Possiamo dirlo? Abbiamo inaugurato la stagione dei live a Maps in maniera eccellente. Sono infatti venuti a trovarci, di strada per il Locomotiv Club, Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, meglio conosciuti con il nome Bud Spencer Blues Explosion.
Li abbiamo visti anche quest’estate in piazza Verdi, ma il lungo peregrinare della band sta per giungere al termine: quella di venerdì scorso è stata “la prima data dell’ultima parte del tour”, come ci hanno detto i ragazzi. Un dvd celebra i cinque anni della carriera dei BSBE e proprio da DO IT YOURSELF – Nel Giorno Del Signore Adriano e Cesare hanno tratto un brano che hanno eseguito nei nostri studi. Un live che, come capiterà in questa stagione, potrete non solo ascoltare, ma anche vedere in diretta, con le riprese di Damiana e Max: grazie!
Siamo estremamente felici quando riusciamo a farci raccontare il nostro disco della settimana dai suoi autori: crediamo sia un modo unico di vedere e capire le canzoni che più “valorizziamo” dal lunedì al venerdì, intervistando direttamente chi le ha create. Proprio oggi, nel penultimo giorno di ascolto di Belli con gusto, vi proponiamo qua sul sito la chiacchierata fatta con Bruno Vanessi, uno dei De Curtis.
Con il chitarrista, già tra gli artefici dei Rosolina Mar, che tanto ci mancano, abbiamo discusso del secondo album dei De Curtis, uscito a due anni esatti dall’esordio, anche quello nostro disco della settimana. Bruno ci ha raccontato come il disco è stato concepito e registrato, ha condiviso i ricordi legati alle foto dell’artwork, ma ci ha anche spiegato come entra l’ironia nella musica della band. Insomma, un modo ulteriore di capire le tracce dell’album e le idee che stanno dietro alla sua produzione.
I Black Sabbath sono una di quelle band che continuano a essere citate da tantissime persone diverse: musicisti a cui vengono chiesti i dischi dell’isola deserta (ehm), giornalisti musicali che impilano classifiche di dischi-della-vita, appassionati di musica alle prese con liste di vario tipo. Non sorprende, quindi, che Tsunami Edizioni abbia pubblicato in questi giorni Black Sabbath – Masters of Reality, un volume di Stefano Cerati che, come dice il sottotitolo, analizza “dischi, musica e testi dell’era Ozzy”, cioè quella più amata, importante e apprezzata, che compre meno di un decennio, dal 1969 al 1978.
Con l’autore abbiamo chiacchierato a lungo al telefono nella puntata di Maps di ieri: in particolare, rifacendoci al libro, abbiamo esaminato i testi scritti da Geezer Butler, uno dei tanti marchi di fabbrica della band di Birmingham, erroneamente considerata “satanista”. Lo sapete che ci sono delle canzoni dei Sabbath che inneggiano a Dio? E che spesso, nelle liriche del bassista, è presente una feroce quanto surreale critica sociale?
Quest’estate in onda e in rete vi abbiamo segnalato un bel disco, uscito a luglio per Bella Union: The Sparrow è il terzo disco di James Milne, in arte Lawrence Arabia, un talentuoso musicista neozelandese. Un album intenso, raffinato negli arrangiamenti e nei colori e legato alla tradizione britannica folk pop senza esserne un’imitazione.
Lo scorso mese James è passato da Bologna per un concertino casalingo alla Maison Ventidue e, la mattina successiva, è passato nei nostri studi per un live acustico all’interno di Aperto per Ferie. Il risultato? Giudicatelo voi: un concerto breve ed emozionante, inframmezzato da chiacchiere che ci hanno portato alla scoperta del mondo musicale e interiore di questo “uomo degli antipodi”. Siamo certi che ci ricorderemo di questo live per un bel po’: eccolo, tutto per voi.
A Maps abbiamo parlato spesso di Firenze dal punto di vista musicale, sia con Andrea Chimenti che con Federico Fiumani, tanto per citare due dei nomi che sono spesso associati a un periodo d’oro della città: ma cos’è successo da allora, dalla Firenze anni ’80, ad oggi? E soprattutto chi suona e cosa nel capoluogo toscano nel 2012?
Per rispondere a questo quesito A Buzz Supreme ha pubblicato The Next Wave – Una raccolta sulla nuova scena fiorentina, un cd che in 18 brani vuole fare il punto o, come dice Elena Raugei nella prefazione contenuta nelle prime pagine del booklet, “un’istantanea in note per il puro piacere delle orecchie”. Una raccolta per lo più improntata al rock, come ci dice Elena nell’intervista qui sotto, che passa da nomi noti a band meno conosciute e che include brani inediti o anche già pubblicati. Ascoltatela in streaming!
