Dopo tanto tempo dall’ultima volta, Maps vi regala un po’ di canzoncine nuove, che anticipano dischi in uscita o quasi.
Iniziamo con un ritorno delle vecchie glorie Cypress Hill: il nuovo disco, Rise Up, esce il 20 di questo mese e vede diverse ospitate, come, nel brano che vi diamo da scaricare sotto, il caro (vecchio?) Tom Morello. E si sente.
Torna anche Blank Dogs: l’omino che non dimentica il primo post punk ha fatto uscire da poco un ep, Phrases, che ci fa ben sperare per il nuovo disco.
Il nuovo disco dei Band of Horses, Infinite Arms, esce a metà maggio. Il primo singolo, “Compliments”, ci ha lasciato un po’ perplessi. Proviamo con la b-side, “Factory”.
E ancora: amici tra poco esce High Violet dei The National, qua siamo in fibrillazione, per tenerci buoni ecco una seconda anticipazione del disco, Afraid of Everyone.
Non potevamo non mettere anche un brano di Dum Dum GirlsBaby Don’t Go.
Per concludere, anche se l’avete già ascoltato tutti, il singolo che anticipa il nuovo (e ultimo?) disco di LCD Soundsystem: “Drunk Girls”.
E’ stato proprio così, i due Mojomatics sono arrivati nei nostri studi in occasione del loro concerto al Covo Club. I ragazzi li avevamo già sentiti e si confermano uomini di poche parole: ma le parole non servono, perché con un rullante appoggiato sulle gambe, la chitarrona acustica e la voce hanno incendiato gli studi di Maps.
Tre brani per ricordare l’uscita della loro compilation di singoli. Hanno addirittura suonato un pezzo tratto dal singolo per la ottima label Hell Yes! e un pezzo completamente inedito senza titolo.
Veramente una bomba e per l’occasione abbiamo spolverato le telecamere dello stagista Pietro Borzì che ha filmato ed editato i video con una grafica tutta nuova. Li trovate su nostro canale Vimeo oppure anche sul caro e vecchio You Tube. Voilà.
Ancora Express Festival: continuiamo a parlare dell’edizione 2010 appena conclusa, con i These New Puritans. Venerdì scorso sono stati, insieme a Wild Beasts, sul palco del Locomotiv Club, per un doppio set eccezionale.
Avevamo già intervistato la band inglese due anni fa, in occasione dell’uscita del loro primo disco, quel Beat Pyramid che ci aveva storditi a colpi di chitarra. Immaginatevi la sorpresa nel sentire, a gennaio scorso, Hidden, nuovo lavoro dei These New Puritans, sempre su Domino Records.
Con Jack Barnett abbiamo parlato del passaggio da un disco all’altro, della composizione dei nuovi brani, e di come la band fa a portare dal vivo due dischi così diversi. E oltre all’intervista, un “compendio” del disco, come ci ha detto Jack.
Two Dancers, il secondo disco dei britannici Wild Beasts è stato osannato davvero da tutti, l’anno scorso, finendo regolarmente nelle classifiche degli album migliori dell’anno di tutti, fanzine, blog e stampa.
In occasione del loro arrivo a Bologna, per la giornata di venerdì dell’Express Festival, abbiamo colto al volo l’occasione di fare due chiacchiere con Tom Fleming, bassista e voce (una delle due) della band. E’ stato proprio lui a rivelarci che il successo dell’ultimo disco è stato davvero inaspettato, un po’ perché più cupo dell’esordio (Limbo, Panto, del 2008) e poi perché davvero fatto con pochi soldi.
L’intervista, che si chiude con una domanda “alla Mojo“, è qua sotto, insieme al singolo “Hooting and Howling”.
Quando Maps incontra la monnezza nasce Gods of Mainstream, l’allegra rubrica che vi racconta tutto ma proprio tutto sui protagonisti del magico mondo del pop, anche quello di cui non ve ne potrebbe fregar di meno.
A questo proposito, la scorsa settimana abbiamo parlato con Francesco di Alecia Beth Moore, e chi è, direte voi. Ebbene si tratta di Pink, o come preferisco scrivere io P!nK in versione ggiovane, perchè noi lo siamo! Ella è l’interprete di grandi successi come Stupid Girl e So What e, come molte altre cantanti del rock, ha avuto un’infanzia ribelle. Pensate che il suo nickname deriva da una delle mille tinture di capelli che sfoggiava nell’adolescenza! Che pazza!
