Dopo l’anteprima dei mesi scorsi, inizia questo lunedì con il concerto (sold out) dei Wilco, l’edizione 2010 della rassegna Ferrara Sotto le Stelle. L’appuntamento estivo è ormai una certezza, per quanto riguarda l’offerta musicale (sempre di qualità, spesso con artisti che scelgono Piazza Castello o il Cortile Estense come unica data italiana) e per il pubblico, sempre caldo, numeroso e partecipe.
Abbiamo passato in rassegna i concerti di quest’anno con Roberto Roversi dell’ARCI di Ferrara, tra gli organizzatori del Festival. Quest’anno tra LCD Soundsystem, Pixies e Kings of Convenience, per non parlare di tutti gli altri ospiti, conviene davvero mettere le tende nella “città delle bici”!
Ok, lo ammetto: adoro i nerd, quei personaggi sfighini, con gli occhiali riparati con lo scotch, la penne nel taschino della camicia (rigorosamente a maniche corte e a quadri) e una sfrenata passione per la scienza e la tecnologia. Mi piacciono anche le loro passioni (monomaniacali ed enciclopediche) su serie televisive di fantascienza o sui fumetti supereoistici. Forse è anche a causa del fatto che per la beneamata Città del Capo – Radio Metropolitana concorro a condurre una trasmissione di scienza, ma una delle mie sit-com preferite di tutti i tempi è Big Bang Theory. Se non ne avete mai visto una puntata, non sapete cosa vuol dire ridere a crepapelle.
Ora, in musica i nerd, specialmente nella galassia più glamour dell’indie, non è che facciano proprio faville, ma in un caso come questo che vado ad esporvi, ci sono tutti i prodromi perché finalmente i nerd possano arrivare sui palcoscenici di Broadway. Perché, dopo Log, A RhythmMarc Gutman è tornato. E questa volta ha composto un musical! Calculus: The Musical! è in tour (non sto scherzando: guardate il loro sito e, tra parentesi, non perdetevi il video sulle frazioni). L’altra buona notizia è che il Nostro è al lavoro su una serie di album che coprano l’era pre-calculus (nella migliore delle tradizioni dei prequel!). Quindi, ecco a voi due estratti da C-Sections (Conic Sections): li ho scelti perché mi sembrano le canzoni meglio riuscite musicalmente (ma se volete davvero divertirvi sentite le cover che Gutman ha realizzato).
Amici, vi sembrerà incredibile, ma è venuto a trovarci Bob Corn! In effetti era qualche giorno che il caro Tizio non si faceva vedere nei nostri studi, ma venerdì 22 maggio si trovava in città per un concertino alla Libreria Trame, e quindi quale migliore occasione per passare dalla radio?
Con Bob Corn abbiamo parlato soprattutto dell’imminente edizione di Musica nelle Valli, che si tiene questo fine settimana, la creatura che il nostro uomo barbuto cura da anni, portando in territori ameni delle band favolose: guardate il programma e andate a San Martino!
Non solo chiacchiere, ma anche musica: questa volta Bob si è dedicato alle cover, risuonando un brano dei Moviestar Junkies e uno di Rella.
Le scorte di vodka lemon spariscono sempre più misteriosamente qui nello studio di Maps, cosa starà mai succedendo?
L’estate non è ancora arrivata, non siamo riusciti a vedere nemmeno la primavera, quindi non può essere l’arsura di queste giornate… però mi sembra di intravedere una pazza ubriacona nella sede di via Berretta Rossa… è proprio lei, è l’ospite di oggi: Amy Winehouse!
La giovane Amy aveva tutto: una famiglia che le voleva bene, una gran voce, delle influenze musicali ottime. Magari le mancava un po’ di prestanza fisica, ma a quella si può sempre rimediare al giorno d’oggi… l’unica cosa che non funzionava erano le cattive compagnie che la ragazza aveva deciso di frequentare.
Subito dopo l’album d’esordio Frank che risale al 2003, e dopo aver detto un secco no no no alla possibilità di entrare in riabilitazione per riprendersi dalle prime droghette, la nostra bella (?) è sprofondata in un baratro senza fine. Da allora nell’ordine sono arrivate: foto di lei ubriachissima (ma noi di Gods of Mainstream siamo abituati), performances agli Mtv Music Awards dove non riesce a stare in piedi perché strafatta, foto di lei che esce nuda da casa con sguardo allucinato, foto di lei che fuma sigarette, foto di lei che fuma il crack e ultimo, ma non per importanza, un enfisema polmonare che la costringe a ricoverarsi.
Mettici pure un intervento di chirurgia plastica al seno (con relative complicazioni) e un altro al naso e avrai il ritratto di Amy Winehouse nel 2010.
Il padre comunque insiste a dire che ci sarà un nuovo album a breve. Forse lo farà lui, sicuramente la figlia avrà ancora bisogno di un po’ di tempo per riprendersi, io non la vedo ancora in forma.
Go Amy!
PS – Le fotografie sono state censurate per proteggere i bambini che leggono questo blog.
Formati nel 1990, primo disco nel 1995 e un legame assoluto con la loro città d’origine, Livorno. Sono i Virginiana Miller, che alla fine di marzo hanno fatto uscire il loro ultimo disco, Il primo lunedì del mondo. Una canzone in inglese, messa come traccia d’apertura, la canzone che Paolo Virzì ha usato nel suo ultimo film La prima cosa bella e, in chiusura, una cover dei Rokes, anch’essa usata al cinema.
