In occasione della data al Covo siamo riusciti ad invitare in studio per una bella session i Noah and the Whale. La band di Twickenham-Londra ha avuto un bel successo nel corso del 2008 grazie a Peaceful, The World Lays Me Down ma soprattutto con il singolone 5 Years Time che ha fatto la fortuna di un paio di pubblicitari in Inghilterra.
Il quartetto molto simpatico e completamente a suo agio nei nostri studi ci ha aiutato a capire meglio la complicata tabella di marcia delle proprie uscite discografiche…e poi con un nome così i ragazzi non potevano non parlare di cinema e della loro passione per i video. Tra l’altro pare che il prossimo album, in lavorazione al momento, sarà accompagnato da un film girato proprio dal cantante Charlie Fink.
Ascoltate l’intervista per sentire quali sono i dischi da isola deserta per il combo indie-folk e poi passate subito a scaricare i due brani che ci hanno regalato live!
Video lo-fi dal Sxsw ad Austin. Oggi tocca ai Women , già disco del 2008 per metà della redazione di Maps. Qua li troviamo dal vivo in uno degli showcase più caldi di tutto il festival ovvero il party di Jagjaguwar. La band ha letteralmente spezzato i presenti, suonando anche un paio di canzoni nuove che avevano un non so che di Zombies (?). Ecco lo strumentale tratto dal disco omonimo di debutto.
Ecco un paio di video molto lo-fi raccolti al SXSW ad Austin: in questa occasione davanti avevamo i Grizzly Bear al Cedar Street Courtyard. Durante il loro incredibile set hanno chiamato sul palco la splendida voce di Victoria Legrand dei Beach House per eseguire Two Weeks, un grande momento di cui si sta parlandoonline da qualche giorno. Veckatimest ti prego arriva presto!
Eh sì, era da un po’ che volevamo sentire questi giovani ragazzi torinesi di cui si sta parlando molto bene. Ce l’abbiamo fatta finalmente dopo che la Circolo Forestieri ci ha passato l’ultimo ep, il secondo della carriera deiDid.
Al telefono Giancarlo, bassista della band, ci ha svelato qualche anteprima del nuovo album al momento in lavorazione tra Torino, Bologna e Londra.
E’ stata anche una bella occasione per capire cosa bolle in pentola a Torino e per parlare dell’ottimo lavoro che fanno alcuni membri dei Did sul territorio con le loro serate dj.
Grazie alla intervista su polaroidblog abbiamo anche approfondito il discorso sui remix intrapreso con i Crimea X.
Speriamo di sentire un album presto… Come dice Giancarlo alla Delta 5 che suonano i pezzi dei Rapture!
Hi Banjo are you there? Ready for the interview. Si si ci sono…a rispondere è Alessio Natalizia aka Banjo Or Freakout, ormai trapiantato a Londra.
Il ragazzo si sta facendo conoscere ingiro un bel po’ tramite i suoi brani definiti quasi sempre dalla stampa estera come “haunting”. Le sue cover hanno fatto il giro del mondo ma è solo il mese scorso che è uscito il suo primo singolo ufficiale per la No Pain In Pop . Con Ale è stato bello chiacchierare sulle difficoltà che ci sono per un musicista in Uk ed in Italia. Entro il 2009 il wonder boy è deciso a finire finalmente l’album. Noi lo speriamo perchè siamo convinti che Banjo Or Freakout sia al momento una della punte di diamante della musica a questo punto di origine italiana.
Alessandro Raina aveva già presentato al telefono il suo progetto Casador lo scorso autunno, ma eran mesi che tra una roba e l’altra c’eravam promessi di averlo anche in studio per sentire dal vivo le sue canzoni…e così grazie, alla rassegna live di Area 51, è passato a trovarci.
Finalmente abbiamo avuto l’occasione di chiedere come sta andando l’esperimento del free download del suo ep di debutto The Puritans. In questi 5 mesi di cose ne sono successe, si è parlato delle canzoni di Raina su alcuni ottimi blog esteri come Sweeping The Nation, Junkie Pop o Unpopular e ha preso forma un live set solista portato in giro per tutta Europa.
