E’ accaduto una settimana fa al Locomotiv Club: una superband, formata da Andrea Franchi (Proiettili Buoni e Paolo Benvegnù) alla batteria, Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi) alle chitarre, Enrico Gabrielli (Calibro35 e Mariposa) alle tastiere e fiati e Tommaso Tam al basso e voce, ha rifatto dal vivo tutto lo storico album del 1966 dei Beatles, dalla prima all’ultima traccia.
Revolver è un disco meraviglioso, lo sappiamo tutti, ma è uscito qualche giorno dopo l’ultimo concerto dei Beatles (tralasciando quello sul tetto di Savile Row, ovviamente), e i suoi brani erano destinati all’ascolto su disco, più che dal vivo. Quindi è una sfida ancora più grande quella che hanno colto i musicisti coinvolti in questo progetto, come ci ha spiegato Andrea Franchi al telefono qualche giorno fa. Qua sotto intervista e il brano che Andrea ha amato rifare, una delle prime canzoni sull’esperienza lisergica, la meravigliosa “She Said, She Said”.
Con una settimana di ritardo regalo a tutti voi spettatori di Maps, il podcast di Gods of Mainstream relativo a Natalie Imbruglia, ragazza dotata di immensa grazia ma veramente un po’ una poraccia nel canto.
E va bene, forse la voce non è la sua migliore qualità ma indubbiamente è una gran bel pezzo di donna, e dopo essersi cimentata in vari spot pubblicitari e serie tv, l’amore per la musica ha trionfato ed è nata Torn, la canzone che tutti gli adolescenti cresciuti negli anni Novanta si ricorderanno.
Quante storie d’amore sono nate grazie a questo pezzo? Quanti caschetti alla Natalie Imbruglia avranno fatto i parrucchieri nel 1997? Quante plastiche al viso si sarà fatta la cantante dopo quell’anno?
In ogni caso con lei possiamo tranquillamente dichiarare chiuso il periodo delle cantanti pop inutili a Gods of Mainstream. Prossimamente infatti sarà con noi the legendary Britney Spears!
Ma prima scoprite tutto ma proprio tutto su Natalie, dai fate un ultimo sforzo!
In occasione del loro concerto al Locomotiv Club abbiamo ospitato in studio due dei quattro membri dei 65DaysofStatic. La band di Sheffield vede uscire in questi giorni il quarto album in studio, We Were Exploding Anyway.
Con Giovanni Gandolfi abbiamo parlato dell’ultimo disco, della continua ricerca del nuovo che la band adotta come metodo di lavoro e del coraggio che ci vuole per buttare via 30 canzoni e ripartire da zero. E abbiamo anche citato Kurt Vonnegut! Quanta cultura a Maps… Qui sotto, come al solito, intervista e mp3 da scaricare!
E’ sempre un piacere quando si riesce a combinare il disco della settimana con l’esibizione dell’artista vincitore dell’ambitissimo premio. Così è successo con Elia Billoni e con le canzoni di Dino Fumaretto.
Una mezz’ora per scoprire tutto e di più sull’album La vita è breve e spesso rimane sotto, segreti, incertezze, strani racconti, depressioni e amori.
Per l’occasione abbiamo ovviamente contattato il nostro videomaker superstar, Pietro Borzì. Ecco il risultato!
Ieri si è celebrato il 60° anniversario della Liberazione dai nazifascisti. Come già era accaduto con la raccolta Materiale resistente, nel 1995, anche quest’anno diversi musicisti si sono messi insieme e hanno dato vita ad una nuova compliation, Materiali Resistenti, che potete ascoltare integralmente sul sito di RockIt.
Nel giorno della liberazione di Bologna, il 21 aprile, abbiamo parlato a Maps della raccolta, ma anche della meravigliosa giornata che è stata la scorsa domenica a Carpi, dove il tutto è stato spostato causa maltempo (fischia il vento!). Musica, letture, spettacoli, per non dimenticare.