Di questo e altro abbiamo parlato con Simone Lenzi, in diretta telefonica da una Livorno soleggiata mentre Bologna era oppressa da un cielo cupo. Una chiacchierata lunga e divertente, che è cominciata esaminando il concetto di “band di culto”. Oltre all’intervista, beccatevi anche la quasi-title-track del disco.
Esce in questi giorni il nuovo disco di Tying Tiffany: presentato sabato scorso al Link, Peoples Temple è un lavoro diverso dai precedenti, con un deciso orientamento dark.
Abbiamo parlato con Tiffany la settimana scorsa, insieme alla cara stagista Eleonora: le due hanno subito messo in campo le comuni origini venete e da lì, però, sono arrivate a parlare di eremitaggi immaginari, set live, e di dischi dell’isola deserta.
Oltre all’intervista, la traccia di apertura del disco, “3 Circle”. Buon ascolto!
Lo so, lo so, vi avevo completamente illuso con la promessa di portarvi a Gods of Mainstream solamente pezzi grossi del pop con alle spalle anni e anni di gossip spicciolo, e invece chi c’è con noi questa settimana? Gwen Stefani.
B-A-N-A-N-A-S!
Siete un po’ delusi eh, posso immaginare… Ma dopo Britney Spears c’è solamente il vuoto cosmico, perciò Gwen mi sembrava un buon riempitivo: un bel donnino di (ben) 40 anni, sì, avete letto giusto: quaranta.
Li porta bene i suoi anni la nostra Gwen, una donna frizzante che già da subito si è data da fare nella music business, entrando a far parte del gruppo dei No Doubt già nel 1987 (capito, io avevo tre anni mentre lei cantava già in una band). Di loro ci resta un meraviglioso album: Tragic Kingdom, e una meravigliosa canzone: Don’t Speak che, come Torn della Imbruglia, fa parte della colonna sonora della mia adolescenza.
Dopo alcuni anni con i No Doubt, la nostra amica Gwen tenta la carriera solista con l’album Love Angel Music Baby, e le va bene! I suoi singoli sono stravenduti e lei scopre di poter essere anche sexy e piena di stile. Più invecchia più diventa figa, è incredibile amici!
Vi regalo quindi un video e il podcast, e vi prometto che la prossima settimana vi parlerò di una orribile pazza ubriacona, come vuole lo stile di Gods of Mainstream.
Teniamolo d’occhio, Vincenzo Fasano: per il momento c’è un ep (La sindrome di Stoccolma) che precede un album, in uscita alla fine dell’anno, ma a giugno il cantautore di stanza a Modena (però di “formazione” bolognese) sarà uno dei musicisti del Mi.Ami.
Qualche giorno fa è venuto da noi in studio per presentare le sue canzoni: una versione ovviamente più “nuda” di quello che sono gli edit di studio, studio nel quale insieme a lui e al produttore Max Stirner, si sono avvicendati anche Dino Fumaretto e Riccardo Sinigallia.
Tra il cantautorato classico e una visione più “urlata” della forma canzone, ecco a voi brani e intervista. Buon ascolto!
Dopo una serie di prove per il gruppo Canicola e alcune pubblicazioni per la rivista Black, è uscito da poco per Coconino/Fandangol’esordio “lungo” di Alessandro Tota.
Il volume si intitola Yeti e narra di una strana creatura rosa, una specie di Barbapapà, che si trasferisce dal suo villaggio alla metropoli (Parigi). Lì incontra una serie di personaggi, per lo più “immigrati di lusso”, che sono andati via dai Paesi di nascita, per tentare la fortuna nella capitale francese.
La Francia è presente in molti sensi, nel romanzo a fumetti dell’autore pugliese, di stanza a Parigi da anni: dalla scelta del tratto al modo di narrare, molto si rifà alla tradizione francofona delle nuvole parlanti, come lo stesso Tota ci ha raccontato al telefono.
A un certo punto, poco più di un mese fa, su officialrefused.com comparve una splash page con scritto REFUSED a caratteri cubitali e la scritta Coming Soon appena sotto. Le cose vanno come devono: qualcuno inizia a parlarne e nel giro di mezza giornata senti già la gente che parla di fare una trasferta ad Umea per farsi la data della reunion in casa, ammesso e non concesso che Umea esista davvero. Qualcuno si stanca di fare supposizioni e pippe mentali e decide di andarlo a chiedere a Dennis Lyxzen. “Insomma i Refused stanno per riformarsi?” “Non credo”, risponde lui. Tutto rientra nei canoni di una delicata e civile convivenza con il sistema che Dennis e soci stanno combattendo da una vita; nel giro di pochissimo la reunion dei Refused viene etichettata come una burla e surclassata dall’immancabile messe di ritorni pre-estivi (quest’anno tocca ad Atari Teenage Riot, Ratt, Pavement, Godspeed You! Black Depresso e altri duecento di cui al momento non ho memoria) che andranno a riempire i festivaloni di cui a gennaio avete comprato il biglietto.
La notizia riportata dal sito, in ogni caso, si riferiva a quello che i meno educati di noialtri potrebbero definire UNA SBORRATA COLOSSALE, con il caps lock pigiato ad arte ed un sacco di bava sulla tastiera del computer. Il giorno 28 giugno, stando al sito di Epitaph, verrà immessa sul mercato una (ehm) sospirata versione deluxe di The Shape of Punk to Come, il disco più famoso della band e/o quello che – anche se al momento dell’uscita non fece poi tutto ‘sto chiasso – è passato alla storia come una delle opere chiave dell’accacì di ogni tempo.
Last.fm
Facebook
Flickr