Ah, cari amici di Maps, sono finiti i tempi in cui ci dedicavamo a dive del pop morigerate, mai eccessive e mai sguaiate come la nostra Beyoncé o Santa Germanotta. Non esistono più donne così, ora stiamo cavalcando il filone delle cantanti giovani e pazze. La scorsa settimana vi abbiamo parlato quindi di Katy Perry (la ragazza che si veste con le angurie) e questa settimana diamo il nostro benvenuto all’alter-ego inglese della Perry: Lily Allen.
Lily è una dolce e un po’ pingue ragazzina londinese cresciuta tra amanti dell’arte in tutte le sue forme (il padre attore e musicista, il padrino nientepopodimeno che Joe Strummer) e ben presto sente la vocazione alla musica e decide di mettere alcune sue canzoni sullo spazio gratuito di MySpace. Il resto è storia musicale (…).
Quello che colpisce della giovane Allen (che è anche più gggiovane della sottoscritta) è la sua terribile e incontenibile attrazione verso la bottiglia e molti altri vizi ed eccessi. Non si contano ormai le volte in cui i paparazzi l’hanno beccata ubriaca e barcollante a qualche festa, oppure a seno nudo perchè nella foga del party si era dimenticata di avere addosso un vestito,o mentre con convinzione faceva dichiarazioni tipo “sniffare cocaina non è nocivo, non capisco perchè nessuno parla degli aspetti positivi di questa droga“.
Beh Lily, noi di Maps siamo con te nella lotta, forse grazie ai mesi di pausa che ti prenderai da marzo, potrai dedicarti ad una carriera politica nella quale potrai sostenere con forza le tue idee, dopotutto ci è riuscita anche Cicciolina.
Nel video che vi proponiamo Lily esegue una cover della canzone Womanizer di Britney Spears…ma è inutile, nonostante tutti gli sforzi, non diventerà mai un esempio di moderazione e sobrietà come lo è miss Baby One More Time.
Ci piacciono moltissimo gli appuntamenti della serie “Murato”, perché il patron dei concerti, Giovanni Gandolfi, può dire muuuuraaaaatoooo in onda, dal vivo.
Ci piacciono ancora di più quando ci portano in città leggende viventi come Tim Holland, meglio conosciuto come Sole.
Uno dei fondatori della leggendaria etichetta post/avant/nu/hip-hop anticon ha pubblicato da poco Plastique, un disco suonato con la Skyrider Band. Ecco l’intervista e il brano che chiude il disco. Yo.
E’ tornata a trovarci Nancy Elizabeth per l’ennesima volta, dopo un colloquio telefonico, un live set dove accompagnava Adem, eccola finalmente nei nostri studi per presentare con un ottimo live il suo ultimo disco Wrought Iron.
Il trio tutto al femminile è riuscito a ricreare perfettamente nei nostri studi con l’uso delle voci e poco altro il mondo minimale dell’artista inglese, melodie dolci e sognanti.
La signorina Elseè uno dei romanzi più importanti dell’autore di Doppio sogno, Arthur Schnitlzer. Un romanzo che anticipa la narrazione interiore che poi verrà presa come cifra stilistica da grandi scrittori come la Woolf o Joyce. Insomma, un testo difficile e affascinante.
Manuele Fior, pluripremiato fumettista italiano, ha deciso di tradurre questo lavoro in fumetti. Con splendide tavole ispirate alla pittura secessionista viennese, ma non solo, ha dato vita a un libro che si colloca tra le uscite più belle dello scorso anno. Potevamo non acchiapparlo al telefono dalla sua magione parigina?
In occasione del concerto che la band francese ha tenuto all’Estragon di Bologna, abbiamo sentito Nicolas Godin, metà degli Air . Comodamente sistemato in un grande hotel della città, qualche ora prima dello show, ha risposto a tutte le nostre domande su Love 2, ma anche sui lavori precedenti, sulla storia più che decennale della sua band.
E ci ha anche rivelato che esiste un modo unico per essere sempre ispirati per ogni disco: ascoltate l’intervista per saperne di più!
Tranquilli: il nostro Sergio Rotino, spesso collaboratore di Humus , la trasmissione che ci segue su RCDC, non ha una soluzione per la crisi economica, spirituale, politica che ci accomagna da un bel po’. Un modo per uscirne è il titolo del suo primo romanzo, edito da una piccola casa calabrese, la Abramoamo edizioni.
La storia che racconta Rotino è ambientata nella nostra città negli anni ’90, e ha a che fare con la musica: il protagonista è infatti il cantante e chitarrista dei Builders, una band che tenta di farsi strada come può tra scazzi vari e improbabili contest tra band emergenti. Con Sergio abbiamo parlato quindi di musica e libri: e che volete di più?
Ok, ok, qualcuno potrebbe dire che abbiamo barato, leggendo il titolo del post: non abbiamo avuto la band newyorkese in studio, magari! Però siamo stati orgogliosi (e emozionati) di avere al telefono, in rappresentanza degli Yeasayer, Anand Wilder.
L’occasione è l’imminente uscita del nuovo lavoro Odd Blood, che segue quella meraviglia di disco che era All Hour Cymbals: il cambio di rotta è evidente, ma forse non è così radicale come potrebbe sembrare. Per avere un assaggio di tutto questo, ascoltate l’intervista e scaricate “Ambling Alp”, al secondo posto della tracklist del nuovo disco.
Vengono da Agatha, Dummo, Fine Before You Came e Hot Gossip: un giorno di dicembre decidono di mettersi insieme e di formare una band e, già che ci sono, scrivono e registrano un disco, Un verme resta un verme.
Ecco, in poche righe la storia dei Verme, band di Milano, che canta in italiano. Il resto ce l’ha detto al telefono uno dei membri del gruppo, Tommaso.
Quando si parla dei Charlatans , tutti (o quasi) di solito pensano immediatamente e soltanto al gruppo inglese, e spesso la canzone che viene in mente è questa:
Un brano senz’altro influenzato dagli anni ’60, periodo che Tim Burgess e compagni conoscevano bene. Evidentemente non abbastanza, però, da sapere che esisteva già un gruppo di nome Charlatans, americano attivo proprio in quel decennio. Riassumerne qui le vicende sarebbe invero abbastanza lungo, e chi volesse approfondirle può farlo qui. Basterà comunque dire che, se da un lato si tratta di una band fondamentale a livello storico per lo sviluppo della scena psichedelica di San Francisco (tanto per capirci: quella di Quicksilver Messenger Service, Grateful Dead, Jefferson Airplane), dall’altro il suo nome ha iniziato a circolare al di fuori della cerchia degli adepti dell’acid rock solamente dopo l’uscita di questa antologia, nel 1996. Quindi si può dire che la band britannica fosse ampiamente giustificata… Anche se, negli Stati Uniti, a oggi deve continuare a presentarsi come The Charlatans UK.
… eh già: perché la cantante statunitense doveva venire da noi a suonare, in occasione della sua data al Covo, ma ha dato forfait all’ultimo minuto, accidenti!
Abbiamo comunque sentito Sara Lov al telefono: ci ha raccontato del come e perché ha iniziato la sua carriera solista, dei temi dell’ep e del disco usciti a suo nome e, ovviamente, abbiamo anche toccato l’argomento Devics. Buon ascolto!
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