Una serata diversa dal solito, quella del due dicembre al Locomotiv Club di Bologna. Niente rock, post rock, indie rock, o electro: quella sera sul palco di via Serlio è andato in scena lo swing. E che swing: la band in cartellone ha scritto colonne sonore, va in giro a fare tournèe in teatri e ha compiuto diciotto anni da poco. Stiamo parlando dei The Good Fellas, una big band swing che viene dalla nostra regione e che è un punto di riferimento per lo swing italiano.
“Ma siamo venuti prima del revival americano”, ci ha raccontato Lucky Luciano (voce e basso del gruppo) nell’intervista che potete ascoltare sotto. Con il nostro ospite siamo andati indietro nel tempo, fino ai suoi ricordi di bambino, quando in tenera età fu letteralmente folgorato da questo genere musicale. Insomma, non solo la storia dei Good Fellas, ma anche quella di certe derivazioni del jazz in Italia. Anche se, dobbiamo dirlo, tutto è partito dalla barista al centro della canzone che vi regaliamo. Per scoprire chi è Ruby, dovete semplicemente premere play…
Mercoledì scorso i Junior Boys sono arrivati a Bologna per portare il loro ultimo It’s All True in quel del Locomotiv Club. Il duo canadese ha infiammato la platea del club di via Serlio e, qualche ora prima del concerto, noi abbiamo avuto l’opportunità di fare due chiacchiere con metà della band.
Al telefono, Jeremy Greenspan è stato loquace: ci ha raccontato tutto sull’ultimo album e su come sia legato ai luoghi in cui è stato scritto e prodotto, per esempio. Luoghi anche poco consueti, come Shanghai, dove il disco suonerebbe forse meglio che altrove. Jeremy ha anche spiegato lo stretto legame tra i dischi della band e le possibilità offerte dalla tecnologia, senza omettere il fatto che, come accade agli scrittori, anche un musicista di elettronica può “perdersi” nel mezzo di una canzone e rimanerci bloccato in mezzo per un po’…
Insomma, l’intervista è da ascoltare e il brano, “Playtime”, l’abbiamo scelto insieme al nostro ospite. Sentite, scaricate e, se siete stati al Locomotiv il 30 novembre, ricordate.
Ieri al TPO di Bologna l’etichetta “sperimentale” della Trovarobato ha festeggiato con una lunga serata di concerti. Voilà la Parade è il nome dato all’appuntamento che ha visti susseguirsi sul palco nomi e band che ben conosciamo a Maps: Zzolchestra, Hobocombo, Der Maurer, Sebastiano De Gennaro e Junkfood hanno dato vita a una bella rassegna di musiche originali e molto personali.
Nella scorsa puntata di Pigiama Party abbiamo parlato ancora una volta con Simone Calderoni, bassista proprio dei Junkfood: reduce da una serata un po’ sfortunata, ci ha raccontato una breve storia della band nella quale suona, ma ha anche fatto gli onori di casa presentando gli altri gruppi della serata. Non solo: nell’intervista che trovate qua sotto c’è anche una bella chiacchierata su cosa voglia dire sperimentare in musica, sul senso della musica “contemporanea” e sul rapporto di questa musica con il pubblico. E non è finita: per iniziare bene la settimana, ecco una manciata di brani di alcuni dei musicisti della Parade!
Sono due dei nomi più interessanti della canzone italiana. Un momento, direte voi: ma da quando Letizia canta in italiano? E che è questa fascistissima mania di tradurre i nomi? Non si chiamava Marie Antoinette? Amici, le cose sono cambiate: “Storpiavano sempre il mio nome, e così…” ci ha detto Letizia nell’intervista che le abbiamo fatto qualche tempo fa. E la musicista ci ha anche raccontato del nuovo disco in uscita, non a caso, il 6 gennaio (per Pippola): ehi, è il giorno della nascita di Giovanna D’Arco, diranno i più colti di voi. E che c’entra? Scopritelo nell’intervista.
Ma Maria Antonietta non è venuta da sola: abbiamo avuto in studio ancora una volta anche Dario Brunori, per il quale Letizia apriva quella sera. L’uomo dietro alla Brunori SAS, oltre a regalarci una canzone tratta dal suo ultimo Poveri Cristi, ci ha anche spiegato cosa ha avuto a che fare nel processo creativo legato al debutto della musicista che era con lui nei nostri studi. Insomma, godetevi questa sarabanda di complimenti reciproci, belle canzoni e video, grazie alla benemerita Less Tv.