Nel suo stile, Alessandro ci regalato un brano dall’ep, una cover di Nick Drake ed una di Nico. Sentite quello che sarà anche il futuro di Casador.
La rassegna Murato sta portando nel 2009 veramente un ottimo gruppo di band: Crystal Antlers, Oxford Collapse e ora Handsome Furs.
La band formata dalla coppia (anche nella vita) Dan Boeckner e Alexei Perry ama viaggiare e portare il proprio show negli angoli più disparati dell’Europa. Così un pomeriggio ce li ritroviamo in studio per farci raccontare l’uscita dell’imminente Face Control, secondo disco per la storica Sub Pop.
Parlando con i due abbiamo capito che gli Handsome Furs non sono un semplice side project dei Wolf Parade, ma un progetto con una sua dimensione, una passione incredibile ed un modus operandi da band punk diy. Tuttò ciò già si intravedeva dall’ottimo debutto Plague Park, ma la convinzione nei mezzi è forse arrivata dopo centinaia di concerti in giro ed una scrittura più aggressiva e immediata apposta per il live set.
Ancora una volta ascoltando l’intervista potrete sentire 5 dischi da isola deserta con i fiocchi… Inutile dire, poi, che il concerto serale con Wolther Goes Stranger è stato spettacolare!
E finalmente sono arrivati anche da noi i Wolther Goes Stranger. La formazione nata sulle colline modenesi, con il cuore a Londra, guidata da Luca Mazzieri (chitarrista con A Classic Education e Marla) e dal fido Massimo “Colla” Collucci, si è presentata in studio con un armamentario non da poco: trapano, casse da pc, lame rotanti, tastiera e mini set di batteria.
I due non si sa come, vista la situazione pomeridiana, sono riusciti perfettamente a ricreare il loro weird-dance-pop notturno, cupo e malinconico, suonando due brani nuovi non inclusi nel loro debutto 12″ su Madcap.
Ai due abbiamo chiesto le origini del gruppo e di spiegarci l’attitudine che li contraddistingue. Non poteva mancare la classica domanda sui dischi da isola deserta e quella sui progetti futuri. Poi tutti di corsa al Locomotiv Club per vederli insieme ad Handsome Furs.
A Maps regaliamo spesso a voi ascoltatori biglietti per andare ai concerti. Voi, “in cambio”, ci mandate una breve recensione dei concerti stessi. Facile, no? Dopo la recensione positiva di Luca B. sul concerto che i Mogwai hanno tenuto qui a Bologna, ecco il parere, piuttosto negativo, di Chiara R. I. sul concerto degli Handsome Fursal Locomotiv del 19 febbraio scorso…
A proposito del concerto e dell’intervista di ieri sera degli Handsome Furs…
SEXY? (riempire gli spazi con citazioni, nomi a caso, la prima cosa che ti viene in mente insomma). Sarò strana ma non voglio ballare con una gamba alzata tipo cane che… E avere un marito che sembra…
Quella… a forza di saltare doveva uscire però ad un certo punto! Sento di aver perso il climax. “Bocconcini” o “……”?
Boh insomma, perché non continuare ad ascoltare i Wolf Parade?
Mi spiace non aver sentito Wolther Goes Stranger (la band di supporto, n.d.r.), ma il Locomotiv è lontano.
Chiara R. I.
Mandateci le vostre recensioni a maps@radiocittadelcapo.it!
Abbiamo raggiunto i Billie the Vision and the Dancers proprio mentre stavano sbarcando dal traghetto in Germania. La band svedese era in viaggio verso l’Italia per un mini tour di quattro date che avrebbe toccato dalle nostre parti anche il Bronson di Ravenna.
In questi giorni è stato ripubblicato per l’ottima Tea Kettle RecordsI Used to Wander These Streets, quarto album per la band di Malmö.
Ai ragazzi abbiamo chiesto di raccontarci come sta al momento la scena indie-pop in Svezia e in particolare il festival, Emmaboda, che fino a qualche anno fa ne rappresentava lo spirito.
Ascoltate anche le nostre domande sull’ultimo disco della band. Buon ascolto.
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