La ragazza non ci sta ad essere etichettata come l’ennesima stella del pop e così si fa scrivere un album da Tim Armstrong dei Rancid e nei suoi testi parla di droga, vita spericolata e prende in giro le varie Britney Spears e affini nei suoi videoclip. Tuttavia esaminando attentamente la sua vita privata come ho fatto io prima di portarvela a Gods of Mainstream, si scopre che in realtà Pink è una donna monogama e monotona.
Ha incontrato e sposato Carey Hart (che è comunque un bizzarro motociclista, è vero) nel 2006 con una cerimonia sulla spiaggia (magari a piedi nudi, che pazza!), ha divorziato da lui nel 2008 e poi che ha fatto? Si è rimessa con lui l’anno dopo, portandolo su e giù per il globo durante i tour e inserendolo in qualsiasi suo videoclip.
Sempre per l’edizione 2010 dell’Express Festival, giovedì scorso è stata la volta dei Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra: questo è l’ultimo nome con il quale il collettivo di musicisti canadesi, di casa presso la Constellation e capitanati, in qualche modo, da Efrim Menuck, ha firmato il disco uscito qualche mese fa, il bellissimo Kollaps Tradixionales.
Ogni disco dei Mt. Zion è una sorpresa, e in questo caso noi di Maps ci siamo stupiti della diversità dell’album rispetto, ad esempio, all’uscita del 2008. Partendo da questa caratteristica, abbiamo fatto una lunga chiaccherata con Efrim, facendoci raccontare i modi che lui e i suoi compari hanno di affrontare composizione, registrazione e concerti.
Noi, un po’ sciovinisticamente, pensavamo che i britannici Cesarians avessero preso il nome dal nostro passato… E invece no. Non vi sveliamo la sorpresa, ma possiamo dirvi che l’arcano è stato svelato dal cantante della band, Charlie Finke, in tour in Italia con gli altri cinque musicisti la scorsa settimana.
Il primo disco del gruppo, un self titled, è ricco di suggestioni e ha fatto pensare a più di qualcuno a sonorità alla Bad Seeds. Noi siamo stati molto curiosi della registrazione dell’album, effettuata nel mitico studio 2 di Abbey Road. Tutto questo e molto di più nell’intervista (e il brano è là per voi).
Mercoledì scorso è iniziata l’edizione 2010 dell’Express Festival, con un appuntamento speciale: una data “teatrale” (al Duse di Bologna) di Le luci della centrale elettrica.
Vasco Brondi ci ha raccontato in diretta telefonica tutti i retroscena di questa operazione, che vede coinvolti, insieme a lui, diversi musicisti noti a noi e a voi pubblico di Maps. E siamo riusciti a strappargli anche due parole sull’attesissimo seguito di Canzoni da spiaggia deturpata. Buon ascolto!
Ci ha mandato un disco, l’abbiamo ascoltato e dopo un po’ di tempo eccolo arrivare nei nostri studi: si tratta di Verner, cantautore casertano di stanza a Bologna.
Il primo disco di Gianandrea Esposito (questo il vero nome) si chiama Il mio vestito ed è stato registrato da Giacomo Fiorenza agli Alpha Dept. Studios.
Noi ci siamo fatti raccontare tutta la gestazione di questo debutto ma soprattutto abbiam fatto suonare mister Verner: tre pezzi, chitarra e voce.
Martedì pomeriggio gli studi di Maps sono stati invasi da luce, ottimismo e positività: no, non ci siamo drogati, abbiamo solo sentito al telefono Kris Reichart, che, insieme a Anna Di Pierno, forma The Jains.
La band è giunta al terzo disco, intitolato Holy Changing Spirit!, ed è proprio di questo spirito di cambiamento che abbiamo parlato con Kris. Ma la collega radiofonica ci ha anche raccontato di come hanno conosciuto il produttore del disco, Amaury Cambuzat degli Ulan Bator e della nuova piega che ha preso la musica delle Jains. Buon ascolto!
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