E’ uscito il nuovo disco dei triestini Trabant: impreziosito da un artwork davvero raffinato, il “self titled” contiene 13 tracce, molto colorate e diverse tra loro.
Per saperne di più della band, della sua storia e dell’ultima uscita, abbiamo sentito al telefono Michele, bassista della band. E, oltre all’intervista, un pezzo del disco da scaricare. E daje!
Un paio di settimane fa sono venuti a trovarci i Schonwald, il duo de Ravenne en Italie composto da Alessandra Gismondi e Luca Bandini. Alessandra tra l’altro era già stata nei nostri studi come co-conduttrice ed è una delle menti dietro al progetto Vessel.
Insieme ai ragazzi abbiamo parlato del nuovo lavoro, uno split 7″ con i The Perris abbinato alla rivista Youthless Fanzine… e visto che non ci facciamo mancare niente abbiamo sentito al telefono Enrico, uno dei curatori dell’iniziativa, per farci raccontare tutto ma proprio tutto!
Poi è arrivato il live, e che live, tre pezzi suonati dagli Schonwald nei nostri studi che ci hanno subito trasportato in un locale fumoso e scuro di Berlino!
Quando si dice “due piccioni con una fava”: venerdì abbiamo chiamato al telefono Corrado Nuccini, e con un’intervista sola abbiamo “coperto” due cose.
La prima è successa venerdì stesso: a Carpi si è svolto un tributo a Transformer, secondo meraviglioso album di Lou Reed. Numerose persone sono state chiamate per rifare il disco dal vivo, con i Julie’s Haircut a fare da “resident band”. Insieme a loro Angela Baraldi, Violante Placido, Alessandra Gismondi e tanti altri.
Sabato, il giorno dopo, la band nella quale milita Corrado, i Giardini di Mirò, è stata protagonista insieme ai Massimo Volume di una delle serate per i festeggiamenti del trentennale del Covo. Le due band hanno suonato i loro album d’esordio: Rise and Fall of Academic Drifting, e Stanze. Abbiamo chiesto a Corrado cosa provasse nell’affrontare quel lavoro del 2001 dal vivo. Buon ascolto!
Non avrei mai voluto giuro sottoporre voi, pubblico intelligente e sofisticato di Maps, all’ascolto di un podcast riguardante Avril Lavigne:questo indicibile strazio, questa lagna proveniente dal Canada. Soprattutto dopo avervi abituato a donnoni del calibro di Jennifer Lopez o Christaccia Aguilera.
Con all’attivo tre album (e che bello sarebbe stato se non ne avesse fatto neanche uno) e testi impegnati come Girlfriend e Sk8er Boi (scritto davvero così), un paio di anni fa ha stravolto la sua immagine da ragazza ribelle che odia il mondo, presentandosi con delle disgustose mèches rosa su capello biondo stile bambolina punk un po’ isterica ma ammiccante: pero’ con tutta la buona volontà, Avril, con quel naso chi vuoi conquistare?
Non sei nemmeno riuscita a tenerti un marito, che tra l’altro cantava nei Sum 41, forse il peggior gruppo degli ultimi anni dopo i Good Charlotte, e oggi che sei una donna ormai cresciutella vai ancora in giro per locali ad ubriacarti come la peggior Paris Hilton, progettando un nuovo album per il 2010. A Gods of Mainstream ci siamo chiesti tante volte quali fossero i problemi all’interno del tuo matrimonio e siamo giunti alla conclusione che: o per te le dimensioni contano parecchio e lui ne era purtroppo sprovvisto, oppure il ragazzo dopo cinque anni ha finalmente cambiato lenti a contatto e quando si è accorto di avere un toporagno al suo fianco sul talamo nuziale ha preferito lasciar perdere.
Per fortuna la nostra poetessa del punk si è subito ripresa regalandoci la canzone che ha fatto da colonna sonora a quella monnezza dell’ Alice in Wonderland di Tim Burton.
Tanti complimenti Avril!
A voi lo sfavillante podcast! Ma prima il video, che mette in risalto le incredibili doti canore della Lavigne.
Da qualche giorno ho fatto il grande passo: il cambio di stagione nel mio armadio. In città l’aria è frizzante e la sera si vede tanta gente che se ne sta all’aperto. Sembra proprio che la primavera sia arrivata. Quello di cui c’è bisogno è una bella musica libera da utilizzare come colonna sonora. Ci vuole qualcosa di solare, melodico e sognante come i Magic Man.