Segnatevi la data di domani: alle 17 (nuovo orario) torna in onda sulle nostre frequenze If the Kids Are United, con la sua seconda stagione, sempre alla scoperta delle musiche delle controculture giovanili degli ultimi 50 anni. Ma gli stessi kids organizzano al Crash un concerto di portata storica: arrivano domani sera a Bologna i Buzzcocks, una delle band britanniche più importanti della seconda metà degli anni ’70, un gruppo tra i progenitori del punk.
E Steve Diggle, che potete sentire nell’intervista qua sotto, è perfettamente consapevole dell’importanza che lui e gli altri Buzzcocks hanno avuto: nella chiacchierata il musicista racconta quell’epoca, rimasta nella storia, da protagonista.
Hanno inaugurato la stagione 2012-2013 del Locomotiv Club con un live potente, legato al loro ultimo disco Mr Impossible: i Black Dicesono tornati in città lo scorso venerdì, e noi li abbiamo intercettati al telefono.
Grazie alla cara Laura Marongiu e alla sua Granita Metropolitana, vi diamo la possibilità di riascoltare la chiacchierata fatta con Bjorn Copeland, che ha esplorato con noi l’evoluzione del suono della band di Brooklyn dagli esordi alle ultime produzioni. Inoltre il musicista ci ha raccontato come è cambiato il modo di comporre della band in relazione ai concerti e al lavoro in studio.
Vi riproponiamo anche qua, come abbiamo fatto ieri in onda, un’intervista realizzata nel corso di Aperto per Ferie, la trasmissione che vi ha tenuto compagnia nelle mattine dell’estate appena finita.
In occasione della presentazione del suo libro Biciclette bianche, il produttore Joe Boyd è passato in Italia: prima di essere ospite al Festival Letteratura di Mantova e di presenziare a un incontro con il pubblico bolognese, Joe è passato nei nostri studi per una lunga intervista dove si parla di Syd Barrett, Nick Drake, Bob Dylan, REM, Muddy Waters e Pink Floyd: sono, questi, solo alcuni degli artisti con cui Boyd ha lavorato. Qui di seguito l’intervista audio, ma trovate qua anche una trascrizione.
Il suo Disco interno è uscito alla fine del 2011 e, da allora, l’interesse per il suo cantautorato ironico e “lo-fi” è cresciuto proporzionalmente man mano che anche gli ascolti aumentavano. Così, visto che per l’ultima puntata della prima parte di Granita Metropolitana di venerdì avevamo il desiderio di offrire un live di qualità e chiacchiere interessanti ai nostri ascoltatori, abbiamo obbligato (senza fargli male, lo giuriamo) Lorenzo Maffucci, in arte Mangiacassette, a fare una piccola deviazione del percorso che da Pistoia, città natale e di residenza, lo avrebbe portato a Santarcangelodi Romagna, dove avrebbe dovuto esibirsi la sera seguente, all’interno del Festival Internazionale del Teatro in Piazza.
Lorenzo ha accolto l’invito e ne ha approfittato per lanciare un appello di raccolta diapositive per l’esibizione del giorno seguente, mentre noi ne abbiamo approfittato per fargli un po’ di domande sulla natura delle sue canzoni e del disco tutto, sul nome che ha scelto per il suo progetto e sull’utilizzo dell’oggetto in questione (il mangiacassette, appunto) che effettivamente fa. Ne è venuta fuori una mezz’ora esilarante, che potete riascoltare e scaricare qua sotto – insieme alle tre canzoni che Lorenzo ha eseguito live – e che, oltre a rendere l’idea di quello che c’è dietro il suo lavoro, mette all’erta gli ascoltatori riguardo l’esistenza di idee per il prossimo album.
Granita Metropolitana, quindi, vi lascia con questo bel live per l’estate, vi augura buone vacanze, si raccomanda che aspettiate di digerire la frittura di pesce prima di fare il bagno e vi dà appuntamento a settembre.
L’estate 2012 sarà ricordata come una delle estati bolognesi più ricche di concerti degli ultimi anni: sono tanti, infatti, i nomi che stanno popolando i cartelloni di Piazza Verdi Estate, del BOtanique e del Bolognetti Rocks, tra questi i californiani Wooden Shjips, che sono stati protagonisti della serata del 6 luglio al Bolognetti Rocks.
Prima del concerto, però, sono stati ospiti telefonici a Granita Metropolitana, tramite la voce del loro bassista Dusty Jermier che, direttamente dal furgoncino della band, ci ha raccontato qual è la genesi della band, quanto la loro musica di stampo psichedelico debba alla tradizione di San Francisco – la città in cui si sono formati – e come il loro stile sia cambiato nel tempo, fino ad arrivare all’ultimo album, West. Qua sotto potete ascoltare una traccia estratta proprio dall’ultima fatica della band, “Lazy Bones” e, ovviamente, la chiacchierata fatta con Dusty mentre lui e la sua band arrivavano a Vicolo Bolognetti. Buona perdizione!
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