Ascoltate l’intervista fatta a Fabrizio Tavernelli, che era anche nella raccolta del 1995 con la sua band A.F.A., e a Enrico Molteni dei Tre Allegri Ragazzi Morti, di cui vi diamo anche il brano da scaricare.
In occasione di una data del suo ultimo progetto Bloody Claws, presso lo SpazioSì di Bologna, abbiamo avuto modo di fare una lunga e interessante chiacchierata con Carla Bozulich. L’artista americana, che ha collaborato con decine e decine di musicisti (andate a dare un’occhiata alla sua pagina su Wikipedia!), si è confessata in una bella intervista telefonica.
Abbiamo parlato con Carla dei suoi progetti, della serata bolognese, del modo che ha di affrontare la composizione e… di come si sente un’artista quando scarica illegalmente il suo proprio disco dalla rete!
Il suo nome vero è Fabio Cussigh, e probabilmente lo conoscete come fotografo. Ma Fabio ha da sempre la passione per la musica, e alcune sue canzoni hanno attratto l’attenzione di Ru Catania degli Africa Unite, che decide di mettersi al servizio di Fabio per produrre i brani.
Nasce quindi nel 2006, mentre il nostro è a Brooklyn, il progetto Betzy, che ha sfornato il suo primo disco, Romancing the Bone, nello scorso gennaio, grazie alla Lady Lovely. Canzoni dolci e sghembe, che conoscono sia l’ingenuità pura di Jack Johnson che la furbaggine di Beck. Qui sotto intervista e mp3. Buon ascolto!
Dakota Days è il nome che hanno dato Al Fabris e Ronald Lippok alla band che hanno formato, quasi per caso, e il cui disco di debutto è uscito alla fine dello scorso mese.
Fabris, attivo da anni nel mondo della musica, e Lippok, già nei To Rococo Rot, Tarwater e collaboratore di Ludovico Einaudi, hanno unito le loro sensibilità, rinchiudendosi per tre periodo di sette giorni nella casa/studio di Al, e creando un disco interessante e particolare, come potete ascoltare dalla traccia che vi regaliamo insieme all’intervista che abbiamo fatto ad Alberto qualche giorno fa.
Benché non sia esattamente my cup of tea, l’elettronica nelle sue varie sfumature occupa sicuramente un bella fetta della musica pubblicata dalla galassia di netlabel che popolano il web. In tale galassia bisogna sicuramente inserire anche Bologna, dove ha sede una realtà assolutamente interessante, la Homework Records. Si tratta di un’etichetta nata, come raccontano loro stessi sul sito, dall’omonimo collettivo di musicisti elettronici con il preciso intento di creare una rete aperta di continuo scambio di idee musicali e non. E se questo non è un modo di essere MPFree, che cosa lo è?
Visto che tra pochi giorni si svolge l’Homework Festival, l’evento che il collettivo organizza sotto le due torri, mi sembra il minimo farvi ascoltare qualcosa dal loro catalogo. Tra le ultime release, merita sicuramente una sottolineatura Fireworks di Grillo. Ma invece di accomodarvi tra le tracce dell’album (di cui si parla bene già da tempo e un po’ ovunque, in rete e su carta) ho scelto un brano dalla raccolta di remixes che i beat di Grillo hanno subìto. Si tratta di Brown Box trattata dal francese Fulgeance, un vero fuoriclasse, che con il suo carico di funk la manda definitivamente in orbita (sempre per rimanere in tema di galassie e affini).
Chiudiamo la nostra rassegna (quasi completa) dell’edizione 2010 dell’Express Festival parlando della giornata di domenica 11. Sul palco del Locomotiv Club, dopo un set di Stefano Pilia, è stata la volta dei Massimo Volume.
La band, però, non ha fatto un concerto normale, bensì ha sonorizzato dal vivo il meraviglioso film del 1928 di Jean Epstein La caduta di casa Usher, uno dei capolavori del muto. Un film che non ha solo importanza enorme nella storia del cinema, ma anche nella storia dei Massimo Volume, come ci ha raccontato al telefono Mimì Clementi,che abbiamo sentito al telefono domenica stessa durante Pigiama Party.
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