Il duo di Boston ha composto i dieci brani del loro debutto su Arcade Sound Ltd in un’estate francese, durante la quale i due “facevano i volontari in alcune fattorie biologiche. Canzoni scritte nella terra del formaggio e del vino”! Una volta tornati dall’altra parte dell’Atlantico si sono dedicati a lavorare sulle canzoni, aggiungendo l’elettronica e tutto l’apparato di effetti che rende zuccheroso questo “pop francese”.
Il disco si trova in download gratuito sul sito dell’etichetta e su Bandcamp, una sito del quale bisogna che prima o poi scriviamo qualcosa, perché comincia a essere un punto di riferimento importante in questo mondo virtuale. Intanto godetevi questi suoni sprindie.
Per il festival che celebra i 30 anni del Covo, giovedì scorso sono venuti a Bologna i Rain Machine. La band è il progetto di Kyp Malone dei TV on the Radio. Il disco omonimo, uscito per la anti lo scorso anno, è allo stesso tempo assimilabile e distante dai temi e dalle atmosfere della band di Brooklyn.
Al telefono con noi di Maps, Kyp Malone ci ha raccontato della nascita dei Rain Machine, del rapporto che il suo progetto ha con i TVOTR e ha anche scelto una canzone (che vi diamo da scaricare) che ama particolarmente suonare dal vivo.
Mercoledì scorso Dente è di nuovo passato da Bologna: il Teatro Perla ha infatti ospitato la tappa cittadina del suo tour teatrale.
Cosa offre il musicista in questa parte del tour infinito che lo vede in giro per l’Italia da più di tre anni? Era questo che volevamo sapere, ma la stanchezza del conduttore e la naturale follia dell’intervistato hanno prodotto un’intervista bizzarra in cui ha fatto capolino anche la DeLorean di Ritorno al futuro. Per sapere com’è accaduto, cliccate play!
Una vera super regina ci aspettava negli studi di Città del Capo: seduta sulla sedia tra me e Francesco c’era Christina Aguilera, oserei dire il Roberto Saviano del panorama pop contemporaneo.
Vedete, io mi sento sempre un po’ in soggezione quando devo parlare di cotante celebrità, quindi alla fine la verità è che scado sempre nel gossip più spicciolo, sugli scandali osé e puo’ capitare che durante la puntata mi scappi qualche parola, ma the show must go on: oggi anche la Aguilera, come me, si è impegnata a diventare una donna seria (nonostante il travestimento da Marilyn Monroe) e non è più la ragazzina che con sguardo ammiccante ci consigliava di strofinarla nel modo giusto.
Oggi nel 2010, la Agui non ne può più di essere considerata una ragazza di facili costumi, ha detto basta ai video vestita di mutande di pelle e basta alla lotta nel fango: si è sposata e ha sfornato un bambino.
Auguriamo tanta fortuna a X-Tina e guardiamo con speranza alla sua vita da adulta, anche se Francesco la preferiva indubbiamente nei panni del genio della lampada.
Attenzione: per l’ascolto di questo podcast da parte dei bambini, è consigliata la presenza dei genitori.
Gli Spy Island sono un collettivo di musicisti dell’area di Portland, Oregon e meriterebbero di essere citati anche solo per le parole che aprono il loro ultimo lavoro:
some of us try, and some of us fail. some of us live to work retail. layers and layers of credit card payers, mark up your face and pass me the makers.
Così recita il testo della prima traccia del loro At The Vegan Witch Trials, intitolata giustamente Vegan Witch Food Cart. Non è sempre così frizzante la loro musica, che a parte qualche bel contrasto melodico tra le due voci (una maschile e una femminile), aggiunge poco al classico indie americano, tra una citazione dei Yeah Yeah Yeahs e una dei Velvet Underground meno oscuri. Non manca anche qualche riferimento al surf della West Coast, ma a un certo punto scovare la citazione potrebbe essere un nuovo gioco di società da fare con gli amici la domenica pomeriggio. La formazione aperta offre sicuramente una certa varietà e di sicuro val la pena dare un’occhiata al loro sito per vedere un po’ più da vicino anche la bella accoglienza che la stampa ha riservato alle loro prove musicali. Il consiglio è di cominciare a fa girare questa Vegan Witch Food Cart nelle vostre playlist e lentamente guarderete in modo diverso il vostro bancomat, specialemente quando lo adoperate per comperare del buon prosciutto crudo!
Tornano i Lana: il loro terzo album si intitola Good Morning, Apnea ed esce per la Riff Records. Otto tracce cantate in inglese e italiano che si richiamano, generalmente, al rock, declinato in tanti modi diversi, dal nu metal alla new-wave, dal grunge alla psichedelia.
Noi abbiamo fatto due chiacchiere con Matteo, voce e chitarra della band. Oltre all’intervista, anche un brano da scaricare!
Last.fm
Facebook
Flickr