Partiamo dal nome: si narra che quando Paul McCartney scrisse la prima versione della celeberrima “Hey Jude”, il nome del protagonista fosse Jules, perché la canzone era indirizzata a Julian, figlio di Lennon. Poi scelse “Jude” perché suonava meglio.
I Jules Not Jude, invece, “scelgono” il nome originario, e fanno uscire un ep niente male, intitolato Clouds of Fish, cinque tracce che non possono non fare venire in mente il pop. Proprio di pop, e di lavori particolari, abbiamo parlato con Simone, metà della band – Mirza è l’altro componente. Subito sotto intervista e la traccia che apre l’ep. Buon ascolto!
I Black Lips sono passati nei nostri studi come un tornado: una ventina di minuti e tre canzoni di cui una inedita! A rappresentare la band di Atlanta il batterista e cantante Joe (qui con la chitarra) e il chitarrista Ian. Gli altri due in furgone a dormire qualche ora, dopo il devasto della sera prima!
Prima del concerto sold-out al Covo i due hanno fatto in tempo a raccontarci assurde collaborazioni con GZA del Wu-Tang Clan, il tour conclusosi in fretta in India, la presunta bagarre con Wavves e la voglia di ritornare nel paese a forma di stivale (per il cibo e le ragazze).
Cosa succede con The Calorifer Is Very Hot? Il loro ultimo disco, Evolution on stand-by, è appena uscito, con tanto di video notturno per il primo singolo “Lester”. C’è stato un release party, date varie programmate qua e là, eppure…Basta andare sul loro blog o sul sito del collettivo We Were Never Being Boring per arrivare, nel giro di un paio di click… su eBay! Che c’entra la band con le aste? L’idea è geniale: molto semplicemente i “Caloriferi” si sono messi in vendita al miglior offerente. Chi vince l’asta si porta a casa (o dove vuole lui o lei) la band al completo, con tanto di set acustico o elettrico.
Ci ha spiegato tutto Alessandro Paderno, membro dei Le Man Avec Les Lunettes, del collettivo We Were Never Being Boring nonché produttore del disco dei Calorifer. Buon ascolto!
I ragazzi di San Francisco che incontrano Lawrence a Londra: partono gran chiacchiere e si parla di qualsiasi cosa, di Mayo Thompson, delle ragazze in copertina, della produzione di Album e della discografia dei Felt.
Finalmente un po’ di Sardegna a Maps: sono arrivati in studio i Diverting Duo per raccontarci il loro album di debutto Lover/Lover.
I due ragazzi che pubblicano sulla Zahr Records, si muovono su territori sognanti, melodie dolci e atmosfere desertiche non lontane dallo spleen di band come Galaxie 500. Sara e Gianmarco hanno già portato la loro musica in Inghilterra e oltre a tantissime date italiane si apprestano a compiere un bel tour tra Germania, Francia e Belgio.
Se volete scopire cosa nasconde il nome della band ma soprattutto che lavoro fanno i ragazzi quando non sono impegnati a suonare… Ascoltate!
Se uno vi dicesse: adesso ascoltiamo un disco di Brown and the Leaves, a voi cosa verrebbe in mente? E quando vorreste ascoltarlo? Il progetto di Mattia Del Moro, friulano di nascita e veneziano di adozione, sembra proprio fatto per questa stagione e per questo clima uggioso. Come non farlo disco della settimana? E come non essere contenti di averlo in studio lunedì prossimo per un live?
Abbiamo sentito Mattia proprio mentre era nascosto in un anfratto della biblioteca dello IUAV: con lui abbiamo parlato di Landscapes, il disco d’esordio, che sta avendo un buon successo e una forte rotazione su diverse emittenti. E poi, visto le quasi comuni origini con una metà della redazione di Maps, ci siamo soffermati sui luoghi immaginati ed evocati da Brown and the Leaves, urbani, ma soprattutto naturali.
Ci abbiamo provato in tutti i modi, volevamo sapere qualcosa in più del nostro passato disco della settimana, e così abbiamo aspettato un po’ di tempo per raggiungere Christopher Owens voce e mente dei Girls, la band di San Francisco che ha da poco pubblicato il disco di debutto, intitolato semplicemente Album.
I ragazzi sono stati svegliati dalla nostra chiamata mentre si apprestavano a oltrepassare il confine tra Stati Uniti e Canada dove erano stati trattenuti la sera prima, facendo saltare la data di Montreal. Abbiamo colto l’occasione per levarci un bel po’ di curiosità riguardanti la lavorazione del disco, la perfezione della scelta dell’ordine dei brani e la semplicità e purezza dei testi.
Tra citazioni di Alex Chilton, note di Elvis e assoluto amore espresso da Christopher per i suoi idoli come David Bowie, i Felt, Suede e Billy Corgan, la chiacchierata è stata lunga e piena di riferimenti. Proprio per questo oltre a sentire i file potrete rileggere l’intervista integralmente su Polaroid blog. Sinergie a go-go!
Visto che se ne parla ampiamente, sentitevi anche Headache, prima canzone scritta dai Girls. Buon ascolto!
Lo scorso mese è uscito Revenge of Doormats and Coasters, il secondo disco degli Action Dead Mouse.
La band, che si definisce semi strumentale, non con poca fatica ha licenziato l’album con l’etichetta francese Greed Recordings, ma non si è accontentata di questo. Nelle immediate vicinanze di un tour francese, gli ADM hanno lanciato una curiosa iniziativa: mettere in contatto i fan che vogliano seguirli in una o più date, creando (magari) amicizie e (perché no) amori nuovi.
Ci ha spiegato tutto Filippo, nell’intervista che potete ascoltare e/o scaricare qua sotto. E in omaggio una traccia del disco!
Hanno scelto un nome tale per cui la domanda sulla sua origine è scontata: e così, già dal primo botta-e-risposta, abbiamo messo in crisi i genovesi Japanese Gum! Il duo è in giro da qualche anno, e ha appena pubblicato un album del titolo evocativo Hey Folks! Nevermind, We Are All Falling Down! Ovviamente il disco è stato pubblicato anche in Giappone…
Abbiamo sentito Davide, in rappresentanza anche di Paolo, l’altro membro della band, a pochi giorni dal concerto che i Japanese Gum avrebbero tenuto come spalla di Martyn, al Link di Bologna. Emozioni palpabili, sia nel file dell’intervista che nella canzone che potete sentire, scaricare, eccetera.
Capita spesso, quando parliamo di band alle prime armi, di sentire storie di infiniti cambi di formazione, demo, etichette che si fanno avanti e poi si ritirano, eccetera.
Ma la storia dei Van Cleef Continental, di Brescia, è davvero bizzarra. Inutile riassumerla in poche parole qua: ve la racconta direttamente Blodio, il chitarrista della band, che ha pubblicato da poco Red Sisters. Oltre all’intervista, anche un bel brano tosto da scaricare. O da scaricare tosto, è l’istesso.
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