Era da un po’ che non ci affezionavamo così ad un disco della K Records. Arriva senza tanti clamori il debutto dei Desolation Wilderness, trio che prende il nome da un luogo sperduto tra le montagne della Sierra Nevada e per una volta basta questo a spiegare la musica che fanno. Il progetto inizialmente solo di Nicolaas Zwart utilizza delay a nastro, vibrafoni e chitarre per creare un mondo riverberato lontano parente di quello che si potrebbe trovare sulla costa opposta, ovvero a NYC. Qua l’atmosfera è rurale, gli spazi sono aperti ed il tocco è gentile e sognante. White Light Strobing è un album che conquista piano piano e va ascoltato possibilmente all’alba. Ecco la bellissima canzone d’amore (?) Come Over In Your Silver Car ed il video che l’accompagna. Buon ascolto.
Soldiers and Faith è sicuramente un titolo spiazzante. Beh, i Blessed Child Opera l’hanno scelto per il loro nuovo album, in uscita in questi giorni.
Si tratta di un disco intenso e sorprendente, capace di passare da momenti estremamente cupi a sprazzi di luce e poi di tornare giù nel’oscuro.
Con Paolo Messere, leader della band, abbiamo parlato della storia di Blessed Child Opera e, ovviamente, delle nuove canzoni che potremo ascoltare presto.
Arrivano a trovarci in studio dritti dalla Romagna gli Amycanbe. La band ha inaugurato la stagione del Locomotiv Club in una serata pienissima di gente. Nel pomeriggio ci hanno regalato tre bellissimi brani in acustico che documentano il percorso della band dai primi EP fino all’album di debutto Being A Grown-Up Sure Is Complicated. Canzoni che funzionano benissimo anche così spoglie e suonate nelle ore pomeridiane… quelle di solito dedicate a prendere il tè ed i biscotti.
Francesca, Paolo e Mattia ci hanno raccontato l’emozione di suonare per la prima volta in tour a Londra e si sono sbizzariti nel scegliere i loro “dischi da isola deserta”.
Ammettiamolo: una delle domande più frequenti che si fanno per conoscere una persona riguarda i suoi gusti musicali. Forse non si arriva alla rischiosissima “qual è il tuo disco preferito”, ma il fotografo torineseLuca Saini chiede a noi tutti proprio questo.
Il suo progetto My Beautiful Disco, infatti, consiste proprio nell’invitare nel suo studio o in “studi mobili” in giro per l’Italia persone comuni e VIP, che si possono vestire come vogliono, ma che sono costretti a posare con il loro disco preferito, rigorosamente in vinile.
Luca ci racconta meglio il suo progetto, e ci narra di un curioso ed emozionante incontro: l’abbiamo sentito al telefono in occasione del suo passaggio al negozio Disco d’Oro di Bologna, diventato per un weekend il set del progetto.
Insieme a Tiger! Shit! Tiger! Tiger! sono stati i primi ospiti della serata WhiteOut! al Suono Club di Gualdo, in provincia di Ferrara. Stiamo parlando di una delle band rivelazione italiane, The Banshee.
Il gruppo viene da Genova, ma ha il cuore rivolto alla Gran Bretagna, per i suoni dei loro pezzi e anche, più materialmente, per la produzione tutta inglese dell’ultimo fortunato disco Your Nice Habits, pubblicato quest’anno.
Abbiamo raggiunto Jago e abbiamo parlato con lui della band, delle influenze che ispirano i suoi componenti e delle possibili collocazioni di The Banshee nella scena europea.
Come sapete, qui a MAPS non ci occupiamo solo di musica, ma anche di cinema. Non ci siamo quindi fatti sfuggire la presenza della regista Alina Marazzi in città, qualche settimana fa. Abbiamo raggiunto l’autrice dell’ultimo Vogliamo anche le rose, ma anche dello splendido Un’ora sola ti vorrei e di Per sempre.
Con lei abbiamo parlato di cosa vuol dire fare un documentario oggi in Italia, e ci ha mostrato come abbia raccontato la donna e il femminile nei suoi lavori.
Qualche giorno fa sono venuti a trovarci in studio, in occasione della loro data al Covo Club, i Tiger Tiger! formazione bolognese che ha debuttato nel 2008 con un bel disco per la sempre attenta My Honey Records.
La band, rappresentata da Margot, Fede e Cisco, ci ha svelato alcuni misteri sul titolo del disco 11pm e sul nome del gruppo. Abbiamo anche cercato di capire assieme che cosa sia il pop nel 2008 e non poteva mancare la classica domanda sui dischi da isola deserta. Ascoltate e vedete le belle versioni di Je T’aime, Cats Eat Birds e Premarin…yeah!
Quando si parla di Riotmaker si va sul sicuro: da quando è nata, i dischi dell’etichetta friulana sono diventati sinonimo di un abbinamento esplosivo come divertimento e qualità.
Non fa eccezione il Carnifull Trio : con un’occhio alla scena contemporanea e l’altro rivolto “laicamente” al passato, la band udinese prende tutto ciò che è funky, electro e dance, lo macina e lo risputa con sapienza. E siamo sicuri che l’immagine non proprio elegantissima che vi abbiamo appena fornito non dispiacerà al Trio.
Abbiamo intervistato al telefono Luca, cantante e chitarrista della band: aspettando un caffè in autogrill i nostri discorsi sono saltati qua e là, da Heather Parisi alle pubblicità finte. Mettetevi lustrini e paillettes e premete play.
Nuova rubrica con uno scopo abbastanza semplice: levare dalla testa dei redattori di Maps una serie di brani “tormentone”.
The Wombats – Patience (Take That cover – live at BBC)
“Che i Wombats abbiano la tipica attitudine inglese al pop, è confermato dai loro brani, oltre che dalla loro foto che pubblichiamo. Che si misurino con un successo recente di uno dei più noti fenomeni pop britannici è meno scontato. Che venga fuori una cosa del genere, beh… non ce l’aspettavamo.”
Settimo disco per gli Assalti Frontali, band storica dell’hip-hop italiano: come al solito esce per i dischi de il manifesto, al prezzo politico di dieci euro. Si chiama Un’intesa perfetta, e continua, per certi versi, il percorso iniziato con l’ultimo Mi sa che stanotte…: una maggiore attenzione alla forma canzone, produzione Casasonica, testi orientati non solo al politico, ma anche al personale.
In occasione della data al T.P.O. del 4 ottobre scorso, abbiamo parlato del disco con Pol G., uno dei componenti della band. In diretta da S. Lorenzo, Roma, Italia.
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