e un libro e, caso strano, nessuno dei tre oggetti che compongono il cofanetto de L’inerme è l’imbattibile, ultima fatica di Massimo Zamboni, è inutile.
Attraverso parole, musiche e immagini si dipana l’immaginario e la riflessione di Zamboni, a dieci anni dagli storici concerti di Mostar tenuti dai C.S.I. in via si scioglimento: un lavoro profondo e toccante, difficile e, in qualche modo, fedele a quella linea che – ammettiamolo – sembrava essersi definitivamente persa. E chi vuol capire, capisca.
Abbiamo parlato di tutto questo con Massimo Zamboni. Buon ascolto.
… e se non ne avete ancora abbastanza:
Il MySpace di Massimo Zamboni

In occasione del loro concerto al Locomotiv sono tornati a trovarci i Disco Drive! Jacopo, batterista e spesso portavoce, ci ha raccontato com’è andata in giro per l’Europa. Un tour lunghissimo, situazioni i incredibili, mille viaggi in traghetto, Berlino ed il nuovo video, pubblico “fashion victim” a Parigi ecc. Ne approfittiamo anche per regalarvi (grazie ad Unhip!) due mp3 tratti dall’ultimo lavoro Things To Do Today. Buon ascolto!
Magazzeno Bis ritorna per la sua ottava puntata della stagione e come al solito la qualità è altissima, non uno ma bensì due ospiti.

In studio è arrivato Alessandro Grazian, giovane cantautore che in questi giorni farà uscire un nuovo Ep proprio per la Trovarobato (etichetta promotrice del talk show concerto!). Oltre a raccontarci le gestazione del nuovo lavoro ha suonato per noi due brani tratti dal suo primo album Caduto.

I Grimoon, formazione franco-veneta, ci raccontano l’esperienza della loro Macaco Records e la lavorazione dell’ottimo Les 7 vies du chat. Due brani intensi suonati da una formazione larghissima!
Buon ascolto: Mp3!
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