Di recente sono arrivate in Italia per un minitour The Sandwitches. La band, rappresentata in studio da Grace Cooper e Heidi Alexander, è venuta nei nostri studi lunedì scorso, prima di esibirsi allo Spazio Elastico. Il gruppo fa parte di una comunità folta ed esuberante di San Francisco, che comprende altri nomi come Sonny and the Sunsets, Fresh and Onlys e The Oh Sees, tanto per citarne qualcuno, sì, ma non a caso, visto che i membri di queste band hanno spesso collaborato tra di loro, creando nuove alchimie.
Con le ragazze abbiamo cercato quindi di capire meglio che scena si fosse creata nella città californiana, ma le nostre ingenue visioni si sono un po’ ammosciate, come sentirete nell’intervista, quando Grace e Heidi ci hanno raccontato come stanno le cose veramente a Frisco. Abbiamo poi parlato dei loro dischi, dei progetti futuri e ci hanno regalato anche due canzoni. Buon ascolto!
Siamo felicissimi di potervi dire che a breve ritorneranno in pista i Ronin: si chiamerà Fenice il nuovo lavoro della band di Bruno Dorella ed uscirà per Santeria e Tannen il 20 gennaio. I musicisti sono tanti e la metà sono passati dai nostri studi: nomi come Nicola Manzan, Enrico Gabrielli, Paolo Mongardi, Nicola Ratti e quindi… siamo esaltati!
Intanto ci ascoltiamo una piccola anticipazione, la canzone “Jambiya”, e poi aspettiamo con impazienza l’anno nuovo.
Undici tracce, che sono più undici mazzate in faccia che canzoni. Questo disco d’esordio dei perugini Fast Animals and Slow Kids è notevole e non è un caso che a produrlo siano Giulio Favero e Appino degli Zen Circus. Proprio quest’ultima band ha voluto i FASK come spalla nel tour del nuovo disco, ed è in occasione di questo live che i ragazzi sono approdati al Locomotiv Club di Bologna.
Giovedì scorso abbiamo sentito al telefono Aimone, voce e chitarra della band, con il quale abbiamo parlato di un sacco di cose inerenti a questo esordio, chiamato Cavalli, bizzarro fin da disco e artwork. Insieme all’intervista, come al solito, una traccia del disco. Godetevela!
Abbiamo acchiappato Andrea Cola qualche ora prima del live che ha tenuto allo Spazio Elastico, al lavoro. Ma dopo poco siamo tornati sul tema dell’intervista, cioè il suo disco Blu, che Andrea porta in giro ormai da un bel po’. Gli abbiamo chiesto proprio il perché del titolo del disco, sconfinando subito in cubismi picassiani, per poi tornare agli inizi della carriera di Andrea.
Tutto il resto dell’intervista si è mosso, come si dice, tra il serio e il faceto, e ha avuto come conclusione un lungo “No” di sconforto quando abbiamo rivolto al musicista la nostra classicissima stupida domanda dei dischi dell’isola deserta: nonostante lo spaesamento iniziale, Andrea ha inanellato cinque album uno più interessante dell’altro… Ecco per voi, come al solito, intervista e mp3.
Oltre tre anni dopo averlo ospitato per la prima volta, torniamo a parlare di Roberto Dell’Era, in arte Dellera, che abbiamo intervistato ieri telefonicamente, in occasione del suo concerto all’Arteria di Bologna. Nel locale del centro storico della nostra città, Roberto ha portato il suo disco da solista Colonna sonora originale: undici tracce intense e sognanti che testimoniano la statura artistica del nostro, che torna a suonare da solo dopo i lavori con Afterhours, Dente, Il Genio e Calibro 35.
Con Roberto abbiamo chiacchierato ovviamente della genesi del disco, ma anche di canzone in Italia oggi, dei nuovi spazi che si stanno aprendo e di altri che, purtroppo, non ci sono più. Insieme all’intervista un brano dell’album, “La meraviglia”. Buon ascolto!
Novità in casa Le Man Avec Les Lunettes: la band, che ha pubblicato di recente l’ep Sparkles, ha deciso di anticipare il Natale con dei regalini. Li trovate tutti sulla loro pagina bandcamp: si tratta di un singolo con due versioni della traccia che apre l’ep, “Fall On the Snow”, ma che comprende anche una cover dei compagni di etichetta Calorifero.
Qua sotto il video di una versione dal vivo di “Fall On the Snow”. Enjoy!
Last.fm
Facebook
Flickr