
Punk Not Diet colpisce ancora: da qualche tempo è infatti disponibile in download gratuito un altro progetto editoriale simile a quel Milano for Zombies di cui abbiamo parlato tempo fa (qua, per la precisione). Ma Fumana, questo il nome della nuova pubblicazione, è allo stesso tempo qualcosa di molto diverso.
Per capire di che si tratta, abbiamo parlato del progetto con Matteo Serri, che si è occupato della parte grafica e fotografica della “rivista”, accompagnato dalle parole di Corrado Nuccini.
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Scarica Fumana gratuitamente

La provincia italiana regala ultimamente piacevolissime sorprese, come quella del disco di Arnoux, intitolato Cascades. Il lavoro solista del bassista di Ten Thousands Bees esce ancora una volta per la Knifeville di Maniago, in provincia di Pordenone, un’etichetta da tenere sempre d’occhio.
Mischiando suggestioni elettroniche e acustiche, con un’occhio al pop, Arnoux crea un buon disco, emozionante e vario, dai toni decisamente “acquatici”, come suggerisce il bell’artwork che lo correda. Ascoltate le due tracce sotto, che provengono direttamente dalla sua pagina su Knifeville.
Abbiamo parlato di tutto questo con Arnoux: buon ascolto.
… e se ancora non avete abbastanza:
Il MySpace di Arnoux

Ha conquistato copertine, grazie al suo ultimo disco Di vizi di forma virtù, imponendosi come una delle voci più in vista del nuovo rap italiano. Si chiama Jacopo, ma in arte è Dargen D’Amico, viene da Milano (e ha fatto parte di Sacre Scuole, da cui vengono i Club Dogo), ma ha origini eoliane. Con il suo doppio cd ha coniugato le tendenze del nuovo rap con il pop, l’electro e chi più ne ha più ne metta.
Potevamo farcelo sfuggire? Ecco l’intervista.
Nuova rubrica con uno scopo abbastanza semplice: levare dalla testa dei redattori di Maps una serie di brani “tormentone”.

The Ruby Suns – Palmitos Park (cover El Guincho)
El Guincho – Palmitos Park
“Non so se anche i Ruby Suns essendo neozelandesi possono essere definiti kiwi-pop ma non importa, rincarano la dose di divertimento e insieme all’originale di El Guincho non riusciamo a levarci di testa questi brani.”
Jonathan |
15:45 |
Tuesday 30 September 2008 |
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Mp3

12 settembre 2008: terza data in un anno esatto per Elio e le storie tese in città. Ancora una volta all’Arena Parco Nord e di nuovo gratis (quanto amiamo questa parola, quanto).
In questa occasione, abbiamo parlato non solo con Elio, ma anche con Faso, e gli argomenti toccati sono stati tantissimi. Abbiamo parlato dell’uomo ingannatore che alla fine piace alle donne, di modellismo aeronautico, di piazzali, fiati e voci femminili. E alla fine abbiamo rivolto a entrambi l’ormai storica domanda sui “dischi da isola deserta”: le risposte sono state sconcertanti.
Non ci credete? Premete play e poi vedremo, ah, chi aveva ragione…
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Elio parla a MAPS di Studentessi, l’ultimo disco
Nuova rubrica con uno scopo abbastanza semplice: levare dalla testa dei redattori di Maps una serie di brani “tormentone”.

King Khan & The Shrines – Welfare Bread
“impossibile non ballarla la domenica mattina…poi se leggi il testo dolce-amaro ti rimetti subito a sedere in poltrona”

Una decina di giorni fa si è ripetuto un fatto curioso: come nel settembre 2007, abbiamo avuto ospite in “Aspettando MAPS”, Cristina Donà. L’abbiamo acchiappata mentre percorreva l’A1 in direzione di Modena, dove avrebbe tenuto il concerto quella sera. Durante la telefonata, non abbiamo parlato solo di musica: già che c’era, Cristina ci ha aggiornato sulle condizioni del traffico autostradale di metà pomeriggio.
Grandissima!
… e se ancora non ne avete abbastanza:
Il live che Cristina Donà ha fatto nei nostri studi lo scorso settembre
Un video di “Mangiauomo” in una data di Bologna del dicembre 2007

Torna questa nostra rubrica che a dir la verità l’anno scorso avevamo un po’ lasciato in sospeso…
Oggi parliamo dei Women, strano quartetto canadese, che arriva da Calgary, città non sempre nota per la sua proposta musicale. Il loro disco di debutto su Flemish Eye e ora in uscita per la ben più nota Jagjaguwar ci ha completamente folgorato. Un s/t che lascia a bocca aperta per freschezza e capacità di frullare musiche che negli ultimi anni sono quasi diventate “convenzionali”. Provando a descrivere il suono ad amici abbiamo tirato in ballo This Heat meets Sebadoh meets Animal Collective. Non so quanto sia azzeccato, ma non importa, ci sono melodie di voce incredibili, quasi anni ’60 (The Zombies??), che sovrastano strutture punk-garage-noise sgangherate a tratti quasi matematiche. Sembrerebbe un controsenso ma a volte è così. Il disco è brevissimo, un fulmine, un nucleo di 5-6 “canzoni” ed una serie di brani strumentali che sono parte integrante del lavoro. L’album è stato registrato interamente da Chad VanGaalen, artista che piano piano lontano dai riflettori (nonostante la Sub Pop) si sta costruendo un suo percorso a base di ottimo cantautorato ed esperimenti lo-fi in studio.
Non c’entra quasi niente ma scrivendo dei Women ho subito pensato al percorso dei misconosciuti Welcome (una band da recuperare!). Ora però godiamoci questi due brani sperando di vederli presto in Italia. Buon ascolto.
…e se ancora non ne avete abbastanza:
- Il myspace della band
- I Women live su Youtube
- Altri mp3 sulla pagina di Jagjaguwar
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